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Giardini Novare Bertani in Valpolicella

di Eraldo Antonini
  • Giardini
  • Giardini da visitare
  • Il giardino anteriore è tenuto a prato, al centro presenta una fontana zampillante contornata da rose
  • Il corpo centrale della villa coronato da statue allegoriche
  • Il grande lago di forma irregolare presente nel giardino paesaggistico posto dietro il prospetto posteriore della villa, verso le colline
  • Lo chalet, costruito in stile alpino, era un luogo di sosta per i visitatori del giardino
  • L’isola posta nel lago, con il grazioso ponticello di collegamento
  • La vasca circolare posta nel tratto iniziale del giardino paesaggistico è, forse, una reminiscenza del preesistente giardino settecentesco
  • Particolare della statua posta in prossimità della vasca circolare. Sullo sfondo il vigneto racchiuso entro il muro di cinta che racchiude anche il giardino paesaggistico
  • Il viale rettilineo separa la zona a giardino paesaggistico da quella destinata a vigneto entrabe racchiuse da un muro di recinzione
  • Il giardino è costituito da boschetti e radure a prato; la componente arborea comprende molte specie sempreverdi di provenienza esotica
  • Oltre il limitare del muro di cinta del giardino e del vigneto si estendono altri vigneti facenti parte della vasta tenuta agricola


 


Il Giardino-campagna di Villa Novare Bertani si trova in Valpolicella al centro di una conca verde circondata da pendici boscose e splendidi vigneti

 

La villa fu fatta edificare dal conte Giacomo Fattori nella prima metà del Settecento come residenza di campagna, posta all’interno dei vasti possedimenti agrari di cui il conte era venuto in possesso in Valpolicella. Del progetto fu incaricato l’architetto Adriano Cristofoli uno dei maggiori esponenti dell’architettura veronese di quel periodo. La costruzione fu terminata dopo il 1759 dai conti Mosconi, nuovi proprietari. La villa presenta corpo centrale e due ali laterali disposte a corte, che racchiudono il giardino anteriore. L’accesso è chiuso da una scenogarfica cancellata arricchita da obelischi. La villa, unitamente alla tenuta di 220 ettari viene acquistata dalla casa vinicola Bertani intorno alla metà del Novecento. La casa vinicola fu fondata nel 1857dai fratelli Bertani, Giovan Battista e Gaetano. Quest’ultimo si era formato in Francia, paese in cui la viticoltura aveva già raggiunto livelli di eccellenza e, una volta rientrato in Italia, applicò alla realtà locale le nuove tecniche apprese. I Bertani, nel 1870, sono indicati, dall’Accademia d’Agricoltura, Arti e Commercio di Verona quali proprietari di un’azienda agricola modello. La qualità dei vini prodotti dai Bertani s’impose non solo in Italia ma anche all’estero tanto che sul finire dell’Ottocento esportavano negli Stati Uniti e nel 1937 il vino Soave da essi prodotto fu inserito nel menu per il pranzo dell’incoronazione di Giorgio VI d’Inghilterra.

 

La villa e il relativo giardino quindi si inseriscono, storicamente, in un contesto paesaggistico caratterizzato dai vigneti. E’ quindi un classico esempio di residenza di villeggiatura che al tempo stesso serviva, ai proprietari, come punto di appoggio per il controllo delle attività agricole, in special modo dei raccolti. Attualmente la villa ha funzioni di rappresentanza della casa vinicola proprietaria. In tal modo, ha mantenuto il forte legame con la campagna circostante, legame che la caratterizza fin dalla sua costruzione. La corona di vigneti, tra l’altro, costituisce uno spettacolare fondale al giardino paesaggistico che si estende dietro la villa, in direzione delle colline, soprattutto in autunno quando le foglie assumono le tonalità autunnali cangianti dal giallo al rosso. Il luogo fu frequentato anche da Ippolito Pindemonte il quale, in una delle sue “Epistole in versi” scritta, nel 1800, a Elisabetta Mosconi così si esprimeva riguardo alla residenza: “Nell’ameno tuo Novare io vivea teco, Elisa gentil, giorni felici”. Luogo ameno di villeggiatura quindi, grazie anche alla presenza del giardino di cui Pindemonte accenna ( “io vidi l’ombre del tuo giardin che mi parean più belle”) cui si aggiunge la viticoltura e la produzione di vini, annotata, con non celata ammirazione sempre dallo stesso Pindemonte: “ma lo sguardo io con più duolo ancor volsi a que’ vasti nobili tini, che nel sen di quercia stavan già per accor quelle vendemmie”.

 

Il giardino paesaggistico, realizzato dai Mosconi, è ricco di vegetazione esotica e presenta al suo interno un lago di forma irregolare, provvisto di romantica isoletta, raggiungibile con un ponticello in legno, e alimentato dalle sorgenti presenti nella proprietà. A margine del lago uno chalet, recentemente restaurato, offriva la sosta ai visitatori mentre all’interno del giardino sono ancora presenti statue e sedute oltre a una piccola fontana zampillante. L’ampia area cintata da un muro, posta alle spalle della villa, non solo racchiude il giardino ma anche un vasto vigneto tanto da dare al complesso paesaggistico le valenze di un giardino-campagna.

Il giardino anteriore, presenta un disegno regolare con ampia aiuola circolare centrale utilizzata oltre che per ornamento anche per regolare il senso di percorrenza delle carrozze in ingresso e in uscita dalla villa e una piccola vasca circolare.

 

La villa e il giardino sono visitabili su appuntamento. Cantine Bertani-Villa Novare, località Novare, Arbizzano di Negrar (Verona), tel. 045 602 07 44, www.bertani.net

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

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Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

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Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.