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Liquidambar styraciflua ‘Variegata’

di Francesco Vignoli
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Liquidambar styraciflua è stato uno dei primi grandi alberi ad arrivare in Europa dagli Stati Uniti orientali per scopo ornamentale, e già nel Seicento alcuni giardini europei potevano vantare questo splendido campione del regno vegetale.

E’ un albero vigoroso, può crescere sino a 20-30 m di altezza per 5-10 m di larghezza. Ha belle foglie palmate a cinque lobi, verde scuro, lucide e profumate. Talvolta è confuso con altre piante come l’acero comune, dal quale si distingue facilmente perchè ha le foglie alterne, mentre l’acero ha sempre due foglie opposte.

In autunno tuttavia, non si può confondere con nient’altro. I colori delle sue foglie, ancora molto prima di cadere, sono assolutamente spettacolari, variano dal giallo all’arancio, al rosso e al cremisi più intenso con il curioso effetto che talvolta alcuni rami si colorano in modo distintamente diverso gli uni dagli altri pur essendo sulla stessa pianta. E’ molto esigente col terreno che deve essere fresco, al limite anche leggermente umido, ma acido, condizione questa che, insieme alle dimensioni, purtroppo, ne limita l’impiego in molti giardini italiani.

 

L’acquisto

Chi ha lo spazio sufficiente per un Liquidambar e un terreno adatto, farebbe bene a scegliere

la pianta in vivaio nel momento della sua massima colorazione autunnale, perché ogni pianta ha un colore a sè, inoltre questa pianta un po’ “bizzosa” e non è detto che un bell’esemplare che in vivaio aveva foglie rosso cremisi, mantenga poi la stessa tonalità in giardino. Il clima, il terreno e il decorso stagionale influenzano molto di più la colorazione autunnale di quanto non faccia la selezione varietale.

 

Liquidambar styraciflua ‘Variegata’

Dunque Liquidambar styraciflua non mantiene i colori che promette e per questo le sue varietà non hanno avuto molto successo. Se ne conoscono una ventina, tutte rare a trovarsi.

Inutile quindi aver selezionato tante varietà? Dipende, un’eccezione, comunque c’è. Il Liquidambar styraciflua ‘Variegata’ è una varietà dalle deliziose foglie marginate di bianco crema, leggermente rosate in primavera, verde argenteo all’interno.

Ha foglie più piccole della specie, splendidamente colorate anche in autunno, perché le differenti cromature della variegatura persistono anche con la colorazione autunnale. Cresce un po’ meno della specie tipica e si può quindi inserire anche in giardini più piccoli. Anche questa varietà vuole un terreno fresco e acido e ha le stesse esigenze colturali della specie.

 

Liquidambar styraciflua ‘Variegata’ si presta bene nei giardini in città o in periferia dove crea una nota di colore molto vistosa; meno bene in paesaggi classici o giardini formali, dove l’inserimento di grandi alberi a foglie variegate va sempre fatto con cautela.

 

Manutenzione

È una pianta che non richiede potature, e non soffre malattie importanti. Vuole solo la nostra assistenza i primi due o tre anni dall’impianto per le necessarie annaffiature, concimazioni ed un eventuale tutoraggio soprattutto agli esemplari di grandi dimensioni, successivamente, quando la pianta è ben attecchita non richiede ne concimazioni ne annaffiature se non in caso di eccezionali siccità.

 

Curiosità

Il suo nome, ‘Liquidambar’ significa ‘Liquido d’ambra’ a causa delle resine oleose di cui è ricca la pianta. Una volta in commercio si trovava il ‘Balsamo d’Ambra’ che veniva fatto con il liquido che i tronchi secernono se vengono incisi. E’ un olio denso, giallo, dall’odore forte, aspro e gradevole, molto somigliante all’ambra che si ricava dallo stomaco del Capodoglio, veniva usato sui capi di pelle che, a causa della concia naturale, emanavano talvolta cattivi odori. Furono gli Indiani d’America a scoprire questo olio e a insegnare la tecnica ai bianchi.

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Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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