Gardena2012 Viking2012 PisPecchini_2011 Psenner_2012 Susigarden_2011 VivBuffa_2011 Erba2012 BayerGarden_2012 Acquaform_2011 Stocker_2012_forbici-segacci Bonfante_2011 Stihl2012 Kubota2012 Ingegnoli2012 Candelo2012i McCulloch2012 Zarpellon_2011 Guercio2012 Cifo_2011 Verdemax_2011 Bakker_2011 Verdeacolori_2011 PiscCastiglione_2011 Compo_2012 Perugia_2012 VivaiDelleCommande2012_1 Orticolario_2012
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
    • Singole Riviste
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Ambiente
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Giardini Spalletti nel reggiano

di Eraldo Antonini
  • Giardini
  • Giardini da visitare
  • La facciata posteriore della villa vista dal lago (apertura)
  • La facciata anteriore della villa, progettata dall’architetto milanese Luigi Clerichetti
  • Il lago, il ponte (a destra), le isolette (al centro) e il belvedere (a sinistra della foto) viste dalla villa
  • Il lago, costruito nella prima metà dell’Ottocento, nella seconda metà di quel secolo venne ampliato e con la terra di scavo si formarono lievi ondulazioni del terreno
  • L’impianto paesaggistico del giardino è caratterizzato da radure prative contornate da boschetti misti a cui si aggiunge la presenza di un grande lago artificiale
  • Nel 1875 è costruito il belvedere, posto sulla sponda del lago, sorta di piccolo torrioncino in muratura sormontato da un tetto in paglia, ora parzialmente demolito
  • Uno dei periodi migliori per visitare il grande giardino paesaggistico è l’autunno
  • Sul ponte di collegamento tra due isolette del lago fu eretto il “cappello chinese” ovvero un padiglione a pianta circolare, ad imitazione della pagode cinesi, formato da struttura portante in ghisa e vetrate colorate, smontato nel secondo dopoguerra
  • Il ponte visto da un punto panoramico
  • I cipressi calvi (Taxodium distichum) sono tra gli alberi più imponenti presenti nel giardino
  • Le foglie dei cipressi calvi (Taxodium distichum) in autunno assumono colorazioni molto suggestive che vanno dal giallo al rosso per terminare, prima della caduta, con un rosso scuro
  • A fianco del ponte, a livello del lago, si trova la piccola grotta artificiale, facente parte del primo giardino paesaggistico, realizzato nella prima metà dell’Ottocento
  • Il ponte, un tempo sormontato “cappello chinese”, è uno dei punti più suggestivi del lago, la barca utilizzata per il tour del lago poteva agevolmente passare sotto di esso.
  • La delimitazione dei 33 ettari di parco fu ottenuta mediante una recinzione dal disegno leggero, in fil di ferro zincato, in parte tuttora presente, che consentiva di creare una separazione fisica, ma non visiva, con la campagna circostante in modo tale che il giardino potesse prolungarsi visivamente nel paesaggio circostante
  • La terra di sbancamento per l’ampliamento del lago fu impiegata per movimentare il giardino. Si realizzò, così, una collinetta artificiale, in prossimità del lago, ove venne eretto un tempietto neoclassico, originariamente dedicato ad Ercole e, dal 1950 a sant’Antonio da Padova. Su un’altra collinetta piantata a conifere fu posta la “capanna svizzera” piccola costruzione in legno, ora perduta, che definiva un paesaggio alpino all’interno del giardino
  • All’ingresso del giardino compare la casa del custode avente le parvenze di uno chalet alpino
  • L’ultimo intervento nel giardino, datato 1890, è relativo alla cappella di famiglia, intitolata alla Mater Pietatis, i cui soffitti sono abbelliti da disegni in chiaroscuro dei fratelli Samoggia
  • Una magnolia presente nel giardino. All’impianto del giardino si utilizzarono moltissime piante di provenienza esotica molte delle quali ora facilmente reperibili sul mercato vivaistico sono di uso comune nei giardini contemporanei




Il giardino Spalletti sorge a San Donnino di Liguria, nel Comune di Casalgrande, nella pianura reggiana, ai confini con la provincia di Modena. Il curioso nome San Donnino di Liguria deriva dalla mutazione del nome trecentesco di Sancto Donnino “de Longora” in “di Liguria” in quanto nel 1740 fu infeudato al marchese de Mari per poi passare agli Spinola, entrambi famiglie di origine ligure

 

L’attuale giardino è il risultato della trasformazione ed ampliamento del giardino realizzato nella prima metà dell’Ottocento da Unislao Spalletti, posto al centro di una vastissima tenuta agricola. L’assetto attuale lo si deve all’intervento di Gian Battista Spalletti coadiuvato dal figlio Venceslao che incaricarono, nel 1864, l’architetto milanese Luigi Clerichetti di progettare l’ampliamento della villa padronale e il conte modenese Luigi Alberto Gandini di disegnare il giardino integrando, in parte, quello preesistente. La realizzazione fu curata dalla ditta di giardinaggio Burdin Maggiore & C. di Milano che si avvaleva dell’opera del paesaggista Achille Villoresi, allora residente a Monza. Questi si occupò anche di successive integrazioni del progetto originario.

Gli Spalletti, grandi proprietari terrieri, erano imparentati con importanti famiglie italiane. Da qui la realizzazione di una grande villa di campagna con relativo amplissimo giardino che era divenuta per la famiglia reggiana, una necessità non solo di svago ma, anche e soprattutto, di rappresentanza, per mostrare alla società il livello sociale da essi raggiunto

 

I lavori al giardino, avviati intorno al 1869, si protrassero fin verso il 1890, vennero realizzati a zone ed ebbero come risultato la formazione di un grande parco, esteso su 33 ettari, di chiara impostazione paesaggistica caratterizzata da boschetti e radure a prato. La vegetazione all’atto della costruzione del giardino, in buona parte suggerita da Villoresi anche su indicazioni di Venceslao Spalletti che visita diversi giardini italiani ed europei, si componeva di un gran numero di specie esotiche, molte delle quali conifere come larici, libocedri, pini, tuie, abeti, cedri, tassodi, ginepri, sequoie, ma anche cipressi tra cui quello del Cashmir, tassi, magnolie, noci americane, querce, sofore, Liquidambar, liriodendri, platani, maonie, alberi di Giuda, faggi (Fagus asplenifolia, F. pendula e F. purpurea), frassini, aceri, acacie, palme, bagolari, ippocastani, ginco, araucaria. Anche i piccoli alberi, gli arbusti e le erbacee perenni, erano scelti tra quelli “alla moda”, esotici, rari, nuovi per il paesaggio padano. Tra gli altri si ricordano deuzie, erba della pampa, ortensie (Hydrangea macrophilla e H. quercifolia), lillà, mirti, tamerici, bossi a foglia variegata, sambuchi, ligustri, lagerstroemie, scotani, Cornus florida, noccioli a foglia rossa, aucube, evonimi, abelie, ecc. Il fornitore principale era il vivaio Burdin ma ad esso si aggiunsero, nella fase conclusiva di costruzione del giardino, anche forniture provenienti da Vilmorin-Andrieux di Parigi e Haage et Schmidt di Prussia.

 

Oltre alla vegetazione, il grande giardino si arricchisce di diversi manufatti. Tra questi si ricordano la grande serra in muratura progettata dal Clerichetti nel 1870, dotata di impianto di riscaldamento; subirà gravi danni nei bombardamenti anglo-americani del 1944 e sarà ricostruita nel dopoguerra. Gli elementi architettonici del giardino, unitamente alla vegetazione, rappresentano una sorta di viaggio nel tempo e nello spazio; il “cappello chinese” rimanda all’Oriente, la capanna svizzera contornata da conifere porta il visitatore sulle Alpi, la cappella di famiglia, oltre che ricordare i grandi del casato in essa sepolti, riporta la mente alla caducità della vita, il tempietto neoclassico è una citazione del mondo antico, greco e romano. Il visitatore, quando entra nel giardino esce dalla realtà padana e si addentra in un mondo fantasioso dove elementi diversi e lontani tra loro coesistono, questa l’essenza del giardino Spalletti.

 

Per la gestione dell’imponente giardino, intorno al 1872, veniva assunto, in qualità di capogiardiniere il signor Santambrogio, segnalato ai conti Spalletti dal direttore della ditta Burdin Maggiore. Come si intuisce, gli Spalletti si rivolgono, sia per le forniture che per la gestione, all’area milanese, notoriamente più progredita, rispetto alla realtà locale, in fatto di gusti e di aggiornamento alle mode imperanti in Europa.

Nel primo dopoguerra non si ha notizia di interventi significativi. Intorno al 1930 la serra è destinata non solo all’approvvigionamento di piante e fiori per il giardino ma anche per la vendita diretta al pubblico, attività che continuerà ancora per molti anni all’indomani del secondo dopoguerra. Questa attività di produzione per il mercato locale, presente anche in altre proprietà, serviva, in parte, a compensare i costi di gestione del vasto parco.

 

La seconda guerra mondiale diede un duro colpo alla villa e al giardino; l’intera proprietà subì due bombardamenti alleati e la vegetazione, in parte atterrata dagli stessi Spalletti proprio per evitare tali bombardamenti, subì un ulteriore degrado. Attualmente il giardino mantiene i suoi antichi confini, è rimasto pressoché immutato il suo disegno generale. La nota dolente deriva dalla componente vegetale in quanto a causa degli eventi bellici e del trascorrere degli anni ha perduto buona parte delle specie esotiche presenti al momento della sua costruzione con particolare riferimento alla componente arbustiva; sopravvivono alcune conifere, noci americani, platani, catalpe, criptomeria, querce, liriodendri, maestosi cipressi calvi (Taxodium distichum) a cui si sono aggiunte specie autoctone, in parte già presenti nel passato. Il giardino di oggi mostra ancora la magnificenza del passato; i grandi viali di attraversamento, la vegetazione che borda le radure prative, il grande lago contrappuntato dalle isolette fanno di questo luogo uno dei più suggestivi della regione.

 

La visita al giardino è consentita a gruppi previa prenotazione chiamando il numero 0522 98 05 87. I periodi migliori per la visita sono la primavera e l’autunno

»
  • Share this

Giardini da visitare

  • Giardini a Mansonière (Francia)
  • Giardini Boccanegra a Ventimiglia
  • Giardini Bricherasio a Saluzzo
  • Giardini Coronini Cronberg a Gorizia
  • Giardini de l’Alchimiste a Egalyeres
  • Giardini de Villiers a Chassy nel Berry
  • Giardini del castello di Miromesnil in Provenza
  • Giardini del Parco Al-Azhar al Cairo
  • Giardini del Parco di Pollok a Glasgow in Inghilterra
  • Giardini del Parco Floral in alta Bretagne
  • Giardini dell'Abbazia di San Girolamo della Cervara in Liguria
  • Giardini dell'hotel de Russie a Roma
  • Giardini della Cannara sul fiume Etrusco
  • Giardini della Rosaiola nel Vercellese
  • Giardini des Vergers nel riminese
  • Giardini di Ainay-le-Vieil in Francia
  • Giardini di cardinale a villa Balbianello
  • Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano
  • Giardini di Clos du Peyronnet a Mentone
  • Giardini di Great Comp nel Kent (Inghilterra)
  • Giardini di Liguria
  • Giardini di Sardy in Aquilania (Francia)
  • Giardini di Wilhelm Kempf a Capri
  • Giardini Fantini a Tredozio (Forlì)
  • Giardini Ferme du Bois Richeux (Francia)
  • Giardini Fracanzan Piovene nel vicentino
  • Giardini Le Balze a Fiesole
  • Giardini Novare Bertani in Valpolicella
  • Giardini Orsini nel Viterbese
  • Giardini Peyron a Fiesole
  • Giardini Reinhardt sul Trasimeno
  • Giardini Rufolo a Ravello
  • Giardini scolastici a Pallanza sul Lago Maggiore
  • Giardini Spada a Bologna
  • Giardini Spalletti nel reggiano
  • Giardini Terrace a Milwaukee nel Wisconsin
  • Giardini Vignamaggio a Greve in Chianti
  • Giardini zen “Les Clermonts” in Provenza
  • Giardini-Ateliers di Drulon nel sud del Berry
  • Giardini-monastero del Priorato di Notre-Dame d’Orsan
  • Giardini-museo a Teodone in Val Pusteria

Newsletter di Giardini

Ricevi via email le ultime novità da Giardini.biz

Email

Conferma email

Cancellazione

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
compra la rivista in formato digitale

oppure acquista una copia singola

Contatta Giardini

contattaci Contattaci.

Per richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui.

Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui.

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

AcquistaGiardini di maggio'12 in edicola e on line!

 

Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.