La salute degli alberiGli alberi in giardino richiedono periodiche attenzioni che vanno sotto il nome di manutenzione. La manutenzione, però, non è solo la potatura, se necessaria, la concimazione, se necessaria, l’irrigazione, se necessaria, ma anche periodiche verifiche visive dello stato di salute e dello stato strutturale. Appunteremo l’attenzione, in questo articolo, sulle analisi visive. I momenti, nell’arco dell’anno, in cui effettuare questo tipo di analisi sono l'estate e dopo la caduta delle foglie (per le piante a foglia caduca). L’analisi in estate ha lo scopo di evidenziare presenza di attacchi da parte di insetti e di funghi e lo stato vegetativo della pianta (se gli accrescimenti dei rami sono nella norma, se le foglie hanno dimensioni normali, se sono evidenziabili squilibri nutrizionali, se sono presenti disseccamenti a carico di rami e branche). L’analisi in inverno, dopo la caduta delle foglie, ha lo scopo di evidenziare anomalie strutturali e presenza di lesioni a carico di branche e rami (ad esempio: cancri rameali, fenditure e spaccature, cavità, regolarità di sviluppo di rami e branche). Questo tipo di analisi, se effettuato con regolarità, consente di tenere monitorato l’albero per poter effettuare interventi manutentivi adeguati e tempestivi per risolvere eventuali problematiche sopravvenute.
Stato vegetativoLo stato vegetativo è dato da un regolare sviluppo di rami (accrescimenti annuali) e foglie, formazione di fiori e frutti, chioma sviluppata secondo gli standard della specie o della cultivar. Il buono stati di salute delle radici contribuisce al regolare sviluppo e accrescimento della pianta. Problematiche legate al buono stato fisiologico delle radici si riflettono con minore accrescimento in lunghezza dei rami (i rami sviluppati nell’anno sono più corti della norma), con foglie più piccole del solito (microfillia), con parte apicale della chioma poco sviluppata o con ridotto numero di foglie e rami, infine disseccamenti diffusi di piccoli rami o di intere branche. Pertanto l’analisi dello stato vegetativo può essere riferibile, in mancanza di altri fattori limitanti (acqua, fertilità del suolo, struttura e pH del terreno), alle condizioni in cui versano l’apparato radicale, il colletto e il fusto della pianta. Si possono rilevare anche fuoriuscite di liquido solitamente riconducibile o a essudati batterici o a emissione di linfa, che, solitamente, non sono, di per se stesse, preoccupanti ai fini della stabilità di una pianta. ma possono essere indizio di anomalie o alterazioni in atto. Altri elementi che possono fare insospettire sul reale stato di salute di una pianta è dato dalla presenza di fori di picchio che, spesso, sono sintomo della presenza di cavità interne dovute a patologie quali le carie fungine. Inoltre occorre osservare le superfici di vecchi tagli di potatura effettuati nel passato per vedere se si sono richiusi o se invece, il legno è stato degradato e si sono formate cavità. Un altro fenomeno poco rassicurante è il distacco della corteccia che è indice di tessuti sottocorticali morti e quindi di zone, più o meno estese, di tessuti conduttori non più funzionanti.
Attacchi funginiI funghi possono colpire diverse parti dell’albero quali foglie, frutti, rami, tronco, radici
Attacchi ai tessuti legnosi I funghi possono colpire i tessuti legnosi morti e causare un degrado degli stessi. In questo caso i funghi degradano la componente strutturale del legno (lignina, emicellulosa, cellulosa) causando un indebolimento strutturale della parte della pianta colpita. La degradazione del legno prende il nome di “carie”, in analogia con la carie dentale.
Gli organi colpiti sono solitamente, fusto, branche, grossi rami e radici. L’insorgenza di una carie è, il più delle volte, causata da una soluzione di continuità della corteccia: grossi tagli di potatura, ferite al fusto causate, ad esempio, da mezzi meccanici in movimento (quali grossi tosaerba, mezzi per la movimentazione del terreno), scortecciamenti, tagli alle radici dovuti all’interramento di linee elettriche o alla limitazione dei danni su manufatti dovuti alle radici stesse, alla realizzazione degli scavi per l’interramento dei tubi degli impianti d’irrigazione, formazione di pavimentazioni.
Le spore fingine penetrano all’interno dei tessuti mediante le ferite avviando il loro ciclo vitale che porta alla demolizione dei tessuti legnosi morti, cioè quelli più interni. Questi tessuti non hanno una funzione di traslocazione di linfa grezza e linfa elaborata bensì una funzione strutturale, cioè danno solidità all’ “edificio albero”. Quando la demolizione dei tessuti è totale si creano cavità all’interno dell’organo colpito.
Le piante, per cercare di contrastare la penetrazione di agenti patogeni hanno messo in atto tutta una serie di reazioni biochimiche che vanno sotto il nome di compartimentazione. La compartimentazione ha lo scopo di isolare le zone in cui si è verificata una ferita. Però non sempre la compartimentazione risulta efficace al fine dell’isolamento della penetrazione del patogeno. Vi sono alberi quali il tiglio e il platano che hanno una elevata capacità di compartimentazione mentre altre piante quali, ad esempio, ippocastano, pioppo, salice hanno capacità di compartimentazione meno efficace. Una pianta in condizioni non ottimali, cioè soggetta a stress dovute a esposizione, nutrienti, avversità meteoriche, è più debole e quindi più assoggettabile a patologie.
Carie alle radici Le carie che colpiscono le grosse radici sono abbastanza subdole in quanto è difficile individuare la presenza dei funghi stessi. Spesso si concludono con il crollo dell’albero, soprattutto in occasioni di temporali, forti nevicate o forti raffiche di vento.
Questi eventi meteorici creano forti sollecitazioni alla chioma che tende a dissiparle scaricandole alle radici. Se l’apparato radicale non è integro non riesce a dissipare le forza scaricate dalla chioma e quindi l’albero crolla. Talvolta una riduzione dell’attività radicale dovuta ad agenti di carie e, più in generale, a funghi si può tradurre con una crescita stentata della chioma, soprattutto nella parte apicale ma anche con disseccamenti diffusi o chioma rada (cioè con minore numero di foglie rispetto la norma).
Carie al fusto e branche Le carie che colpiscono fusto, branche e colletto (punto di passaggio tra fusto e radici) molto spesso sono rese manifeste dalla presenza dei carpofori fungini. I carpofori o corpi fruttiferi, si possono equiparare al “frutto” del fungo e corrispondono alla parte edule del fungo (gambo, cappello e tubuli o lamelle). I carpofori assumono forme diverse a seconda della specie: a mensola, a sfera, a cappello, ecc. tra i funghi maggiormente pericolosi in termini di carie si annoverano sicuramente quelli con i carpofori a mensola.
Pertanto se nel corso di un’ispezione visiva si notano funghi che emergono da branche, fusti, colletti allora si ha una indicazione del fatto che siamo in presenza di una carie. Appurata la presenza occorre, in seconda analisi, capire quanto è estesa la carie. A questo proposito occorre chiamare un arboricolture esperto (ad esempio un agronomo specializzato in arboricoltura) per eseguire controlli strumentali di approfondimento. Gli strumenti utilizzati sono microdensimetri (detti anche resistografi). Si tratta di apparecchi che misurano la forza occorrente a far penetrare una punta di acciaio molto sottile (generalmente di 1 mm di diametro o poco meno) all’interno dell’organo legnoso (ramo, branca, colletto).
Se il legno è integro la forza applicata sarà alta, se il legno è cariato la forza sarà bassa, se la carie ha demolito il legno interno la forza sarà nulla. In questo modo lo strumento permette di evidenziare non solo la presenza della carie ma anche la sua estensione.
Difetti strutturali I difetti strutturali sono riconducibili ad anomalie della crescita a causa delle quali si può avere corteccia inclusa, branche cime codominanti, rami che intersecano altri rami creando frizione tra le parti in contatto o mancato accrescimento di una delle parti.
Le cime (assi codominanti) si manifestano quando accanto all’asse principali (detto anche freccia) si sviluppa una branca che cresce parallelamente ad esso ed assume dimensioni simili all’asse principale. Si sviluppano, in tal modo due assi che spesso, durante gli anni vanno ad intersecarsi creando, tra loro, spinte orizzontali dovute agli accrescimenti diametrici dei due organi.
Se non si crea una perfetta saldatura tra le parti dovuta alla presenza di corteccia inclusa, nel corso del tempo, si potrebbe verificare una scosciatura che potrebbe causare il crollo di una dei due fusti.
Questo difetto strutturale va rimosso nelle prime fasi del suo manifestarsi: occorre eliminare la cima codominante quanto prima possibile, perché non si abbiano interferenze con l’asse principale e perché il taglio fatto a carico della cima codominante sia piccolo e quindi rapidamente rimarginabile.
I rami, nel loro sviluppo possono intersecarsi ad altri rami e con la crescita, creare frizione tra i punti di contatto.
Anche in questo caso la rimozione dei rami di minore diametro comporta una preventiva eliminazione della potenziale frizione e allo stesso tempo, assicura la formazione di tagli di piccolo diametro, velocemente rimarginabili e quindi meno suscettibili alla penetrazione di agenti di carie.
Uso corretto degli alberiGli alberi non devono essere usati per funzioni che non gli sono proprie. Occorre evitare di utilizzarli quali supporti per strutture ludiche (casette sugli alberi) per sostenere catene di chiusura di accessi carrai, supporto di manufatti vari, per apporre cavi di acciaio o fili di ferro per stendere i panni o altro.
Ciò evita di creare danni meccanici all’albero che avrebbe difficoltà negli accrescimenti diametrici annuali o che otterrebbe danni da in fissioni di chiodi, viti, e bulloni per fissare le strutture ad esso aderenti. Anche le pavimentazione a ridosso degli alberi andrebbero evitate, soprattutto in caso di posa mediante solette di cemento o scavi che potrebbero danneggiare gli apparati radicali. |
Cura della pianta
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