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Giardino Heubad di Fiè allo Sciliar

di Eliana Contri
  • Giardini privati
  • Intorno alla piscina, una barriera di rose e un vecchio melo sul quale si arrampica ‘Clair Matin’, una bella rosa sarmentosa, profumata e assai rifiorente
  • Intorno ad una vecchia vasca di pietra due eleganti coni di bosso e ciuffi di Hosta che si specchiano nell’acqua
  • Scan1618.jpg
  • Un angolo del giardino con rose in piena fioritura, fra vecchi meli e bordi misti ornati da coni e palle di bosso potato
  • Una bordura sui toni dell’azzurro e del verde, composti da Salvia farinacea, Delphinium, Hosta dalle foglie variegate e bossi in forme geometriche
  • Il bellissimo pergolato ottenuto guidando i tralci di una vecchia vite su un rustico graticcio di pali, si richiama alla tradizione locale
  • Intorno a una piccola aiuola rotonda chiusa da una siepina di bosso, alcune bordure rigogliose dove, dalla primavera, all’autunno, si alternano fioriture di peonie, iris, digitali, gigli, dalie…
  • Sul vecchio tavolo di legno, una ciotola con i colori più frequenti nel giardino, il bianco di un pelargonio, il verde delle foglie di un nasturzio e l’azzurro intenso della lobelia
  • Al confine con l’esterno, abeti, noccioli e pioppi tremuli formano una barriera naturale che protegge l’intimità del giardino; ai piedi degli alberi, una distesa di rose, sfere di bosso e foglie di Hosta
  • Intorno alla piscina, eleganti ciuffi di graminacee e una delle tante rose candide amate, da ‘Bobbie James’ adatta a formare archi, ad ‘Jceberg’, un arbusto rifiorentissimo che non teme il freddo
  • Gli eleganti Delphinium bianchi e azzurri, sono tra i fiori preferiti dalla padrona di casa per i suoi bordi misti

Un raffinato angolo di montagna tra vecchi meli, aiuole, bossi e splendide rose

 

Man mano si sale lungo la strada che dalla piana di Bolzano porta a Fiè allo Scilliar, a circa 900 m di altitudine, l’aria si fa più fresca e più tersa e, curva dopo curva, il paesaggio che si apre alla nostra vista, si fa sempre più ampio e soleggiato.  In breve, siamo a Fiè, con le tipiche case altoatesine dai balconi fioritissimi, le stradine linde e, tutt’intorno, prati di smeraldo e pascoli e boschi che si arrampicano sino ai roccioni dello Scilliar che dall’alto, come una fortezza, domina il paese. Ed eccoci all’ Hotel Heubad, nome che in italiano si traduce in Bagni di Fieno e sta ad indicare l’antica cura che qui si pratica.  “La Signora è in giardino…” ci dicono all’ingresso. La signora è Maria Kompatscher che, assieme al marito, si occupa della conduzione dell’albergo di famiglia e in particolare della cura e della manutenzione del giardino che lei stessa ha creato.

 

Entriamo quindi in giardino e ci vien subito da osservare che non si tratta di uno spazio verde allestito per rappresentanza, magari bello e curatissimo, ma impersonale come lo sono di solito i giardini degli alberghi. Questo raffinato giardino ha invece l’aria raccolta e romantica di un amatissimo giardino di famiglia, un luogo di assoluta armonia e quieta bellezza.

 

Romanticismo inglese e tradizione

Troviamo Maria Kompatscher con le mani nella terra intenta a strappare un’erbaccia e mentre ci parla di come è nato il suo giardino continua i gesti soliti di chi è abituato a coltivare, qui raddrizza il tutore di una spiga di speronelle, là taglia una rosa sfiorita, poi coglie un’erba odorosa e apre l’acqua che irriga la terra… “Sino a quindici anni fa, ci racconta, qui c’era uno spazio verde con un grande orto, dei filari di meli, dei noccioli, un sambuco e qualche vite, poi ho deciso che  l’avrei trasformato in un giardino e che il lavoro l’avrei fatto da sola, con le mie mani…”

 

Così si è documentata, ha frequentato vivai specializzati, ha chiesto qualche consiglio e ha iniziato il lavoro. Ne è nato un giardino che si ispira alla tradizione inglese e quindi ha i tipici bordi misti colmi di arbusti e di erbacee perenni, le pergole ed i sentieri ricoperti da perfetti tappeti erbosi; ma che è stato arricchito da molti segni della tradizione locale. Così sono stati salvati alcuni vecchi meli sui quali ora si arrampicano tralci di rose, e una vecchia vite che fa da sipario alla piscina. E non mancano i bossi, i gerani e i fiori mescolati alle verdure e alle aromatiche come è d’uso qui in Alto Adige. E poi ci sono le rose. Tante bellissime rose, scelte con cura fra quelle antiche e soprattutto  tra quelle che resistono bene all’inverno che quassù si fa sentire. Ad esempio ‘Clair Matin’ perfetta da far arrampicare su vecchi tronchi , o ‘Fleurette’ dai fiori semplici sfumati di rosa, o la candida ‘Bobbie James’ adatta a coprire archi e poi ‘Iceberg’ che fiorisce e rifiorisce sino  all’autunno, quando per il giardino è ormai tempo di riposo.

 

Colori sul verde

Il bianco, l’azzurro, il rosa e molti toni di verde: sono questi i colori che predominano in giardino e che lo rendono particolarmente armonico e fresco. Il bianco degli ellebori, dei narcisi, di tante rose, delle spiree, delle clematidi. Il rosa nelle diverse sfumature, delle peonie, delle digitali, delle altee, delle Astilbe… L’ azzurro dei lillà, degli Allium, dei Delphinium, delle campanule, delle lavande, delle salvie… Dalla primavera all’autunno, le fioriture si alternano ma restano gli stessi tenui colori. E poi ci sono i tantissimi verdi, da quelli delle numerose Hosta, a quelli delle graminacee, delle euforbie, dei bossi, del timo, del tappeto erboso…

Soltanto a questi colori si affida l’autrice del giardino che non ama né i toni troppo accesi, né i fiori dalle corolle troppo vistose che potrebbero alterare l’armonia dell’insieme.

 

(Foto di Ermes Lasagni)

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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