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Giardino di palme e graminacee a Pantelleria

di Manuela Cerri
  • Giardini. Giardini privati
  • Le grandi graminacee che riprendono il colore della vasca, sullo sfondo un basso muretto indica la fine della proprietà senza interrompere l’insieme del paesaggio naturale
  • Angolo relax con poltrone in legno tra Santolina chamaecyparissus e strelitzie
  • Visione d’insieme del giardino che riunisce tutti gli elementi principali del progetto: le palme, le graminacee, i vasi tunisini con le piante ornamentali e la vela della zona pranzo
  • Ingresso alla zona privata del giardino arabo, a ridosso del muro di pietre laviche un’anfora tunisina con Cycas revoluta
  • L’alta palma (Phoenix dactylifera) che caratterizza i recenti giardini danteschi
  • Zona pranzo all’aperto, il tavolo è protetto dalla vela-gazebo progettata da Karin Eggers tra Santolina chamaecyparissus e Cactaceae
  • I caratteristici muri di pietra lavica di Pantelleria, in primo piano uno dei vasi tunisini
  • Palme e Cortaderia sellowiana filo conduttore del progetto
  • Camminamento in malta cementizia, sulla destra il grande giardino arabo circolare in pietra che protegge gli agrumi all’interno
  • Gruppi compatti di santolina e rosmarino prostrato, tra gruppi di Aloe ferox, Chamerops humilis, Cortaderia sellowiana
  • Uno dei camminamenti, bordato, in primo piano da santolina e rosmarino prostrato e, alle spalle, Aloe ferox, Chamerops humilis, Cortaderia sellowiana, Strelitzia reginae, S. augusta e svettanti Phoenix dactylifera
  • La vasca d’acqua per gli uccelli
  • Cemento, roccia e fichi d’india
  • Cycas e vasi tunisini nela zona doccia addossata al muro in pietra lavica
  • Capperi in primo piano, rocce, olivi e fichi d’india, il giardino sembra essere sempre stato tra le colline dell’isola

In un angolo speciale di Pantelleria, dove le pietre nere di ossidiana ci ricordano l’origine vulcanica dell’isola e il terreno fertile e generoso viene usato ancora per la coltivazione dell’uva di Zibibbo e degli olivi, un piccolo e curato giardino impreziosisce l’antico dammuso che si trova in contrada Bugeber, sul lato nord/est dell’isola. Lievi terrazzamenti contenuti da muretti di pietre nere costruiti a secco, si congiungono direttamente alla campagna, aumentando visivamente le dimensioni della proprietà.

 

Filo conduttore del progetto sono le grandi graminacee dai lunghi filamenti che seguono il movimento del vento quasi in una danza perpetua e le grandi palme che sono ormai diventate parte del paesaggio pantesco. Poi rosmarini santoline e timo accompagnano i camminamenti, realizzati in malta cementizia, collezioni di aloe di diversa varietà crescono rigogliose nel terreno vulcanico, così come Cycas revoluta, Dasiliryon e strelizie. Ma la caratteristica principale di questo spazio è la simbiosi creata tra vasi tunisini e piante ornamentali che formano armonici gruppi di solide forme e variopinti fogliami.

 

A ridosso dei neri muri di pietra lavica, vasi e giare danno la possibilità di crescere anche a quelle piante che più soffrono il vento sempre presente nell’isola, come i gelsomini provenienti dall’Africa, Australia e Sudest asiatico, (Jasminum azoricum, J. nudiflorum, J. officinale, J. sambac, J. polyanthum, J. glaucum, J. nitidum) che vengono coltivati per le abbondanti fioriture e il loro inebriante profumo.

 

Una vasca di acqua serve come abbeveratoio alle tante specie di uccelli sia stanziali che di passaggio che si fermano volentieri, soprattutto nel lungo e siccitoso periodo estivo, e trovano qui un perfetto paradiso ringraziando i proprietari con lunghe e melodiose canzoni.

Il giardino è stato progettato e realizzato da Paola Goggioli e Alberto Zaccagni. La vela-gazebo da Karin Eggers che come i progettisti vive e lavora da anni a Pantelleria.

Foto di Francesco Arena

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