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Giardino nel Parmense

di Daniela Fè D’Ostiani
  • Giardini privati
  • Scorcio della casa dal viale d’ingresso, sulla sinistra il gruppo di vecchi alberi
  • Facciata della casa dal cancello d’ingresso
  • Giardino d’ombra sotto i vecchi alberi
  • Scorcio del gazebo dal cortile lastricato attraverso il giardinetto interno
  • In primo piano la rosa Tea cultivar ‘Rambler’, con sullo sfondo rosa ‘M.me Hardy’
  • Vista del giardino della quiete dal pergolato di rose, sullo sfondo Buddleia bianca
  • Il gazebo coperto da 4 rose cultivar ‘Goldfinch’, visto dal bordo di sinistra, con Iris pseudacorus in primo piano.
  • Finestra della cucina incorniciata dalla rosa rossa cultivar ‘Souvenir du Docteur  Jamain’ e  rosa gialla ‘Emily Gray’.
  • Giardino delle erbe con albero di kaki nel centro, sotto aiuola di origano e Rosa ‘Dainty Bess’.
  • Giardino delle erbe con siepe di carpino, davanti cipolla del Galles
  • Giardino interno visto dal gazebo con Rosa ‘Mermaid’ per ricoprire la rete
  • Primo piano della Rosa ‘Cardinal de Richelieu’ con Philadelphus

Un giardino che in soli sei anni ha già acquistato identità e struttura ideato e realizzato da an’appassionata autodidatta

 

Sandra compera un vecchio casal nella campagna intorno a Parma, affiancato da 5 grandi alberi (ipocastani e tigli) ed una cavallerizza in bosso davanti alla facciata, tutto intorno 2 ettari e mezzo di terreno agricolo assolutamente piatto e vuoto. Ho conosciuto Sandra durante un viaggio in Inghilterra per visitare giardini, girava con un grande quaderno dove prendeva continuamente appunti, chiedeva informazioni, confrontava le sue idee. Aveva letto molto, visitato giardini in Italia e all’estero e cominciato ad abozzare su grandi fogli da disegno i primi progetti e le nuove idee.

 

La prima decisione che prende riguarda la siepe di confine: viene scelto il carpino, mutevole nelle stagioni e adatto alla pianura parmense dal suolo argilloso. Sceglie carpini di un metro e li pianta a 70 cm, ma a distanza di tempo si accorge che è stato un errore, perché la siepe ci ha messo 4 anni a chiudere. Avrebbe dovuto piantare alla stessa distanza, ma in due file a scacchiera ed usare piante piccole. La seconda realizzazione sono due grandi bordi misti (15x3m), abbinando le piante per periodo di fioritura e colore, con al centro un gazebo con panchina. E’un successo, nel giro di 2 anni i bordi raggiungono la maturità e masse di Hemerocallis, Aster, Sedum, peonie, Poligonum bistorta, Iris, Centranthus creano macchie di colore con sullo sfondo rose floribunda e cespugli rustici da fiore in tinta. L’anno successivo è quello delle rose, in autunno arrivano dall’Ighilterra le prime rose a radice nuda per creare una grande pergola di 15 m sostenuta da archi di ferro, dove si alternano rose sarmentose a rose a cespuglio. Nasce anche il vialetto delle rose antiche, abbinate a 5 varietà di lavanda e a Iris florentina . La parte centrale del pergolato è ricoperta da 4 esemplari di Rosa ‘Ethel’ che raggiunge rapidamente i 5m. Nello stesso periodo viene piantato” Il Giardino della Quiete”sulle tonalità bianco lilla dalla forma a elle.

 

La parte del giardino più vicina a casa comincia riempirsi di fiori e piante, sotto i vecchi alberi viene realizzato un giardino di sottobosco con ellebori, Hosta, primule e bulbose, e davanti casa un lastricato di pietra antica con tanti vasi di “Aduse”con piante di agrumi e erbe aromatiche. Le scelte e gli abbinamenti sono perfetti. La vecchia cavallerizza davanti casa e il gruppo di alberi, fanno pensare che nel passato esistesse un giardino in quel luogo, così Sandra chiama il nuovo giardino “Il giardino ritrovato”, pensando anche al piccolo giardino dei nonni dove erano stati gettati i primi semi d’amore per le piante e i fiori. Negli ultimi 2 anni inizia la fase “strutturale” creando tre giardini a stanze su modello post vittoriano. La prima è ” il giardino delle erbe”, circondato da carpino dove erbe aromatiche formano strutture geometriche alternate a semine di fiori di campagna tipiche della zona ed a dalie. La seconda struttura a forma quadrata è ”l’orto decorativo”, circondato da una siepe di olivello spinoso e di callicarpa, bacche arancio e viola che decorano la recinzione anche d’inverno. La terza, appena finita è il “frutteto decorativo “ a forma circolare, realizzato con peri e meli antichi tirati a spalliera con al centro una aiuola sopraelevata con supporto di giunchi intrecciati dove vengono coltivate le zucche.

 

Ancora grandi estensioni di terreno nudo circondano il nucleo centrale. Comincia, così, la fase delle grandi masse di alberi e arbusti, piantati in modo spontaneo, seguendo criteri di abbinamento di colore: il gruppo delle bacche (meli da fiore, azzeruoli sullo sfondo, Cotoneaster e rose canine davanti); il gruppo giallo (Gleditschia ed Helianthus salicifolia sullo sfondo, buddleia variegata gialla con prati di Solidago e graminacee davanti); il gruppo bianco (Prunus mume, Viburnum opulus, Amelanchier e prati di Narcissus davanti). Prima del cancello, al posto del viale di tigli tipico della sua zona, Sandra ha appena piantato due boschetti naturaliformi (carpino, pioppo, tiglio, robinia, sambuco, acero campestre e rovo) immersi in un mare di prato spontaneo mosso in primavera da onde di fiori selvatici. E’ stata l’ultima straordinaria sorpresa nel visitare questo giardino, cresciuto sotto i miei occhi, che è stato anche il filo conduttore di una splendida amicizia tra due giardiniere.

 

(Foto di Giustino De Lorenzo)

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AcquistaGiardini di maggio'12 in edicola e on line!

 

Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.