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Giardini Vignamaggio a Greve in Chianti

di Patrizia Spinelli Napoletano
  • Giardini
  • Giardini da visitare
  • Di fronte alla facciata principale di Villa Vignamaggio e al suo giardino d’onore, oltre la leggera cancellata in ferro battuto in una intensa armonia di fughe prospettiche, simmetrie di arredi in cotto, roseti, colonne con cartigli e pareti scolpite nel cipresso si allunga il viale che separa e unisce i due giardini rinascimentali.
  • La parte finale delle siepi di bosso del giardino d’onore e la bella facciata di Villa Vignamaggio.
  • La purezza geometrica delle siepi di bosso che formano il giardino d’onore prospiciente la facciata principale della villa.
  • Appoggiata ad una delle antiche spalletta di pietra a “secco” – semplice ed elegante architettura ricorrente dei giardini toscani – che qui, completata da entrambe i lati da due piccoli cancelli d’accesso, funge da separazione fra il giardino d’onore e le due aiuole formali. Del soprastante giardino d’onore s’intravedono le forme e, in fondo a sinistra, il parapetto con i leoni.
  • Il sorriso schivo di Guido Semplici racconta l’animo gentile e affettuoso di questo straordinario maestro-giardiniere, forza vitale dello splendore botanico dei giardini di Vignamaggio. FOTO 0400: Una prospettiva dell’interno del paesaggio di rose e sculture vegetali della prima
  • Una prospettiva dell’interno del paesaggio di rose e sculture vegetali della prima “stanza” all’italiana.
  • Circondati da aiuolature di bosso intagliato possenti e fitti i tre grandi coni smussati scolpiti nel leccio che fanno da centro ideale alla prima “stanza” formale.
  • Ancora nella prima “stanza” all’italiana, contro l’ondulare delle pareti di cipresso potato un gruppo marmoreo mentre sull’imbrecciata chiara del calpestio arabeschi scolpiti nel bosso si allungano intorno la centralità di una spirea bianca in conca.
  • Una spirea rosata allunga i getti fioriti tra una virgola di bosso colma di petunie e la tessitura scura di archi scolpiti nel cipresso.
  • In un girotondo simmetrico di orci e bordure basse di bosso, all’ombre dei tre grandi lecci in forma di cono si allargano le volute del fontanile, solcato di pesci rosso e carpe, della prima “stanza” dei giardini rinascimentali di Vignamaggio.
  • Rose rampicanti e ad arbusto, covoni di rosmarini, getti di lavande, antiche pietre affioranti e gli affascinanti cipressi compongono il paesaggio profumato e ronzante intorno la piscina.
  • Si stende davanti alla facciata posteriore delle villa la purezza assoluta del prato di graminacee ornato unicamente da ranghi di limoni in conca e dal due maestosi coni smussati scolpiti nel leccio posti al centro della radura.
  • Alle spalle del ricevimento si dilata, intorno le antiche pertinenze adibite a diversi usi tra i quali intime camere per gli ospiti, una corte, macchioni di rosmarini e lavande e una pergola trapunta di glicini per fresche colazioni all’aperto.
  • Oltre le pareti ed archi sagomati nel cipresso e la convessità morbida della scarpata trapunta d’iperico, si mostra il paesaggio bellissimo della seconda “stanza”.

 

Nella celebrata ricchezza di vigne e campagna di Greve in Chianti si annida e diffonde armonia la bellissima tenuta quattrocentesca di villa, giardino e vigne dal nome gentile che in sé riassume la poetica e la linfa vitale del luogo, Vignamaggio appunto.

Il complesso fu prima dei Gherardini, poi dei Gherardi che diedero alla villa l’aspetto attuale, negli anni ’30 del Novecento dei Samminiatelli  che ampliarono e abbellirono il giardino, in modo da “avere un parco naturale intorno alla villa” come scriveva il poeta Bino Sanminiatelli ne “La vita in Campagna”. Dalla fine degli anni ’80, la tenuta è acquisita dall’avvocato Gianni Nunziante, grazie alle cui cure continue, attente e gelose, la profonda seduzione e bellezza del luogo è conservata, coadiuvato nell’opera dalla perizia di Guido Semplici – nativo del luogo -  maestro giardiniere e, come spiega affettuosamente Gianni Nunziante, “ la forza intrinseca e vitale di Vignamaggio” . Qui Monna Lisa Gherardini, poi sposa di Bartolomeo Zenobi del Giocondo, dal mondo conosciuta come la Gioconda, ventiquattrenne, nel marzo del 1503, fu ritratta da Leonardo da Vinci.

 

Il giardino è una sequenza incantata di “stanze”. Seguendo lungo il fianco delle mura il viale di cipressi e rose sbuca nella meraviglia rosarancio della facciata principale e del suo fiabesco giardino “all’italiana” la cui suggestione incantò il regista inglese Kenneth Branagh che volle nel ‘93 Vignamaggio come set per il suo film “Molto Rumore per Nulla” tratto dall’omonima commedia di William Shakespeare.   

Nello spazio adiacente l’ingresso alla dimora privata, gli appartamenti per gli ospiti e la balconata, é distribuito il piccolo giardino d’onore, insieme geometrico di sei aiuole, due a destra e quattro a sinistra, dove basse siepi di bosso squadrate racchiudono collezioni di rose, orci con sempreverdi e limoni su tappeti di graminacee.

Di fronte una cancellata leggera, preceduta da statue in cotto e roseti rampicanti, protegge e apre sul superbo parterre diviso in due magiche stanze botaniche separate fra loro da un viale in taglime.

 

Nella cerchia fitta delle conifere a crescita naturale, a sinistra la prima “stanza” è formata da un insieme di elementi marmorei, orci di cotto, pareti ondulate, quinte, archi, giochi e ricami in cipresso, tasso e bosso potato, accesi dai roseti, fioriture di stagione, opulenti spighe di spirea rosa e bianche in conca e centrata da tre grandi lecci potati in forma conica intorno ad un fontanile di marmo. Oltre il viale, a destra, si replicano pareti e archi di cipresso scolpito della seconda “stanza” alla quale si scende attraverso una deliziosa scarpata di Hypericum. Compresa come la precedente tra la geometria del giardino d’onore e il bosco di conifere, qui l’affascinante disegno di verzura si sviluppa nella simmetria di siepi basse di ginepro modellate, colmate di stagionali e rose, conifere in forme geometriche mentre, appoggiata ad un spalletta di pietre a “secco” una lunga aiuolatura ricamata di bosso e cipresso si cuce al soprastante giardino d’onore.

Indimenticabile Vignamaggio, dove tutto, all’appassionato viaggiatore di giardini, parla di celebrati vitigni, stupori vegetali e d’eternità grazie al sorriso della Gioconda.

 

Visita ai giardini di Villa Vignamaggio

Greve in Chianti (Fi) – Via Petriolo, 5 – Tel. 055 85 46 61

Aperto da fine marzo a fine ottobre

www.vignamaggio.com

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.