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Iris e Ophiopogon

di Fiorella Degl'Innocenti
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  • Iris japonica ‘Variegata’
  • I fiori di Iris japonica ‘Variegata’
  • Ophiopogon planiscapus ‘Nigrescens’
  • Ophiopogon planiscapus ‘Nigrescens’
  • Ophiopogon planiscapus ‘Nigrescens’
  • Fiorella Degl'Innocenti


 

 

Tanti ani fa, Iris japonica ‘Variegata’ entrò nella mia vita assolutamente per caso: il giardiniere della mia nuova vicina di casa avendo trovato questa pianta in un’aiuola del giardino e non sapendo che cosa fosse pensò bene di estirpare tutte le piante e di gettarle via. Avevo sempre e soltanto visto ed utilizzato le varietà a foglie verdi e sinceramente non pensavo che esistesse anche la versione a foglie verde e bianco. Il fogliame variegato mi ha sempre incuriosito e così recuperai quelle piante dal cassonetto dei rifiuti, avendo anche il sospetto, rivelatosi poi fondato, che avesse una parentela con Iris Japonica.

 

I fiori di Iris japonica ‘Variegata’ sono in tutto e per tutto uguali alla specie con le foglie verdi ed anche lo sviluppo è lo stesso: esageratamente esuberante come tappezzante. Ma la versione a foglie variegate dona alle bordure tutta un’altra storia. Infatti, poiché la pianta preferisce un’esposizione semi-ombreggiata, le foglie variegate risaltano e illuminano moltissimo queste zone. Questo effetto si apprezza specialmente in inverno quando in giardino i colori sono pochi e i fogliami hanno perso in parte o del tutto la loro brillantezza primaverile..

L’eccezionale sviluppo vegetativo di Iris japonica può essere ottimamente sfruttato per coprire grandi zone in poco tempo, considerando anche che la pianta, a parte qualche annaffiatura durante i mesi più asciutti dell’estate, non necessita di particolari cure. Si adatta benissimo a tutti i tipi di terreno, non soffre il freddo, non è soggetta a malattie e raramente ha foglie mangiucchiate, non richiede pulizie perché gli steli fioriferi e le foglie secche vengono elegantemente nascoste nella vegetazione e non è quindi necessario asportarle.

 

Ophiopogon planiscapus ‘Nigrescens’ è una di quelle erbacee davvero indispensabile per le bordure in semi-ombra. Anche se in un primo momento si potrebbe pensare che i fogliami molto scuri non siano i più indicati per le zone con poca luce, essi si abbinano molto bene al verde chiaro di Pachisandra Terminalis e di Geranium Macrorrhizum o a quelli più scuri e sfumati di Epimedium.

Nel gioco delle altezze che sempre si studia quando si progetta una bordura mista, volendo rispettare la tonalità scura del fogliame di Ophiopogon, senza appesantire l’effetto cromatico dell’insieme, si possono utilizzare piante con fiori o bacche che richiamano proprio gli stessi toni scuri di Ophiopogon planiscapus ‘Nigrescens’, come gli ellebori per i fiori, i Viburnum Davidii per le bacche, la Mahonia aquifolium ‘Apollo’ per il fogliame e per le bacche.

 

Ophiopogon planiscapus ‘Nigrescens’ è pianta alquanto rustica che ben si adatta anche ai terreni più poveri e non richede alcuna manutenzione. È però lenta a svilupparsi, e i primi tempi è opportuno aiutarla con una concimazione, ma una volta che si sarà compattata ci si potrà dimenticare di lei: non lascerà che le erbacce nascano fra la sua vegetazione, non necessiterà di essere innaffiata, e formerà un bellissimo tappeto scuro su cui spiccheranno i numerosi steli con deliziosi fiorellini bianchi seguiti da bacche scure.

 

Una bella ed insolita cromia si ottiene unendo Iris japonica ‘Variegata’ a Ophiopogon planiscapus ‘Nigrescens’, anche se l’irruenza vegetativa di Iris deve essere tenuta sotto controllo affinché non abbia il sopravvento sul più tranquillo Ophopogon.

 

Fiorella Degl’Innocenti

Vivaio Guido Degl’Innocenti

Via Colle Ramole, 7 – Località Bottai

50023 Tavarnuzze (Fi) – Tel. 055 2374547

www.vivaiodeglinnocenti.eu

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.