Susigarden_2011 Gardena2012 VivBuffa_2011 Acquaform_2011 Bakker_2011 Orticolario_2012 Erba2012 Guercio2012 Compo_2012 Verdeacolori_2011 PiscCastiglione_2011 Perugia_2012 VivaiDelleCommande2012_1 Ingegnoli2012 PisPecchini_2011 Candelo2012i BayerGarden_2012 Cifo_2011 Bonfante_2011 McCulloch2012 Verdemax_2011 Stocker_2012_forbici-segacci Stihl2012 Zarpellon_2011 Psenner_2012 Kubota2012 Viking2012
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
    • Singole Riviste
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Ambiente
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Giardini scolastici a Pallanza sul Lago Maggiore

di Paolo Cottini
  • Giardini
  • Giardini da visitare
  • Rosa ‘Penelope’
  • III C 2002-03 Scuola media ‘Cadorna’ di Pallanza
  • Giardino segreto
  • Rosa ‘William Allen Richardson’
  • Narciso Romanò e Maria Grazia Reami
  • Rosa ‘Buff Beauty’ a dx e Rosa ‘F.J. Grooten Dorst’ a sx
  • Rosa brunonii ‘La Mortola’
  • Rosa ‘Stanwell Perpetual’
  • Rosa banksiae var. banksiae
  • Rosa ‘Blanc Double De Coubert’
  • Rosa laevigata
  • Rosa gigantea
  • Rosa ‘Zéphirine Drouhin’
  • Rosa ‘La Follette’
  • Rosa ‘Marguerite Hilling’
  • Rosa complicata
  • Rosa ‘Albertine’
  • Rosa ‘Phyllis Bide’
  • Rosa ‘Felicia’
  • Rosa ‘Adam Messerich’
  • Rosa ‘Gros Choux D’Hollande’
  • Rosa ‘Fellemberg’
  • Rosa ‘F.J. Grootendorst’
  • Rosa ‘Baron Girod De L’ain’
  • Rosa ‘Variegata di Bologna’
  • Rosa ‘Celeste’

Rose in cattedra: centinaia di rose antiche in un giardino scolastico (quasi) segreto


A Pallanza, sul Lago Maggiore
L’avventura ebbe inizio nel 1989, quando alcuni docenti della scuola media “Cadorna” di Pallanza (Lago Maggiore) furono autorizzati ad avviare un singolare progetto didattico, essenzialmente volto al recupero di abilità manuali per ragazzi svantaggiati. Si sa come vanno a finire certi programmi, apparentemente limitati, in quelle (rare?) scuole in cui le cose funzionano davvero, quando cioè vi operano presidi lungimiranti, insegnanti capaci e motivati, ma anche alunni in gamba e desiderosi d’imparare. Senza contare che, in questi casi, si mettono in movimento anche le famiglie più refrattarie. In poche parole, l’entusiasmo prese il sopravvento sul piano di lavoro e ci mancò poco che quel plesso scolastico si trasformasse in un autentico punto di riferimento nazionale per la coltivazione di rosai rari e, soprattutto, vigorosamente sviluppati. Sì, perché il progetto prevedeva -di là dagli obiettivi didattici di cui noi qui, necessariamente, non ci occuperemo - la realizzazione di un laboratorio di giardinaggio, mirante in modo particolare all’impianto e alla coltivazione di rose antiche, ovviamente negli spazi annessi all’edificio scolastico.

Tra scuola e museo
La media “Cadorna”, infatti, è localizzata in un’area semi-centrale della città lacustre, usufruendo di parte dei locali di un palazzo storico – appartenuto ai Biumi Innocenti – che a sua volta è addossato ad altri edifici, dai quali è parzialmente separato per mezzo di un alto muro, che nel XIV-XV secolo appartenne ad un convento di monache Agostiniane. In altre parole, un luogo impregnato di cultura e di memorie profondamente significative, che peraltro fu utilizzato in passato anche come caserma, con conseguenze facilmente intuibili sul piano delle modifiche edilizie. Le strutture e gli impianti previsti per il laboratorio di giardinaggio furono concentrati su tre aree. La prima – in seguito chiamata “Giardino delle Rose” – è contigua al grande cortile militare, che si apre di là dall’ingresso del palazzo; la seconda, di più modeste dimensioni, è denominata “Giardino dei Profumi” e funge da raccordo fra la prima e la terza area, mentre quest’ultima è la più nascosta, essendo racchiusa sui quattro lati fra l’ala nord del palazzo e il famoso muro conventuale: la definizione di “Giardino Segreto” fu quasi ovvia. Qualche anno dopo, nel corpo di fabbrica settentrionale, diversi vani furono assegnati ad un’altra istituzione ‘storica’ di Pallanza e del Verbano, il “Museo del Paesaggio”, che ora quindi si trova a stretto contatto con un roseto d’eccellenza, in mutuo scambio d’amorosi sensi.

Decadenza e rinascita
Poiché anche i piani di lavoro più interessanti e fruttuosi, nel nostro ordinamento scolastico, frequentemente vengono ostacolati da “esigenze superiori” (vale a dire dal vuoto), dopo il 1991 il progetto si arenò, con conseguenze drammatiche sullo stato di salute dei giovani rosai. Il degrado fu inevitabile, ma, alcuni anni dopo, grazie alla tenacia di un paio di professori – Narciso Romanò (l’anima botanica e orticola del progetto) e Maria Grazia Reami Ottolini (l’anima culturale) – e alla collaborazione della classe II C dell’anno 2001-02, tornò alla carica e operò un restauro esemplare, con i risultati che su queste pagine parlano meglio d’ogni relazione scritta. Oggi il prof. Romanò è un felice pensionato solo “teorico”, che nel roseto continua a prestare la sua opera quasi senza sosta, mentre la prof. Ottolini cura le pubbliche relazioni, con altrettanta passione e garbo.

Un roseto di qualità
Fin dalle origini, il roseto di Pallanza fu impostato sulla base di principi didattici, con l’intenzione cioè di tracciare la storia della coltivazione di un genere universalmente conosciuto e amato. L’attenzione si diresse perciò sulle specie botaniche e sugli ibridi “antichi”, i cui rosai furono ricercati presso i migliori vivai nazionali e stranieri e messi poi a dimora nel sito più adatto alle rispettive esigenze. La scelta delle piante, accompagnata da precise ed amorevoli cure colturali, ha avuto esiti a dir poco felici, tanto che ora non ci sembra una forzatura affermare che, per la crescita vigorosa d’alcuni esemplari, la scuola di Pallanza non teme rivali. Si pensi, per fare un paio d’esempi, all’eccezionale sviluppo di una varietà rampicante poco conosciuta, ‘La Follette’, che oggi ricopre per intero una vasta parete di confine, o di un esemplare di Rosa laevigata, che a Pallanza sembra trovarsi meglio che non nella sua originaria Indocina. Insomma, non una banale scopiazzatura scolastica, ma un roseto da visitare e da ammirare.
Le regole di “Cadorna”
Il prof. Narciso Romanò, attorniato dai suoi ex-alunni, c’insegna i segreti per coltivare rose antiche e, in particolare, quattro piante che, nel giardino della scuola di Pallanza, hanno attecchito senza problemi e si sono dimostrate particolarmente vigorose. Le norme di base non pretendono d’essere nuove, ma è meglio ricordarle spesso: se applicate con rigore e continuità portano ad un immancabile successo.
Terreno: deve essere sciolto, ben drenato, con pH 7 o poco più
Concimazione: va assicurata una buona fertilità, con materiale organico ben decomposto, o concimi chimici a lenta cessione su base fosforo-potassica
Esposizione: le rose richiedono di norma molto sole, tranne poche eccezioni che tollerano anche la mezz’ombra. Attenzione anche al “giro del sole”, cui esse sono molto sensibili, ma è indispensabile fare esperienza sulle esigenze proprie di ciascuna varietà o specie, in genere le rose vogliono un’esposizione ad est-sud-ovest
Accostamenti: essendo molto “aristocratiche”, le rose soffrono per la competizione con altre piante arbustive o ad alto fusto, fatta eccezione per le rampicanti che sono adatte a salire sugli alberi
La scelta delle varietà: è opportuno orientarsi verso quelle dotate di un notevole “pedigree”, perché sono le più resistenti ed affidabili in tutti i sensi
Un consiglio: se s’intende realizzare un giardino di sole rose (o quasi), è meglio preparare in anticipo tutto il sito, in modo da metterle a dimora tutte contemporaneamente, inoltre, fra le varietà rampicanti e le altre è meglio mantenere una certa distanza

Quattro rosai d’eccezione
Rosa gigantea
L’esemplare fu messo a dimora nel 1991, alla base d’un frondoso Ligustrum lucidum, che non era mai stato potato e che aveva raggiunto l’altezza d’una decina di metri. Il sito è soleggiato, ma non per tutta la giornata. La pianta crebbe con grande rapidità, producendo getti lunghi 3 m o più e andando a svettare su tutti i rami del ligustro, sino a formare lunghissimi tralci ricadenti che in primavera si ricoprono di cascate di fiori candidi. Quando trova le condizioni ottimali, R. gigantea è quasi incontrollabile, necessitando di ampi spazi e grandi altezze, in modo da poter esprimere tutte le sue potenzialità.

Rosa laevigata
Abbastanza simile a R. gigantea, questa specie è ancora più bella perché possiede petali che ricordano la porcellana. L’esemplare di Pallanza fu addirittura sorprendente quando ad un tratto decise di raggiungere, in poco tempo, la grondaia del tetto della scuola, che si trovava a non meno di 8 m dal suolo. Come se fosse in grado di capire la direzione del suo viaggio, s’infilò in tutti i pertugi disponibili, ancorandosi saldamente ad ogni minimo appiglio, per poi ricadere e formare magnifiche ghirlande di fiori bianchi.

Rosa brunonii ‘La Mortola’
E’ un esemplare di gran pregio, per via dei suoi mazzi di fiori semplici, bianchi, di media grandezza, disposti a cascata, e del fogliame sempreverde con riflessi azzurrognoli. La sua capacità di salire in alto fino a dove glielo si concede è davvero straordinaria: nel nostro caso, sulla parete su cui s’è arrampicata, ha raggiunto i 10 m, forse superandoli.

Rosa ‘La Follette’
Degna discendente di R. gigantea, questa rosa è veramente una “folletta”. I suoi boccioli rosa carnicino hanno la forma dei vecchi sigari “toscanelli”, aprendosi poi per mostrare fiori dai petali disordinati, che le conferiscono un fascino tutto suo. Nel nostro caso, essa è salita per circa 7 m, colonizzando l’intera parete di un edificio, anche se riteniamo che se lo spazio concessole fosse stato più ampio, il suo sviluppo sarebbe stato maggiore. Ora, infatti, sta cercando di crescere in orizzontale, tanto che si rende necessario un suo controllo anche su questo piano.

»
  • Share this

Giardini da visitare

  • Giardini a Mansonière (Francia)
  • Giardini Boccanegra a Ventimiglia
  • Giardini Bricherasio a Saluzzo
  • Giardini Coronini Cronberg a Gorizia
  • Giardini de l’Alchimiste a Egalyeres
  • Giardini de Villiers a Chassy nel Berry
  • Giardini del castello di Miromesnil in Provenza
  • Giardini del Parco Al-Azhar al Cairo
  • Giardini del Parco di Pollok a Glasgow in Inghilterra
  • Giardini del Parco Floral in alta Bretagne
  • Giardini dell'Abbazia di San Girolamo della Cervara in Liguria
  • Giardini dell'hotel de Russie a Roma
  • Giardini della Cannara sul fiume Etrusco
  • Giardini della Rosaiola nel Vercellese
  • Giardini des Vergers nel riminese
  • Giardini di Ainay-le-Vieil in Francia
  • Giardini di cardinale a villa Balbianello
  • Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano
  • Giardini di Clos du Peyronnet a Mentone
  • Giardini di Great Comp nel Kent (Inghilterra)
  • Giardini di Liguria
  • Giardini di Sardy in Aquilania (Francia)
  • Giardini di Wilhelm Kempf a Capri
  • Giardini Fantini a Tredozio (Forlì)
  • Giardini Ferme du Bois Richeux (Francia)
  • Giardini Fracanzan Piovene nel vicentino
  • Giardini Le Balze a Fiesole
  • Giardini Novare Bertani in Valpolicella
  • Giardini Orsini nel Viterbese
  • Giardini Peyron a Fiesole
  • Giardini Reinhardt sul Trasimeno
  • Giardini Rufolo a Ravello
  • Giardini scolastici a Pallanza sul Lago Maggiore
  • Giardini Spada a Bologna
  • Giardini Spalletti nel reggiano
  • Giardini Terrace a Milwaukee nel Wisconsin
  • Giardini Vignamaggio a Greve in Chianti
  • Giardini zen “Les Clermonts” in Provenza
  • Giardini-Ateliers di Drulon nel sud del Berry
  • Giardini-monastero del Priorato di Notre-Dame d’Orsan
  • Giardini-museo a Teodone in Val Pusteria

Newsletter di Giardini

Ricevi via email le ultime novità da Giardini.biz

Email

Conferma email

Cancellazione

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
compra la rivista in formato digitale

oppure acquista una copia singola

Contatta Giardini

contattaci Contattaci.

Per richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui.

Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui.

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

AcquistaGiardini di maggio'12 in edicola e on line!

 

Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.