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Giardino storico a Cap Martin

di Laura Scrivani
  • Giardini
  • Giardini privati
  • Dalla villa verso la piscina, il muro di sostegno è rivestito di edera, più in basso siepi di bosso e santolina, sulla sfondo pini marittimi, palme e agrumi, si intravede la lineare piscina inserita nel prato all’inglese
  • La villa vista dal livello della piscina, protetta dagli alti cipressi, in basso il gazebo ottagonale rivestito di edera che fa da sosta nel percorso verso la piscina
  • A lato della villa il grande arco di tasso e le yucche
  • La piscina sobria e lineare su cui si affaccia il gazebo in ghisa
  • Uno dei bordi dei terrazzamenti verso valle dove agavi americane si alternano con Echium fastuosum
  • Particolare di Echium fastuosum
  • La zona con le siepi che ricordano il giardino all’italiana, inserito vicino alla casa
  • La villa dal viale d’accesso che attraversa l’oliveto, antichi muretti a secco contengono il terreno e movimentano il prato
  • Un bellissimo esemplare di Iris germanica
  • Il vecchio oliveto, rivalutato dal nuovo ingresso verso valle
  • Planimetria

Costruita sulle colline di Cap Martin, affacciate sulla costa con circa due ettari di parco circostante, compare quasi magicamente tra gli alberi e il verde: grande come una villa, ma intima e raccolta, piena di vita vissuta e di memorie del passato. Il grande giardino storico è ricco di specie botaniche rare e esotiche che si sviluppano in modo grandioso, grazie al clima particolarmente favorevole.

Era di proprietà della famiglia Rochas e proprio a uno dei membri della famiglia, appassionato botanico, si deve l’invenzione di questo giardino a terrazze decrescenti verso il mare, sorrette da muri di pietra, dove sono state impiantate piante ornamentali di notevole pregio come i cipressi (Cupressus  sempervirens) che dominano la terrazza belvedere antistante la villa, i lecci, gli agrumi e le rose antiche.

 

Negli anni Ottanta la villa è stata venduta e il parco era in stato di abbandono, con le erbacce che avevano invaso le aiuole e alberi e arbusti ormai morti o soffocati dalla crescita di piante troppo vicine.

La paesaggista Anna Scaravella ha progettato la ristrutturazione del giardino e seguito i lavori, dal primo intervento essenziale di ripulitura, su di un’area di circa 16000 metri quadrati divisi in zone: la serra, l’oliveto, il piano con la piscina e la rotonda, fino alla creazione di un nuovo ingresso di accesso alla casa, definito con un viale percorribile in automobile che risale da valle ai piani terrazzati, fino al lato orientale della villa. Il viale è decorato da una siepe bassa di ligustro nano, dove si alternano con ritmo regolare piante di limoni in grandi vasi di cotto toscano e una scalinata scende verso la piscina.

 

L’aver modificato la sequenza di arrivo alla villa ha portato l’oliveto, che era in fondo al giardino su piani digradanti verso il mare, a vivere un ruolo di primo piano ed è stato necessario un intervento per risistemare le piante, potandole e restaurare i muretti in pietra a secco, costruendone anche di nuovi in corrispondenza del viale che collega all’abitazione e al campo da tennis, di recente realizzazione.

In questa zona sono state usate, come rivestimento di muretti e scarpate piante rustiche tipiche della macchia mediterranea come Rosmarinus officinalis, Santolina chamaecyparissus, Echium fastuosum, Convolvolus cneorum, Iris germanica, Punica granatum, Nerium oleander.

Una composizione costituita da Agave americana e A. sisalana, Phormium tenax, Dasylirion glaucophyllum, Yucca gloriosa, Y. filamentosa e Y. aloifolia, decora i lati del cancello.

La zona della serra è stata riorganizzata, rivestendola con una siepe di bosso a nascondere il basamento in pietra.

 

 

La terrazza sottostante la casa, con un prato di forma allungata ospita sul lato orientale la piscina a filo del terreno: uno specchio nel quale si riflette la vegetazione e il cielo che pare tuffarsi nel prato. Dall’altro lato c’è un grande gazebo in ghisa, progettato dall’architetto Celeste Dell’Anna di Milano. Qui un bordo misto ornamentale composto di calle bianche e gialle, Hydrangea paniculata ‘Grandiflora’, Strelitzia reginae, Allamanda catartica, separa la zona dal prato con toni di colore di grande effetto visivo.

 

Il giardino di rose, a monte della piscina, è ora arricchito di antiche varietà di rose francesi.

La paesaggista ha operato un attento recupero della flora esistente, intervenendo in modo da amalgamare antico e nuovo in maniera armoniosa, così da non riconoscere gli inserimenti delle nuove piante che hanno sottolineato il carattere esotico e ricercato del giardino.

Tutti i muretti alla loro sommità sono decorati da bordi misti di essenze mediterranee ed esotiche, con l’inserimento di piante grasse, prevalentemente agavi. Il contrasto tra l’aspetto severo dell’agave e i colori delle piante fiorite, giocato con eleganza, diventa armonia.

 

Di recente il nuovo proprietario, ha affidato al paesaggista Roberto Di Laudo, il compito di modificare alcune zone all’interno del parco in modo che siano più rispondenti alla proprie esigenze. Nascono così nella zona intorno alla villa ambienti diversi tra loro, come stanze verdi all’aperto, separate ma attigue, con note di colore più squillanti e varietà di stili: un piccolo giardino all’italiana tra la casa e la piscina, caratterizzato da basse siepi di bosso potate, il giardino delle rose sul preesistente roseto e un giardino roccioso, che si sviluppa intorno a speroni di roccia in mezzo al verde. Alcune colonne in pietra sono sparse nel parco come elementi decorativi che ricordano un antico splendore passato e la fontana sul piazzale aumenta l’effetto scenografico.

 

Tutti gli interventi compiuti nel tempo, sono stati realizzati nel rispetto della natura esistente, senza soffocare le rare specie botaniche presenti già nel primo disegno del giardino e che convivono con disinvoltura con piante più rustiche e robuste, tipiche della colorita vegetazione mediterranea. 

 

Foto Manuela Cerri

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