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Giardino nel Negombo

di Patrizia Spinelli Napoletano
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  • La vivida intimità delle piscine “Maya” (da 16° a 40° gradi il calore dell’acqua) lungo la costa del monte Vico in un paesaggio di cipressi, ginestre, agavi, fejoia (Acca selloviana), olivi e lecci
  • Da uno dei terrazzamenti più alti del parco, in cui è collocata la piscina termale “Chiaia di Luna” (42° gradi), una veduta sull’insenatura ellittica della Baia di San Montano incorniciata da un fico d’India e l’ombrello di un pino marittimo
  • In piano, arretrato alla spiaggia, alle spalle delle grandi piscine di mare e termale, un  lastrico di terracotta ospita uno vivido Callistemon fra i fusti sottili e foglie di palme esotiche FOTO 4: All’entrata del Parco, fra yucche, pini marittimi, le fogliature di Agave ferox e lo sfondo del monte Vico lampeggia “Lo Strale” di Lucio Del Pezzo
  • All’entrata del Parco, fra yucche, pini marittimi, le fogliature di Agave ferox e lo sfondo del monte Vico lampeggia “Lo Strale” di Lucio Del Pezzo
  • Orci di pelargoni e aiule-giardino con collezioni di palme intorno a uno dei raccordi  interni del parco in lastrico di cotto
  • Il tronco di una delle palme inghirlandato dai trionfi ricadenti, rosaviola di epifite e di Mesembrianthemum  cooperi
  • Splendido e radioso il missaggio di esotismo e mediterraneità del Negombo lungo uno dei terrazzamenti alti che risalgono il monte Vico

Posato nella curva bellissima della Baia di San Montano a Ischia, tra il monte Vico e il promontorio di Zaro, il parco idrotermale del Negombo é un mondo a parte, risultato splendido di un sogno amatissimo  perseguito con infinita passione dai suoi ideatori, dove, scrive Eleonora Fiorani nel suo “Il Negombo” “solo la modernità si iscrive nella – domesticazione - del mare, sopravvenuta a quella antica della terra e lo domina e lo abita come elemento familiare”

 

Il duca Luigi Silvestro Camerini, umanista e grande viaggiatore, avendo soggiornato per lunghi periodi a Capri e a Ponza, qui per motivi di confino politico, nel ’46 si trovò a Ischia con la famiglia alla ricerca di un luogo dove fondare un parco in cui esprimere la grande passione per la botanica. San Montano, il cui incanto ricordò ai Camerini l’amata baia di Negombo a Ceylon, divenne il luogo prescelto e dopo aver accorpato in un’unica proprietà tutta la baia, lo fecero convertire da palude a parco lussureggiante, opera proseguita e sempre più definita con identica dedizione dai suoi eredi, oggi soprattutto da Paolo Fulceri Camerini, il suo straordinario team e gli artisti tutti.

 

L'attuale fisionomia del parco deve molto all'intervento appassionato del paesaggista perugino Ermanno Casasco. Snidati dall’abbandono i naturali terrazzamenti e l’antica pietra della baia, l’impegno di Casasco è stato quello di creare un paesaggio gioioso, speciale in totale fusione con la millenaria naturalezza e cultura contadina del luogo rendendolo fruibile e piacevolissimo con soluzioni inaspettate e ricche di sorprese alle quali, nel tempo, si é aggiunta una rara collezione d’arte contemporanea.

 

 

Il complesso si sviluppa lungo l’arco ellittico della baia ischitana in un fantastico succedersi di terrazze, balze, dossi in cui sono inseriti movimenti d’acqua, polle e piscine, digradanti al mare, scavati nella roccia vulcanica. La vasca in cemento memoria dei vasconi di raccolta dell'acqua piovana o le lastre di ardesia su cui scivolano i salti d'acqua e la cascata ispirata alle cadute di ossigenazione tra le molte, raccordate all’intorno da viali, viottole, scale, calpestii, pedane in legno e pietra, emergono, scaturiscono nel lussureggiante missaggio di essenze mediterranee e tropicali.

 

Collezioni di dracene, cycas, yucca, araucarie, palme, zamie, callistemon, agavi, cactacee, jacarande, ibischi, il maestoso Ficus magnolioides dell’ingresso intricato dalle liane delle radici, si mescolano a colori e fragranze della macchia mediterranea del paesaggio rurale. Viburni, cisti, pelargoni, rosmarini, lavande, allori, ginestre, eriche, capperi, salvie, Ipomoea imperati, fiore autoctono simbolo dell’isola, sommati a pini, cipressi, lecci, corbezzoli, olivi sulla trame di rampicanti, tappezzanti e ricadenti epifite, buganvillea, Ficus pumila, gelsomini, plumbago. Abitano nicchie, grotte e stagni, popolano rotonde e stradelle, debordano da orci e anfore, si arrampicano e inghirlandano tronchi  e rocce, foderano docce e cascate in totale simbiosi con la vegetazione di monte e promontorio circostanti. 

 

L’atmosfera è unica, ogni “stanza” è un fantastico universo di roccia, vegetazione, acqua e aria rivolto alla mezzaluna mozzafiato del mare in contrappunti di emblematiche sculture contemporanee come “L’Arco – in cielo”, possente porta spirituale, confine fra terra e mare, di Arnaldo Pomodoro, e poi opere di Giuseppe Maranello, Lucio Del Pozzo e Laura Panno, che sembrano vivere d’ aria.

 

Le sorgenti termali precipitano, trapelano, ribollono, stagnano cristalline e scintillanti di prismi scorrono al mare, in questo luogo privilegiato del rapporto fra uomo e natura. Giardino dell’anima, cantato dall’acqua, il Negombo assomma, nell’intensa emozione del suo paesaggio, sottili vibrazioni zen, evocazioni arabe e la forza selvaggia e assoluta dei territori primitivi

 

Parco del Negombo

Baia di San Montano, Lacco Ameno - Isola d’Ischia (Na)

Tel. 081 98 61 52 – 98 60 55,  www.negombo.it, negombo@negombo.it

Visitabile da aprile a ottobre tutti i giorni dalle 17 alle 19

Da novembre a marzo solo su appuntamento

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AcquistaGiardini di maggio'12 in edicola e on line!

 

Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.