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Maculature su oleandro

di Maria Grazia Bellardi
  • Cura della pianta
  • Lavori e consigli
  • Oleandro (Foto Mario Giannini)
  • Le macule sulle foglie hanno forma irregolare, sono di colore grigiastro con margine bruno, leggermente in rilievo
  • Grave attacco da septoriosi: le foglie colpite possono anche cadere anticipatamente

 

Maculatura fogliare su oleandro

L’oleandro è una pianta tipica del Mediterraneo, molto amata ed anche temuta, per la sua tossicità, dagli antichi Greci che la chiamavano Rhododaphne, data la grande somiglianza con la rosa e l’alloro. Il binomio Neriun oleander, che identifica dal punto di vista botanico questo arbusto ornamentale, fu coniato da Linneo nel 1757, nel suo Species Plantarum.

 

Noi tutti oggi conosciamo l’oleandro e lo apprezziamo, oltre che per la bellezza e l’eleganza dei fiori, per la sua rusticità e la capacità di crescere rapidamente resistendo tanto al sole cocente, quanto al vento marino. Si può dire che non vi è in Italia abitazione dove non ci sia almeno un oleandro, in giardino o in vaso, dalla fumosa Milano alla ventosa Trapani.

Purtroppo, però, l’oleandro và facilmente soggetto a malattie di origine fungina, una delle quali, i “cancri rameali”, già trattate su Giardini n. 213, nov.’05 (vedi www.giardini.biz). E’ ora la volta della “maculatura fogliare”.

 

I sintomi

Si tratta di una malattia purtroppo molto frequente, nota anche come “septoriosi”, in quanto causata da Septoria oleandrina. I sintomi compaiono sulle foglie in primavera-estate sotto forma di macule irregolari necrotiche di colore grigio chiaro. Una peculiarità della malattia, utile per il suo riconoscimento, è la presenza tutt’attorno di una bandatura brunastra o nerastra con margini in rilievo. Le macule, con il tempo, possono confluire estendendosi a gran parte del lembo fogliare, fino a provocare danni sia di tipo estetico, sia di tipo fisiologico. Le foglie colpite possono infatti facilmente disseccarsi e cadere anticipatamente lasciando l’oleandro quasi spoglio.

 

Cosa fare?

Alcune semplici pratiche agronomiche sono utili nel prevenire gli attacchi della Septoria come: evitare i ristagni idrici e la bagnatura prolungata delle foglie. Nel caso di infezioni in atto occorre distruggere tempestivamente le foglie sintomatiche dato che sulle macule possono formarsi piccoli punti neri grazie ai quali il fungo si conserva da un anno all’altro con i residui di vegetazione. La lotta chimica è necessaria solo in caso di attacchi molto gravi, nel qual caso vale quanto indicato per i cancri rameali: trattamenti con prodotti rameici (Ossicloruri ed Idrossidi di Rame). In particolare, alla comparsa dei primi sintomi, è opportuno sottoporre le piante ad un trattamento con ossicloruro di rame-50 (irritante) o tiofanato-metile-70 (non classificato), alle rispettive dosi di g 400 e 125 per 100 l di acqua.

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Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

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... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

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Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

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