Gardena2012 VillaDaSchio_2012 PisPecchini_2011 Guercio2012 Cifo_2011 Viking2012 Susigarden_2011 Candelo2012i Orticolario_2012 VivaiDelleCommande2012_1 Bakker_2011 Stocker_2012_forbici-segacci PiscCastiglione_2011 VivBuffa_2011 Perugia_2012 Verdeacolori_2011 Compo_2012 Psenner_2012 Stihl2012 Ingegnoli2012 Bonfante_2011 Zarpellon_2011 BayerGarden_2012 Kubota2012 Verdemax_2011 Erba2012 Franciacorta2012 Acquaform_2011 McCulloch2012
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
    • Singole Riviste
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Ambiente
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Giardini Reinhardt sul Trasimeno

di Helene Pizzi
  • Giardini
  • Giardini da visitare
  • Il sentiero di ghiaia invita lungo i corridoi verdi
  • Gli alti cipressi tradiscono il luogo, posto tra Umbria e Lazio, in cui sorge il giardino
  • L’impatto è immediato, entrando nel giardino si entra in un’altra dimensione come sottolineano i grandi fiori della Brugmansia
  • Ogni cantuccio è un miscuglio di piante, ma non si vede una singola erbaccia
  • Rudbeckia fulgida in primo piano e girasoli sullo sfondo: piante ornamentali e piante più propriamente “agrarie” creano un rimando giallo lungo il percorso
  • Aster (noti come astri o settembrini) e Verbena bonariensis, molto diffusa nei giardini inglesi, apportano una nota azzurro-violacea tra le fioriture dai colori accesi e caldi
  • Nel giardino le piante non sono etichettate: i nomi non sono importanti, contano solo le sensazioni
  • Il bianco e spumeggiante Aster fiorisce a settembre, su uno sfondo di Canna
  • Amaranthus gangeticus, comunemente chiamato “testa di elefante” per i fiori che simulano la proboscide dell’animale
  • Le siepi di canna incuriosiscono e ci spingono a vedere cosa si nasconde dietro l’angolo

Un design audace sul confine Umbro-Toscano
L’impatto è immediato. La morbida e rilassante campagna di questi luoghi all’improvviso svanisce non appena si entra nell’ombroso viottolo di ghiaia. Questo, delimitato dal Coelus e da alte e impenetrabili siepi di Canna, attira il visitatore nei segreti di questo ben delineato, strano e misterioso giardino.

E’ senza dubbio un’altra dimensione. Il sentiero svolta improvvisamente ed è come entrare in una piccola e silenziosa stanza-giardino carica di colori ed energia. Vi sono prorompenti ibridi di Tagetes in ogni tonalità di giallo ed arancione che contrastano con il verde scuro delle foglie di Canna. Sento la voce di Martina Reinhardt da dietro la siepe: “Dovunque guardi e comunque ti giri, avrai sempre una visione diversa del giardino…è progettato per essere visto a 360°”. Ruoto su me stessa e capisco cosa intende.

Ci muoviamo, sforzandoci di capire intimamente l’essenza di questo giardino così “diverso”. Occupa una superficie di poco superiore al mezzo ettaro ed è stato progettato nel pieno rispetto dell’ambiente, per non disturbare la naturalezza della campagna circostante; ai passanti, infatti, risulta praticamente invisibile.

Ogni angolo suscita emozioni. Fitte tappezzanti come Hypoestes phyllostachya dal fogliame maculato e Catharanthus, tanto resistenti alla siccità quanto belli, ricoprono i bordi del sentiero. Tra i protagonisti di questo giardino vi sono i Fiori di Vetro (Impatiens), disseminati un po’ ovunque, quasi sempre in zone di semi ombra. Queste ed altre annuali “comuni” infondono un senso di familiarità e di antica semplicità che arricchisce di spiritualità questo giardino.

Qua e là nelle aiuole si trovano cavoli ornamentali e Brassicae varie. Il fogliame verde scuro ed i carnosi steli rosso-viola della bieta, Beta Vulgaris, si affiancano alle bianche e candide zinnie giganti; a fianco, poi, stacca il Cordyline con il suo tipico fogliame simile alle yucca. I contrasti di questo tipo sono appositamente studiati per sollecitare la curiosità del visitatore.


Si possono ammirare splendidi giochi di tessiture diverse nella collezione di amaranti sud americani, tra i quali Amaranthus hypochondriacus, dalla coda lunga e pelosa, Amaranthus cruentus, con le sue lance fiorite e Amaranthus gangeticus, detto anche “Elephant Head” per via delle lunghe proboscidi di colore rosso scuro.

In vari punti cresce l’Eliotropio, Heliotropium arborescens, con il suo sublime profumo di vaniglia e anche la Verbena bonariensis abbonda, a formare un secondo anello di fioritura sopra le tappezzanti del piano sottostante. Quattro giardinieri si occupano di tenere le aiuole pulite e ben pacciamate.

Ogni pianta ha un ruolo preciso e nulla è lasciato al caso. Con l’avvicinarsi della pioggia la luce cambia e danza con i colori brillanti, aggiungendo Pathos a ogni angolo del giardino… osservarlo è un’esperienza straordinaria.

Le piante non sono etichettate; i nomi perdono di significato in questo luogo assolutamente insolito. Ogni spazio è riempito da piante di altezza diversa, e le annuali acquerellano quadri viventi che trasportano la mente ed i sensi in un mondo impressionista.

Non vi è posto dove sedersi. Il giardino ci spinge ad andare avanti come in un labirinto, senza ansia o stress. Il percorso sui sentieri di ghiaia è obbligato giacché le aiuole sono piantate fitte e ravvicinate; ogni tanto i sentieri si dividono per poi ricongiungersi ma non ci si sente mai perduti perché non esistono vicoli ciechi. Ogni angolo infonde un senso di segretezza ed intimità e fa di questo giardino un luogo di entusiasmo e di serenità.

Fuori, al di là della siepe di Canna alta due metri, dove i visitatori generalmente non vanno, c’è un grande ammasso marrone di scarti della lavorazione del cacao, prodotta da un marchio celebre di cioccolata che a poca distanza ha un impianto. Questo è usato per la pacciamatura.

Al primo gelo, e qui le temperature d’inverno scendono a –12 °C, le piante di Canna vengono tagliate quasi al suolo e pulite dalle foglie morte. Successivamente i rizomi vengono coperti con una ventina di centimetri di concime naturale (qualunque disponibile; quest’anno si trattava di pollina) e sopra lo strato di concime si posizionano teli di plastica spessa e nera. Alla fine dell’inverno si rimuove la plastica e la Canna si risveglia, immersa nel ricco nutriente, crescendo con eccezionale vigore e velocità e riproducendo di nuovo l’impenetrabile siepe.

Questo complesso ma razionale giardino dei Reinhardt è rigenerato ogni anno. Nasce a primavera, raggiunge la piena maturità alla fine dell’estate e poi, semplicemente, muore in autunno. Le piante annuali hanno vissuto il loro ciclo. Come sarà il prossimo anno?

Sarà sicuramente nuovo di zecca. Thomas e Martina Reinhardt usano sementi di prima qualità e scovano i migliori ibridi disponibili sul mercato mondiale. “Alcuni semi li acquistiamo qui in Italia, ma ci serviamo anche di fornitori americani, inglesi e soprattutto tedeschi e austriaci.”
Fanno crescere le piante direttamente dai semi e poi Thomas, come spennellando dalla palette i colori sulla tela di un quadro, realizza nel giardino stupefacenti effetti di luce utilizzando l’effetto effervescente dei colori delle piante annuali.

Nessuno aveva realizzato, prima d’ora, un giardino così poco tradizionale e duraturo come questo, un giardino che muore alla fine della stagione e viene re-inventato ad ogni primavera. Sempre nuovo, appassionante e positivo grazie al geniale utilizzo delle annuali comuni che sono così facilmente riconoscibili, così dimesse e così svincolate dalle mode. Ogni anno il luogo si rinnova e raggiunge la piena maturazione da metà agosto a tutto settembre, in tempo per accogliere le visite.

Senza dubbio il futuro di questo giardino sarà poliedrico, come per un seme che ha appena iniziato a germogliare in una nuova vita.

www.giardinoreinhardt.com/

Foto di Giustino De Lorenzo

»
  • Share this

Giardini da visitare

  • Giardini a Mansonière (Francia)
  • Giardini Boccanegra a Ventimiglia
  • Giardini Bricherasio a Saluzzo
  • Giardini Coronini Cronberg a Gorizia
  • Giardini de l’Alchimiste a Egalyeres
  • Giardini de Villiers a Chassy nel Berry
  • Giardini del castello di Miromesnil in Provenza
  • Giardini del Parco Al-Azhar al Cairo
  • Giardini del Parco di Pollok a Glasgow in Inghilterra
  • Giardini del Parco Floral in alta Bretagne
  • Giardini dell'Abbazia di San Girolamo della Cervara in Liguria
  • Giardini dell'hotel de Russie a Roma
  • Giardini della Cannara sul fiume Etrusco
  • Giardini della Rosaiola nel Vercellese
  • Giardini des Vergers nel riminese
  • Giardini di Ainay-le-Vieil in Francia
  • Giardini di cardinale a villa Balbianello
  • Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano
  • Giardini di Clos du Peyronnet a Mentone
  • Giardini di Great Comp nel Kent (Inghilterra)
  • Giardini di Liguria
  • Giardini di Sardy in Aquilania (Francia)
  • Giardini di Wilhelm Kempf a Capri
  • Giardini Fantini a Tredozio (Forlì)
  • Giardini Ferme du Bois Richeux (Francia)
  • Giardini Fracanzan Piovene nel vicentino
  • Giardini Le Balze a Fiesole
  • Giardini Novare Bertani in Valpolicella
  • Giardini Orsini nel Viterbese
  • Giardini Peyron a Fiesole
  • Giardini Reinhardt sul Trasimeno
  • Giardini Rufolo a Ravello
  • Giardini scolastici a Pallanza sul Lago Maggiore
  • Giardini Spada a Bologna
  • Giardini Spalletti nel reggiano
  • Giardini Terrace a Milwaukee nel Wisconsin
  • Giardini Vignamaggio a Greve in Chianti
  • Giardini zen “Les Clermonts” in Provenza
  • Giardini-Ateliers di Drulon nel sud del Berry
  • Giardini-monastero del Priorato di Notre-Dame d’Orsan
  • Giardini-museo a Teodone in Val Pusteria

Newsletter di Giardini

Ricevi via email le ultime novità da Giardini.biz

Email

Conferma email

Cancellazione

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
compra la rivista in formato digitale

oppure acquista una copia singola

Contatta Giardini

contattaci Contattaci.

Per richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui.

Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui.

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

AcquistaGiardini di maggio'12 in edicola e on line!

 

Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.