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Lampone, rovo, mirtillo, ribes, uva spina

di Massimo Fornaciari
  • Piante
  • Piante da frutto

 

Col termine generico di piccoli frutti si indicano diverse specie: il lampone, il rovo, il mirtillo, il ribes e l’uva spina. L’aspetto comune è di portare frutti di ridotte dimensioni, mentre ognuna ha esigenze ambientali e caratteristiche proprie. Ad esempio il portamento e il modo di vegetare si differenzia notevolmente: è cespuglioso per ribes e mirtillo, sarmentoso o strisciante per rovo e lampone.

 

Esigenze colturali

Rispetto alle piante da frutto “maggiori”, come melo e pesco, richiedono poche cure e difficilmente sono necessari trattamenti con insetticidi o fungicidi. Presentano uno sviluppo ridotto o comunque limitato e possono trovare spazio anche in piccoli giardini, coltivati sia in piena terra che in contenitore.

Per tutte le specie è importante che non manchi l’acqua durante i mesi estivi e si avvantaggiano di una concimazione organica da eseguire in autunno.

Non è invece consigliabile vangare o zappare il terreno attorno alle piante perché si potrebbero danneggiare le radici superficiali dalle quali, per lampone e rovo, si originano i tralci di rinnovo. Utile è la pacciamatura realizzata con foglie od altro materiale organico: oltre ad arricchire il terreno di sostanze nutritive si ostacolerà lo sviluppo delle piante erbacee e si manterrà una maggiore umidità nel terreno.

Anche la potatura non è particolarmente difficile. Su ribes e mirtillo si devono solamente diradare i rami, eliminando o accorciando progressivamente quelli più vecchi con oltre tre anni d’età. In questo modo si manterranno le piante produttive per molti anni.

Rovo e lampone portano i frutti sui tralci formati nell’anno precedente. Quindi con la potatura si dovranno eliminare i tralci, o fusti, di due anni che hanno già prodotto e diradare quelli cresciuti durante l’anno che produrranno i frutti nella stagione successiva.

 

I frutti, dalla pianta alla tavola

Molta cura si deve prestare alla raccolta dei piccoli frutti che è molto scalare e va eseguita in passaggi successivi, in certi periodi anche a cadenza giornaliera. I frutti sono molto delicati e vanno manipolati con cura. La raccolta va eseguita nelle ore meno calde e si deve sospendere se la vegetazione è bagnata.

Dal punto di vista nutrizionale questi frutti sono molto ricchi di vitamine e sali minerali ed i loro estratti presentano diverse applicazioni terapeutiche. Oltre al consumo diretto allo stato fresco si possono anche utilizzare per confetture o succhi.

 

Le esigenze ambientali

Come la maggioranza delle specie vegetali anche i piccoli frutti hanno proprie esigenze ambientali e non sono adatti a tutte le aree. In generale richiedono ambienti a clima temperato e non troppo siccitoso. Lo dimostra anche la distribuzione delle superfici coltivate in Italia che risultano concentrate in Piemonte e Trentino Alto Adige.  Le esigenze e l’adattabilità sono comunque differenti tra le diverse specie e non si può generalizzare.

Per scegliere le specie adeguate ai diversi ambienti ed ai gusti personali, ecco alcune “schede” riassuntive per approfondire la conoscenza dei piccoli frutti e valutare come inserirli con successo nel nostro spazio verde

 

Mirtillo

La specie spontanea, che troviamo sulle praterie d’alta quota di Alpi ed Appennini, appartiene alla specie Vaccinium myrtillus, un piccolo arbusto che non supera i 30-40 centimetri di altezza. Il mirtillo maggiormente coltivato è invece il Vaccinium corymbosum, indicato come “mirtillo gigante americano”. Infatti la sua patria d’origine è il Nord America dove è presente il 90% della produzione mondiale, in particolare nello stato del Michigan. Le sue dimensioni sono molto maggiori rispetto al mirtillo europeo, potendo formare cespugli alti fino a 2 metri e più. E’ una pianta molto longeva, raggiungendo facilmente l’età di 40-50 anni. Date le dimensioni si devono prevedere distanze di piantagione di circa 2-3 metri.

Non è però una pianta molto adattabile: richiede climi freschi e terreni con buona disponibilità d’acqua ma soprattutto con totale assenza di calcare e un Ph decisamente acido (tra 4 e 6). Il mirtillo si può quindi associare ad alzalee e rododendri, presentando le stesse esigenze. Nei casi estremi, se proprio desideriamo raccoglierne i frutti, potremo allevare qualche pianta in contenitore utilizzando un substrato acido come la terra d’erica.

Una specie che meglio si adatta ad aree calde e relativamente siccitose è il Vaccinium ashei, o mirtillo conilopide. Richiede ugualmente terreni a reazione acida o neutra.

Il mirtillo gigante presenta anche indubbie caratteristiche ornamentali: la bianca fioritura primaverile, in estate la presenza delle bacche ed in autunno la colorazione rossastra del fogliame rendono evidente la sua presenza.  

 

Rovo

Il Rubus fructicosus è comunemente è indicato come “mora” per la somiglianza col frutto di una specie arborea, il gelso nero (Morus nigra). E’ un’arbusto rustico e adattabile resiste abbastanza al freddo, si adatta a terreni sia sabbiosi che argillosi, vegeta bene anche in posizioni ombreggiate. Presenta una buona vigoria, potendo raggiunge circa 2 metri d’altezza. Di conseguenza si può indicare una distanza di piantagione di almeno 1,5-2 metri.

Il rovo è un arbusto sarmentoso e, se non vogliamo che i tralci finiscano a terra, è indispensabili predisporre dei sostegni, che potranno essere un semplice paletto o una colonna alla quale legare i tralci, come pure un grigliato od una rete di recinzione.

‘Thornfree’ e ‘Dirksen’ sono due delle varietà considerate migliori, con maturazione da fine luglio ad inizio agosto.

 

Lampone

Come il rovo anche il lampone (Rubus idaeus) ha un portamento arbustivo caratterizzato dalla presenza di numerosi fusti basali che ricadono sul terreno. Ogni anno si formano nuovi “polloni” (tralci emessi direttamente dalle radici) mentre quelli che si sono formati nell’anno precedente perdono vitalità e per la maggioranza muoiono.

Anche il lampone è relativamente poco esigente e molto adattabile. Vegeta meglio nei terreni abbastanza ricchi di sostanza organica e non troppo siccitosi.

La selezione operata dall’uomo ha permesso di individuare varietà che fioriscono due volte all’anno. Dopo una prima produzione di frutti sui fusti che si sono formati nell’anno precedente anche sui nuovi fusti della stagione in corso (i polloni) segue una seconda fioritura e fruttificazione. Il lampone rifiorente assicura una produzione di frutti quasi continua dall’estate all’autunno. Due varietà rifiorenti tra le più apprezzate sono Heritage che inizia a maturare a fine luglio e 'Rossana' in maturazione da metà-fine agosto.

 

Ribes

Comprende in realtà diverse specie: Ribes rubrum (il ribes rosso), Ribes nigrum (ribes nero), Ribes grossularia (uva spina). Il più conosciuto e coltivato è il ribes rosso.

E’ un arbusto di media vigoria, raggiunge un’altezza massima di 1-2 metri. E’ una specie resistente al freddo anzi, un lungo periodo di freddo invernale, è indispensabile per una regolare fioritura e fruttificazione. Non è quindi adatto per le aree miti, a clima mediterraneo. Nei riguardi del terreno non ha invece particolari esigenze.

Si può disporre in fila singola, per formare una piccola siepe, o in gruppi isolati, mantenendo distanze di almeno un metro tra le piante.

I frutti del ribes hanno un sapore acidulo caratteristico che può non essere gradito a tutti ma, oltre al consumo fresco, si prestano comunque egregiamente per realizzare ottime confetture .

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