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Lavori di OTTOBRE in giardino

di Mario Vietti
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Foto L'Erbaio della Gorra
Foto L'Erbaio della Gorra

ALBERI

Sono in fiore Acer japonicum ‘Aconitifolium’, Cercidiphyllum japonicum, Ginkgo biloba, Liquidambar styraciflua, Liriodendron tulipifera, Parrotia persica, Platanus acerifolia ‘Mirkovec’, e molti altri. Il giardino si tinge grazie alla vasta gamma di colori autunnali assunti dal fogliame di numerose caducifoglie. Questo fenomeno è dovuto ad una serie di processi biochimici che si verificano durante l’invecchiamento delle foglie.

Messa a dimora

Da fine ottobre è possibile piantare gli alberi precedentemente preparati o "zollati"; dopo il trapianto occorre ancorare gli alberi al terreno con tiranti e picchetti, se si tratta di piante ad alto fusto servono invece tutori robusti.

Malattie fungine

E' importante controllare che non ci siano sugli alberi infezioni fungine causate da Armillaria mellea, una malattia che sviluppa i suoi corpi fruttiferi in questo mese; nel caso di presenza del fungo è necessario asportare completamente la pianta, soprattutto se di grandi dimensioni, in quanto questo agente fungino causa marciumi radicali che riducono la stabilità e spesso provocano la morte della pianta stessa.

 

RAMPICANTI

Prima dell’arrivo del maltempo bisogna controllare le legature e gli appositi sostegni.

 

ARBUSTI

Le fioriture sono limitate a pochi esemplari: Arbutus unedo, Ceratostigma plumbaginoides, Elaeagnus, Osmanthus heterophylla.

Mentre il terreno è ancora caldo e umido, è consigliabile distribuire alla base delle piante un miscuglio di terriccio e foglie, che servirà a proteggere le radici dal gelo.

In caso di essenze particolarmente delicate, può essere utile predisporre un paravento di rete o “tessuto non tessuto” in grado di fornire un’ulteriore protezione.

Terreno

Se non è stato ancora fatto, preparare il terreno per le nuove piantagioni: estirpare le erbe infestanti, vangare il suolo in profondità e incorporare materia organica ben decomposta.

Messa a dimora

Si possono mettere a dimora tutte le piante coltivate in vaso e i sempreverdi di “zolla”. E’ il periodo giusto per rizollare le piante a foglia caduca, ricordando che potranno essere messe a dimora anche in inverno purché il terreno non sia gelato.

Moltiplicazioni

E’ possibile raccogliere le bacche mature dei cespugli che si vogliono riprodurre. Dopo la raccolta, è consigliabile conservare i piccoli frutti in un vaso alternandoli a sabbia umida; riporre poi il contenitore in un luogo fresco e asciutto, al riparo da uccelli e roditori. La semina dovrà essere effettuata entro la prima metà di marzo.

E’ il periodo migliore per moltiplicare numerose piante: prelevare talee di legno maturo da Buddleia davidii, Deutzia, Ligustrum, Lonicera, Spiraea, Stephanandra, Weigela; staccare e ripiantare i polloni radicati di Corylus, Prunus, Rhus, ecc.; preparare delle propaggini di Corylopsis, Cotoneaster, Forsythia, Jasminum, Lonicera, Parrotia, ecc.

Semine

Si può seminare in cassone freddo o in serra il Chimonanthus praecox.

 

PIANTE ERBACEE PERENNI

Le principali fioriture sono quelle di Aster, Gaillardia, Gazania e Gerbera.

Prima che le temperature si abbassino troppo, effettuare alcune operazioni di manutenzione: eliminare le parti secche e marcescenti e tagliare a livello del suolo gli steli fiorali appassiti. Lasciare invece le foglie e i fiori secchi di Sedum spectabile e delle numerose graminacee che mantengono un aspetto decorativo anche durante l’inverno.

Smuovere il terreno e distribuire uno strato di materiale pacciamante con lo scopo di proteggere le radici dal gelo.

Divisioni

E’ il periodo più indicato per dividere le piante che hanno terminato la fioritura e che sono diventate troppo grandi: ad es. Alyssum, Anemone, Aquilegia, Arabis, Aubrietia, Brunnera, Campanula, Coreopsis, Filipendula, Hemerocallis, Hosta, Iberis, Lamium, Pachysandra, Paeonia, Prunella, ecc. Estrarre la pianta dal terreno e ripulire le radici dalla terra, avendo l’accortezza di non danneggiarle. Dividere il cespo in tante porzioni, facendo in modo che ognuna sia provvista di nuovi germogli e di un proprio apparato radicale. Eliminare la parte centrale, vecchia e legnosa, e ripiantare le giovani piantine nella buca precedente o in una nuova posizione.

Nel caso di perenni con radici tuberose, come la Paeonia erbacea, occorre dividere i cespi in tante porzioni provviste di tuberi e gemme.

Messa a dimora

Si possono piantare, tra le altre, Achillea, Arabis, Aubrietia, Brunnera, Erigeron, Helianthus, Heuchera, Iberis,  Sedum, e i crisantemi coreani. Ricordare che la buona riuscita di un’aiuola dipende dal giusto accostamento tra le diverse specie.

 

PIANTE ERBACEE ANNUALI E PERENNI

Si possono estirpare le annuali che hanno terminato il ciclo vegetativo, come Ageratum, Calendula, Impatiens, ecc.

Semi

Può essere utile raccogliere i semi delle piantine che si vogliono riprodurre: disporre le capsule o i capolini su un foglio di giornale e conservarli in un luogo fresco e asciutto fino a quando diventano secchi. A questo punto si estraggono i semi, si ripuliscono da eventuali impurità, e, dopo averli divisi per specie e varietà, si sistemano in bustine di carta e si immagazzinano.

Occorre ricordare che le piantine originate da questi semi potranno avere delle caratteristiche diverse rispetto a quelle della pianta madre.

Messa a dimora

Preparare le aiuole per i nuovi impianti, eliminando le erbe infestanti, smuovendo il terreno e concimando.

Entro la prima metà di ottobre è consigliabile trasferire in piena terra le biennali seminate nei mesi precedenti, come Digitalis, Myosotis e cavoli ornamentali. Se si tratta di specie particolarmente delicate, è preferibile predisporre delle protezioni per il freddo.

Nuovi impianti

Si possono piantare Bellis, Cheiranthus e Primula in una posizione soleggiata o parzialmente ombreggiata.

 

BULBOSE

Fino a quando il terreno non è gelato, si possono mettere a dimora le bulbose a fioritura primaverile, come Allium, Crocus, Fritillaria, Galanthus, Hyacinthus e Tulipa.

Se vogliamo disporre i bulbi secondo uno schema ben definito, è consigliabile posizionarli sul terreno ad una distanza proporzionale alle dimensioni che verranno assunte dalle piante adulte, e poi interrarli. Terminata questa operazione, può essere utile delimitare il perimetro della piantagione e collocare delle etichette con indicate specie e varietà messe a dimora.

Distribuire una buona pacciamatura di torba o letamino decomposto ed evitare invece di somministrare fertilizzanti fino alla primavera.

Moltiplicazioni

Si possono iniziare le moltiplicazioni di Lilium e di alcune specie di Fritillaria con il metodo della “squamatura”.

Prima che si verifichino le prime gelate raccogliere i bulbi di Dahlia e Canna indica che hanno terminato il ciclo vegetativo, e immagazzinarli in un luogo fresco e asciutto all’interno di cassette contenenti sabbia e torba.

Piante in vaso

E' possibile coltivare le bulbose anche in vaso, utilizzando una miscela composta da 3 parti di terra da orto, 1 parte di torba e 1 parte di sabbia, senza dimenticare uno strato di argilla espansa sul fondo, con funzione drenante.

 

ROSE

Preparare il terreno per i nuovi impianti dei rosai a radice nuda, che potranno essere effettuati dall’inizio dell’inverno. Dopo aver scelto la posizione più adatta, vangare il suolo in profondità, scavare le buche e lasciarle aperte fino al momento della messa a dimora. Può essere utile distribuire uno strato di calce sul fondo della buca per disinfettare il terreno.

Le rose in genere si adattano a qualsiasi suolo e condizione ambientale, ma prediligono una posizione soleggiata ed un terreno ricco e fertile. I suoli calcarei e quelli sabbiosi possono essere corretti con l’apporto di sostanza organica, mentre ai terreni troppo leggeri è consigliabile addizionare torba e fertilizzante. In ogni caso abbondanti dosi di letame maturo creano un ambiente favorevole.

Se si vuole creare una fitta siepe di rose, scavare le buche su due file sfalsate, ad una distanza di 45-60 cm l’una dall’altra. Una sistemazione troppo ravvicinata è da evitare, perché renderebbe difficili le operazioni di manutenzione.

Se si vuole reimpiantare un vecchio roseto, ripulire il suolo da tutti i frammenti di radici e residui fogliari, e sostituire una buona quantità di terra per eliminare eventuali tossine e parassiti.

Legature

È necessario rinforzare le legature delle piante di recente impianto, dei rampicanti, e di tutti gli esemplari che potrebbero essere danneggiati dal vento e dalla neve.

Trattamenti

Può essere utile effettuare un trattamento con ossicloruro di rame, per indurire le piante e renderle più resistenti alle gelate precoci e ai patogeni fungini.

Talee

Si possono moltiplicare per talea le rose non innestate: tagliare dei rametti dell’anno ben lignificati, cospargendo il taglio con polvere radicante; eliminare parzialmente le foglie, e piantare le talee in terra leggermente sabbiosa, in una zona fresca e ombreggiata, coprendole con un foglio di polietilene.

 

GIARDINI ROCCIOSI

Sono in fiore Androsace lanuginosa, Anemone japonica, Astilbe chinensis var. pumila, Gentiana sino-ornata, Geranium cinereum, Polygonum macrophyllum, Sedum spectabile, ecc.

Pulizie

Le principali operazioni da eseguire in questo mese riguardano la pulizia e il riordino del giardino: asportare le erbe infestanti, raccogliere le foglie secche e tagliare i rami che hanno concluso la loro funzione estetica (ad es. Delphinium). E’ consigliabile distribuire alla base delle specie più delicate uno strato di terra e torba per proteggere le radici dalle basse temperature.

Moltiplicazioni

Si può seminare Campanula in cassone o in serra fredda. Le nuove piantine potranno poi essere messe definitivamente a dimora in primavera o il prossimo autunno.

I Sempervivum si possono moltiplicare, togliendoli dal terreno e ripiantando i germogli laterali provvisti di radici.

Messa a dimora

Ottobre è il mese ideale per la messa a dimora di nuove piccole conifere: Juniperus squamata "Blue Star", Cryptomeria japonica "Globosa Nana", Picea "Nidiformis", Chamaecyparis obtusa "Nana Gracilis", ecc... grazie al loro diverso portamento ed alle differenti tonalità di colore creano interessanti macchie cromatiche. Prima di effettuare i nuovi impianti occorre pulire a fondo il terreno, eliminando le infestanti e la terra superficiale ormai sfruttata, da sostituire con del nuovo terriccio arricchito di humus. A piantagione ultimata ricoprire il terreno con del ghiaino per favorirne il drenaggio.

Come eliminare le lumache

Se si nota la presenza di lumache, intervenire con un prodotto specifico a base di metaldeide. Se però non vogliamo utilizzare dei prodotti chimici, è possibile ricorrere a metodi naturali: una soluzione può essere quella di distribuire cenere o sabbia intorno alle aiuole, in modo da impedire ai molluschi di strisciare e di avvicinarsi alle piante. Un altro rimedio consiste nel disporre sul terreno sacchi bagnati, foglie o residui di ortaggi, questi parassiti vi si concentreranno sopra, rendendo più facile la loro eliminazione. E’ anche utile sapere che alcune piante, come ortica, aglio, timo, crescione, ecc., svolgono un’azione repellente perché producono sostanze sgradite alle lumache. 

 

PIANTE ACQUATICHE, VASCHE E LAGHETTI

Continuare a ripulire la superficie dello specchio d’acqua dalle foglie appassite, ed eliminare le erbe infestanti eventualmente presenti lungo le rive.

Proteggere le piante che temono il gelo, come Cortaderia, Gunnera manicata, Pennisetum, Zantedeschia, con uno strato di foglie secche, rami di conifere, paglia, o altro materiale pacciamante.

Dividere i cespi delle perenni che si sono accresciuti troppo, e ripiantarli lungo le sponde.

Fior di loto

È consigliabile estrarre l’apparato radicale delle piante di Nelumbo nucifera (fior di loto), e conservarlo sino alla primavera successiva in un ambiente riparato all’interno di un contenitore riempito con sabbia bagnata.

Fino a quando le temperature lo consentono, è possibile dedicarsi alla costruzione di nuovi laghetti, o apportare delle modifiche a quelli esistenti.

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