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Giardino sulle colline dell'Oltrepò pavese

di Laura Scrivani
  • Giardini
  • Giardini privati
  • Le ripide scarpate, ovunque presenti nel giardino, sono coperte da associazioni di piante che creano contrasti di colore durante tutte le stagioni. Ceratostigma plumbaginoides, Santolina chamaecyparissus, Cotinus coggygrya e Amelanchier canadensis
  • Il versante sopra la piscina è consolidato con muri a secco che ospitano un’innumerevole quantità di piante da giardino roccioso
  • L’area della piscina si raggiunge su scale formate da blocchi di pietra in posa a secco
  • Amelanchier canadensis spicca per la sua colorazione autunnale
  • Protezione dal caldo sole del pomeriggio sotto un portico coperto da vigorose piante da glicine
  • La ricca vegetazione e i gruppi di alberi preesistenti creano un’ideale connessione con il paesaggio collinare circostante
  • Terrazzamenti rustici con gabbioni in pietra e legno creano lo spazio necessario per i sentieri che attraversano tutto il giardino
  • La biopiscina posizionata su un terrapieno, prima occupato da un vigneto è alimentata da due ruscelli
  • Il giardino in autunno da il meglio di sé

Uno spazio pensato per essere fruito in ogni stagione, ma che in questo periodo dà il meglio di sé: la vegetazione si colora dei toni caldi dell’autunno, dal giallo al marrone passando per il rosso

 

Il giardino situato a Canevino, paese sulle colline dell’Oltrepò pavese, si sviluppa intorno a due case ristrutturate negli ultimi anni, collegate armoniosamente da una terrazza. Originariamente era posto su un terreno prevalentemente in pendio, con scarpate ripide che minacciavano di franare e godeva poca superficie piana disponibile. La scelta delle specie è stata dettata dalle esigenze climatiche, in quanto un lato del giardino è rivolto a nord, freddo e ventoso e dall’altro a sud, sempre assolato e molto caldo in estate. Il terreno di base è povero: prevalentemente argilloso e sassoso. I proprietari delle case desideravano un giardino che fosse in perfetta armonia con la vegetazione caratteristica del luogo e una piscina non tradizionale, ma simile a un laghetto naturale nel quale poter nuotare.

 

La realizzazione è di Anja Werner, che è riuscita a costruire un giardino intorno ai pochi alberi esistenti: due querce più che centenarie, quasi da rito celtico, alcuni ciliegi tipici della zona, un noce, e dei carpini, che sono stati sottoposti ad un intervento fitosanitario piuttosto delicato per poter essere conservati.

 

Diverse tecniche di ingegneria naturalistica, hanno risolto i problemi di erosione delle scarpate, nel rispetto del paesaggio circostante con il quale amalgamare il giardino. I lavori sono iniziati con gran movimenti di terra, per livellare le quote, consolidare i pendii scoscesi e “inventare” le zone pianeggianti intorno alla piscina e alle abitazioni, e si sono conclusi in seguito con la pavimentazione a mattoni di recupero, così da mantenere la patina dei colori della natura.

 

Il bosco a nord delle case, confina con la recinzione, resa invisibile dalla vegetazione ed è formato da robinie, aceri campestri, sambuchi, ciliegi, peri selvatici, viburni e biancospini ed è stato conservato e ripulito, poi esteso anche nella parte di giardino verso sud. Tra gli alberi a primavera si cammina su di un tappeto di viole e primule.

Fa da fondale, di là della strada, un gruppo di maggiociondoli, piantati da una delle proprietarie, che ha continuato il progetto iniziale inserendo zone fiorite in alcune parti del giardino. Nel corso degli anni, Luciana, ha inserito diverse piante, come spiree, forsizie, peonie arboree, e rose rampicanti, oltre a numerose bulbose come narcisi, iris, tulipani.

La zona è fredda e ombrosa, tappezzata di Geranium di diversi tipi e colori, anche profumati.

 

Le abitazioni sono protette dal vento da siepi di viburno, ligustro, lillà e rose. Lungo i vialetti di accesso alle case, sono stati piantati alberi da frutto, biancospini e robinie mantenuti ad alberello e molti arbusti e piante aromatiche: santolina, rosmarini e lavanda (Lavandula angustifolia), perché accolgono e accompagnano con il loro profumo e in più sono adattabili e robuste, dotate di un apparato radicale capace di consolidare il terreno, si espandono velocemente e proteggono dal dilavamento. E poi ginestre e salici, ma soprattutto rose, come la rampicanti R. banksiae, dai piccoli fiori gialli, la R. mutabilis, dalle molteplici sfumature e la R. canina, discreta nella sua fioritura e molto adatta a consolidare le scarpate.

 

Sopra la piscina, nel giardino roccioso esposto a sud, sono stati inseriti molti Ceanothus dai bellissimi fiori blu-viola e dei corbezzoli che contornano la zona e sopportano bene temperature elevate e rare annaffiature.

 

Si scende percorrendo scale lastricate tra piante erbacee e piccoli arbusti, costeggiando un ruscello che riporta l’acqua depurata attraverso un filtro di ghiaia alla piscina, uno dei primi esempi di bio-piscina in Italia. E’ ovale e al primo sguardo appare come un lago, dalle fioriture mutevoli nel corso delle stagioni, piacevole e decorativa anche in inverno con i giochi di neve e di ghiaccio. In realtà è un perfetto ecosistema, fatto di piante acquatiche e microrganismi che fanno da depuratori naturali, ma che necessita di una manutenzione accurata e costante.

 

Tutto il giardino non è fornito di impianto di irrigazione automatica per scelta, e per proteggere la vegetazione dal dilavamento che minaccerebbe la sua salute. Le piante vengono innaffiate raramente e si sono adattate ai mutamenti climatici piuttosto bene offrendo in ogni stagione dell’anno fioriture e colori in perfetta sincronia con l’ambiente circostante. Un giardino, dentro il giardino, disegnato dalla natura.

 

Foto Manuela Cerri

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