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Giardino nel Bresciano

di Giulia Mozzato
  • Giardini
  • Giardini privati
  • Lo spirito originario di un luogo di tradizione rustica e contadina traspare da questo angolo di piante in vaso, tra le quali in particolare si nota un’agave, in modo naturale e spontaneo, come se tutto fosse frutto del caso
  • Allontanandoci dalla casa scopriamo che la pavimentazione termina ai bordi di un prato in cui si notano già alcuni degli arbusti che caratterizzano tutto il progetto, spicca per la sua imponenza una delle palme che regalano a questo luogo un’imprevista aura mediterranea
  • Una Cycas revoluta in vaso aggiunge all’insieme un tocco di esotismo che in realtà ha ormai un sapore quasi “nostrano”
  • Come molte case d’epoca anche questa offre a chi la abita uno spazio aperto, ma protetto da un porticato coperto, dove godere della presenza del verde al riparo dall’eccessivo calore delle assolate giornate estive o dalle piogge della primavera e dell’autunno
  • Un’altra visione della casa e delle zona antistante: vasi sparsi lungo il prato con piacevole naturalezza, con molto verde e qualche fiore.
  • L’armonia dei colori è un’altra caratteristica di questo luogo: le grandi tende bianche e gialle nascondono l’interno e lo proteggono, ma possono anche aprirsi completamente lasciando penetrare luce e sole parzialmente filtrati dalle foglie delle palme e della Cycas
  • Una caratteristica chaise-longue d’epoca è stata sicuramente testimone del riposo degli abitanti della casa, da generazioni, e ora ha trovato la sua collocazione ideale accanto a vari arbusti e un piccolo acero
  • L’altra parte del giardino vista dal retro della casa: da qui è facile condividere l’opinione del proprietario: un giardino come questo migliora con un po’ di abbandono...
  • Una luce particolare filtra tra i rami e fa di quest’angolo un luogo romantico e misterioso dal sapore vagamente ottocentesco
  • La vegetazione assume un aspetto rigoglioso, anche se di origine esotica, a testimoniare la corretta scelta di varietà rispetto al clima locale

Volli, fortemente volli questo giardino

Può capitare che la vita porti lontano dalle strade percorse da bambini, dai luoghi abituali e, naturalmente, amati per i ricordi piacevoli e struggenti che portano con sé. Troviamo una piccola (e grande) storia come questa, com’è ovvio legata a un giardino, a Folzano, quello che un tempo era un borgo rurale alla periferia sud di Brescia.

In una delle cascine della zona, un’azienda agricola molto vasta che comprendeva una casa padronale rettangolare con un cortile e una grande aia lungo il lato maggiore, abitavano i nonni di  Vittorio Belluati, l’attuale propietario.

Dopo un lungo periodo di allontanamento dovuto agli impegni lavorativi, nasce in lui il desiderio di ritornare nel proprio paese d’origine e la nostalgia di quella vecchia cascina. Acquisire parte del fabbricato e ristrutturarlo secondo i proprio gusti è stata una impresa fortemente voluta e portata avanti con passione. Il risultato è quello che si può ammirare in queste pagine.

 

I lavori

“L’intervento principale – ci racconta il proprietario - è stato lo smantellamento del calcestruzzo dell’aia e l’ampliamento del cortile-giardino lastricato con pietre vecchie di Sarnico. Successivamente il terreno è stato adattato a ospitare aiuole con arbusti di grandi dimensioni e piccole perenni.

“Il passante che percorre la strada comunale parallela alla muraglia, ricoperta di edera rampicante - ci racconta ancora Vittorio Belluati, con evidente orgoglio - non può fare a meno di curiosare attraverso le grate del maestoso cancello verde in ferro battuto che nasconde, al suo interno, una vera e propria oasi di serenità.”

Proprio a ridosso del muro si trovano quattro cipressi in filare e, nella zona più umida, ombreggiata vi sono ortensie, bossi, Philadelphus e Viburnum opulus.

“Sul lato est, per schermare l’altra proprietà, ho piantato, con successo direi, alcuni sempreverdi: viburno, Pittosporum, tasso, Laurus nobilis, oleandri, corbezzoli, molte aghifoglie che, in poco tempo, hanno creato una barriera naturale che nasconde la rete divisoria.

Ho alternato quegli arbusti con piante spoglianti quali la Magnolia soulangeana, Lagerstroemia indica, aceri e tamerici.

 

Nel centro del giardino, tra il prato e il cortile lastricato, ho inserito tre alte palme, una pianta di olivo, otto grossi vasi in cotto di limoni e, ancora, vasi con Lantana camara di tutti i colori, gerani, Plumbago e rose a volontà.

All’inizio, ero molto dubbioso ma, l’accostamento di cipressi, palme, olivo, oleandri, lantane e Cicas revoluta con Clematis, Bougainvillea e limoni, hanno ravvivato molto il giardino rendendolo di sapore tipicamente mediterraneo.

Conservandone il ricordo sin dalla mia infanzia, ho voluto mantenere i profumatissimi gelsomini e

i pergolati di uva che si arrampicano lungo i pilastri di marmo del cortile arrivando fino alla loggia.”

Continuando a chiacchierare capiamo che è stata l’impossibilità di garantire un’assidua manutenzione a indurre il propietario a preferire questo progetto basato su una bella selezione di arbusti. Una scelta interessante, che può essere altrettanto valida in moltissime realtà contadine del nostro territorio, e che può anche altrove trovare una giusta “abbinata” con un’altra decisione importante: quella di non “cedere” alla moda del tappeto erboso a ogni costo, che qui stravolgerebbe la funzione tradizionale degli spazi. Un cortile è bene che rimanga almeno in gran parte esteticamente tale: da qui l’idea di lastricarlo in pietra. L’effetto d’insieme è gradevole e coerente.

Per dare un senso ulteriore a questa scelta chiudiamo con un’osservazione interessante: “In effetti, un giardino come questo -  sembra un paradosso! – finisce per migliorare con un po’ di abbandono”. Ottima soluzione, no?

 

Foto Giustino De Lorenzo

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.