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Giardino a Fiesole

di Giulia Mozzato
  • Giardini privati
  • Il restauro di un bella villa storica sulle colline di Fiesole, elegantemente mantenuta nel rigore formale originario, necessitava di un altrettanto importante lavoro di progettazione del giardino circostante che mantenesse inalterato il fascino e la tradizione del luogo, conservando gli esemplari di lecci secolari adiacenti all’abitazione
  • Dall’alto di una torretta si può ammirare l’intero progetto: un ampio quadrato quasi perfetto in gran parte occupato da una distesa prativa cadenzata dai vasi di limoni e dal camminamento centrale in pietra e circondata da un’alta quinta verde
  • Alle spalle del prato, nella parte più vicina alla casa, il giardino formale lascia lentamente il passo a una parte più “romantica”, con vasi sempre colmi di essenze a fioritura stagionale che preludono alla zona più strettamente floreale del progetto
  • La grande aiuola, libera da vincoli formali, si “lasica andare” alla libertà del fiore (Impatiens “Nuova Guinea”, Viola tricolor e rose), l’effetto dalla finestra della villa è di una pennellata variopinta che si frappone tra il cielo e il verde antistante
  • Elemento centrale del giardino tradizionale è la vasca con fontana, che si inserisce tra lo spazio prativo e l’aiuola fiorita: una stanza esterna collegata da un percorso percettivo che lega l’edificio al resto del giardino; la pietra con cui è costruita e la speciale ghiaia circostante si armonizzano perfettamente con gli elementi circostanti
  • Questo camminamento, esterno al giardino vero e proprio si trova al di là del muro verde formato dalla siepe e costituisce il perimetro della proprietà, affacciato sui colli circostanti dove dominano cipressi, ulivi e lecci; una sapiente illuminazione crea effetti di luce suggestivi nelle ore serali
  • A lato del giardino principale è stata mantenuta un’area a ulivi con esemplari secolari, qui l’intervento del progettista si è limitato a una ripulitura formale realizzata inserendo camminamenti e prati
  • Questa originale torretta, dalla cui cima si gode di una meravigliosa vista sul giardino e sulla valle sottostante, si trova nella parte esterna del giardino lungo il camminamento perimetrale
  • All’uscita della casa, superata l’aiuola fiorita ci si trova di fronte la vasca, poi il giardino formale e la quinta verde che magicamente si apre sul paesaggio, questo scorcio mostra esattamente come si estende il giardino verso l’esterno
  • Uno sguardo al di là della balaustra per guardare l’incredibile panorama della città di Firenze con la cupola del Duomo, il campanile di Giotto...
  • Lo stretto passaggio che dal prato porta al camminamento esterno è accompagnato da siepi di alloro che creano quasi una porta d’accesso verso l’infinito
  • Un angolo laterale vicino alla casa, espressamente destinato alla colazione e arredato con un tavolo e sedie in ferro battuto, i rami degli antichi lecci creano una naturale e piacevole ombreggiatura per le mattine d’estate

Un giardino che si inspira alla tradizione toscana dell'hortus conclusus e al giardino formale rinascimentale

 

Siamo sulle colline di Fiesole, vicino a Firenze, in una giornata limpida e soleggiata, ad ammirare lo spettacolo straordinario di questo elegante spazio verde. Raggiungendo una posizione elevata è possibile con lo sguardo spaziare su tutto il giardino: un quadrato pressoché perfetto e quasi completamente circondato da un’alta siepe che ne delinea le forme e ne “protegge” il contenuto. Apparentemente un giardino storico, in realtà il frutto della capacità progettuale contemporanea.

 

Le quinte verdi, le ampie distese prative, la geometrica cadenza dei limoni in vaso, le cime dei cipressi che si protendono verso il cielo: tutti gli elementi più evidenti di questo giardino, realizzato da Emilio Trabella e dalla Ratti Flora, riportano alla tradizione paesaggistica toscana e al giardino formale rinascimentale

 

Il giardino geometrico, con le sue grandi siepi modellate, è stato sapientemente ricostruito ad arte, con il preciso intendimento di essere quasi immutabile nel tempo e rappresentare quanto di più vicino alla perfezione, svincolato dalla ciclicità delle fioriture e dalla caducità delle foglie che ne possono continuamente mutare l’aspetto. È una scelta estetica, formale ben precisa, ripresa in modo molto personale da Trabella per realizzare il suo progetto.

 

Nei grandi giardini italiani del Quattrocento e del Cinquecento, cui indubbiamente si rifà questa creazione, si potevano inserire anche alcuni elementi architettonici, come una vasca e una fontana, o preziosi vasi in cotto decorati con classiche ghirlande per contenere gli agrumi che nei mesi invernali trovavano spazio al coperto, riparati in serre o sotto ampie tettoie. Ed è ciò che è stato fatto nel nostro caso, con inserimenti che arricchiscono l’insieme senza sconvolgerne l’estetica.

 

L'aiuola

E l’elemento floreale non trova spazio nelle geometrie composte del progetto? No, anche i fiori giocano la loro parte, magari non da protagonisti, ma certamente come straordinari comprimari. In un unico luogo, più adiacente alla casa, ecco una grande aiuola che si libera da vincoli formali e si “lascia andare” alla libertà del colore e della fioritura semplice ed efficace delle viole (Viola tricolor), delle rose e delle Impatiens “Nuova Guinea”. Ed emerge così l’originalità del progettista, la sua voglia di stupire, di sconvolgere le regole, come se Vita Sackville West avesse improvvisamente rinunciato alle sue bordure grigie e nel suo giardino di Sissinghurst ci si trovasse, girato l’angolo, di fronte a una nuova armonia di linee e di tonalità.

 

Com’era e com’è

Lo spazio che prima delle ristrutturazione circondava questa villa sulle colline di Fiesole era poco più di un terreno agricolo, con un grande uliveto, che è stato mantenuto a lato del giardino principale, e qualche esemplare di leccio secolare che ancora si può ammirare nell’area antistante la casa: un impianto mai modificato da secoli. E su questo “imprinting” di cultura locale e di piante autoctone ha lavorato Trabella, riportando elementi della struttura del giardino storico all’italiana, come si diceva prima, in un succedersi di spazi aperti che formano un unico, omogeneo luogo verde dominato da una grande distesa prativa divisa in due parti uguali da un passaggio lastricato in pietra e circondato dalla maestosa siepe che nasconde l’accesso a un camminamento esterno e una spettacolare vista sulla città di Firenze e sui colli circostanti.

 

Le essenze

Sulle essenze poco da dire: oltre ai limoni in vaso possiamo ricordare le Impatiens e le viole (Viola tricolor), i cipressi, l’alloro (Laurus) e i lecci (Quercus ilex). Ma non sta nella scelta delle specie botaniche l’aspetto interessante di questo progetto, ma nella non comune capacità di creare dal nulla un impianto semplice e raffinato, elegante e tradizionale, facilmente riproducibile ma unico.

 

(Foto di Giustino De Lorenzo)

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.