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Ginkgo biloba ‘Tit’

di Francesco Vignoli
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Fra le tante specie di piante per i nostri giardini, nessuna ha una storia cosi interessante come il Ginkgo biloba. Il Ginkgo è infatti un fossile vivente, forse la pianta più antica oggi esistente al mondo, viveva al tempo dei dinosauri e si pensava che fosse scomparsa, poi fu riscoperta in una vallata della Cina dove era sopravvissuta a tutte le ere geologiche.

Dal momento della sua scoperta nel 1754 ha suscitato sempre grande interesse e ora vive una seconda stagione, sia come pianta ornamentale che come pianta da frutto.

 

I frutti assomigliano a piccole prugne e sono commestibili (in Cina ci sono già frutteti di Ginkgo di migliaia di ettari di), ma hanno un inconveniente: il gheriglio dopo la caduta dei frutti marcendo emette un odore molto sgradevole. Questo compromette l’uso ornamentale di questa pianta riprodotta per seme. Infatti, essendo il Ginkgo è una pianta dioica (esistono cioè piante maschili e piante femminili), nei giardini si utilizzano ovviamente solo piante maschili (che non fanno semi), ma con la riproduzione per seme si scopre il sesso della pianta solo quando essa raggiunge i 20 o 30 anni. Così, per essere certi di avere solo piante maschili, occorre rigorosamente inserire nei giardini solo cloni maschili di Ginkgo ottenuti d’innesto. Per fortuna in questa nuova seconda vita del Ginkgo si sono differenziate già tante varietà di cloni maschili dalla forma molto bella.

 

Il clone più bello

Domandare a uno come me che i Ginkgo li coltiva e seleziona da tempo è come domandare ad una madre qual è il figlio più bello. Sicuramente una varietà stupenda e reperibile nei vivai più aggiornati è il Ginkgo biloba ‘Tit’, che ha una forma colonnare molto mossa, cresce bene e in autunno prima di cadere le foglie acquista una tonalità giallo oro cosi intenso da lasciare stupefatti.

Ginkgo biloba ‘Tit’ è una varietà di origine americana, da usare quando lo spazio è poco, piantato isolato, a gruppi o in alberature di vialetti. Cresce presumibilmente 10/12 metri in altezza, per 2 di larghezza. Come tutti i Ginkgo non ha nessuna malattia importante, non ha problemi di clima o di terreno, anche se stenta in quelli umidi. Lo smog cittadino, invece di danneggiarlo sembra che lo concimi. Le cure culturali sono praticamente inesistenti, necessita solo di una buona concimazione soprattutto i primi anni. Dopo il trapianto ha una difficoltosa ripresa vegetativa.

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.