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Ginestra dei carbonai

di Alessandro Mesini
  • Piante
  • Piante spontanee
  • Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius), disegno di Gabriella Gallerani
  • Prospera ai margini del bosco dove può godere di luce e riparo
  • Il fiore ha la classica forma papillionacea che ricorda le farfalle, è profumato e durevole anche se reciso
  • In giardino porta una macchia di colore acceso e richiede pochissime cure

Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius)
 
La ginestra dei carbonai, Cytisus scoparius, è originaria delle colline asciutte ed assolate dell’Europa meridionale ed è ampiamente diffusa nel nostro Paese.
L’aspetto del cespuglio può essere molto vario e dipende dalle condizioni di allevamento, può essere eretto o in parte strisciante specie se su terreno in pendio. Diametro ed altezza si possono equivalere e può raggiungere e superare i 2,5 metri.
Le foglie sono poco appariscenti e a conferire il colore alla pianta sono i fusti verdi a forma di verga che hanno sezione pentagonale e invecchiando divengono cilindrici.
Le foglie, in realtà, nella parte basale sono piccole, con picciolo breve, e composte da tre foglioline di forma obovata, caduche. Nella parte superiore sono semplici e sessili.
I fiori ermafroditi di color giallo carico, arrivano a misurare anche 3 cm e sono portati isolati o a coppie in posizione ascellare. I cinque petali che costituiscono “la farfalla” si distinguono così: uno grande superiore chiamato vessillo, due laterali detti ali, e due inferiori a formare la carena. Profumati e durevoli sono impiegati anche come fronda fiorita per addobbi e mazzi. Si formano sui rami dell’anno precedente.
Il frutto è un legume appiattito lungo 5-7 cm che contiene semi bruni e duri dalla germinazione possibile anche ad anni di distanza.
 
Dove trovarla
La ginestra dei carbonai può essere trovata in molti luoghi anche con caratteristiche diverse. E’ infatti una pianta pioniera in grado di colonizzare terreni ingrati e quindi di creare una prima copertura arbustiva che potrà essere accompagnata e poi sostituita da veri e propri alberi. Lo si può vedere nei prati o nei pascoli abbandonati e colonizzati da questa pianta: il loro dominio è indiscusso e spesso si formano vere macchie, anche molto estese, in purezza.
La capacità stessa delle ginestre di arricchire il terreno dove vivono di azoto, aumentandone la fertilità, crea i presupposti per l’ingresso di altre specie.
Dal mare si spinge, e in condizioni favorevoli, oltrepassa i 1.300 metri d’altitudine. Predilige gli incolti, i luoghi assolati, le pendici argillose delle colline, i versanti montani ben esposti, le brughiere, le scarpate rocciose. Teme la competizione con la vegetazione alta e non la troveremo mai prosperare nel fitto di un bosco. 
 
In giardino e non solo
 
Dove
I punti di forza della ginestra sono la bella fioritura, che va da maggio a luglio, e la sua grande rusticità. Nel scegliere la posizione da assegnarle in giardino dobbiamo cercare di valorizzare al massimo il periodo di fioritura raccordandolo con altre piante con fioriture dello stesso colore o in contrasto, oppure formando una macchia di colore isolata.
La ginestra può prestarsi con successo anche ad occupare uno spazio fortemente declive dove si vuole coprire il terreno riducendo al minimo le manutenzioni.
 
Terreno
È pianta poco esigente, ma riesce meglio in terreni profondi, ricchi di sabbia e sostanza minerali, tendenzialmente acidi, senza ristagni idrici, riparati e luminosi
 
Potature
Col tempo la ginestra tende a spogliarsi nella parte bassa mostrando una parte sempre più rilevante del tronco, per ovviare a questo e anche per contenerne lo sviluppo si può effettuare una potatura sui rami dell’anno, che si recidono dopo la fioritura ad un terzo della loro lunghezza. Potature più drastiche, a carico delle parti legnose vecchie di due anni, se non condotte da esperti possono avere esito disastroso: per lungo tempo avremo in giardino piante stentate a ricordarci il nostro errore. 
 
Come riprodurla
Evitiamo la semina per gli esiti incerti connaturati all’impiego di un seme duro dall’elevata dormienza preferendo la tecnica di riproduzione della talea.
In estate preleviamo dei giovani rami di circa 20 cm da porre in un mix di sabbia e torba che dovremo sempre mantenere umido. Il tempo necessario per radicare è di almeno sette settimane. Mettiamo a dimora nella primavera successiva tenendo una distanza minima fra le piante di 70 cm. 

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

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Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.