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Giardini Le Balze a Fiesole

di Patrizia Spinelli Napoletano
  • Giardini
  • Giardini da visitare
  • La grande Camellia japonica che fa da centro al Giardino dei Limoni sotto la corsa della lunga pergola di glicine
  • La scenografia allegra e formale della “stanza” quadrata tappezzata di Plumbago che ospita il Giardino dei Limoni centrata dalla fontana da cui emerge una Camellia japonica
  • La balza del giardino basso sottostante la terrazza-giardino d’ingresso, trapunta di plumbago e gelsomini e arredata da sculture vegetali d’alloro e una piccola fonte in marmo
  • Volute, anfore e sfere in pietra ornano la balaustra di una delle balze affacciate sulla campagna
  • Due grandi Camellia japonica in nicchia incorniciano la tessitura di Ficus repens lungo la sequenza degli archi che collegano la “garden-room” della bougainvillea con l’ultimo paesaggio bordato da lavande, rose, iris ne ornato dalla statua di un eremita, con cui Pinsent idealmente raccorda i giardini alla campagna d’olivi sottostante
  • La fantastica grotta in bugnato che orna la “stanza-giardino” rettangolare, d’ingresso a Villa Le Balze, attraversata nel centro dal filare di lecci scolpiti
  • Fra le azaleee in vaso la fastosa la scalinata barocca a doppia rampa in rocaille, grottesche e mosaici al cui centro fra le nicchie si apre il movimento di una grotta

Di balza in balza

Lungo il lato sud della collina di Fiesole i giardini di Villa Le Balze, affacciati “sulla stupefacente veduta circostante, frutto dell’abilità con cui Cecil Pinsent seppe sfruttare il luogo, sono fra i più interessanti giardini orientati ad un originale revival del giardino formale” così l’architetto Maria Chiara Pozzana li descrive nella sua guida “I giardini di Firenze e della Toscana”

Progettati tra 1911 e 1913 da Cecil Pinsent, raffinato paesaggista inglese di primo Novecento e dall’architetto Geoffrey Scott per il filosofo americano Charles Augustus Strong, i giardini, semplici e gioiosi, sono ritmati in una serie di terrazze decrescenti, orizzontali, appunto le balze da cui prende il nome la villa, poste in uno strettissimo spazio allungato intorno alla villa. Per sfruttare al meglio la difficile conformazione del luogo, Pinsent creò, lungo l’asse delle terrazze, una successione di "stanze verdi” o “garden rooms”, fantastico e curioso divertimento di scatole cinesi che in sequenza scoprono, uno dopo l’altro, un giardino segreto, uno formale, uno selvatico, l’allungo fiorito della stretta panoramicissima balconata e altri di diverso aspetto, tutti, fra cipressi e olivi, giocati d’aperture, finestre, parapetti sporti su Fiesole.

L'accesso al giardino, racchiuso da mura, di fronte a Villa Medici, si apre in una curva stretta di via Vecchia Fiesolana. Carissima e solare Simona Mocali, responsabile dell’Istituto, mi accoglie nella strepitosa “anticamera” rettangolare con una grotta in bugnato, attraversata dai filari di un boschetto di lecci scolpiti mentre sulla parete di destra si aprono una serie di arcate, con orci, pelargoni rampicanti e stagionali in vaso, incorniciano le cime dei cipressi della balza-giardino sottostante. Da qui, attraverso due aperture frontali alla grotta, si entra nell’ordine quadrato, fruttato di zagare dell’incantevole "Giardino dei Limoni" su cui affaccia un lato della villa.  

L’allegra geometria di quattro aiuole bordate di bosso, intagliato in siepi e sfere, al cui centro campeggia una fonte circolare inalberata da una camelia, è scandita da alberetti di limoni in conca, collezioni di Camelia japonica, stagionali e dalla folta tessitura celeste di Plumbago che ricopre interamente le mura circostanti. Altri due varchi portano a destra, prima alla lunga e stretta balconata-belvedere, poi ad un’altra “stanza” a prato, trapunta di Bougainvillea, gelsomini e Plumbago con nicchie e alberetti di Camellia japonica fino ad un nuovo paesaggio, tipico di Pinsent, dove una folta, discendente bordura di iris, lavanda e rose separa e cuce idealmente i giardini agli oliveti dell'aperta campagna sottostante.


Un pergolato di Rosa banksiae e camelie, da un balzo superiore, permette di godere della vista del giardino dall'alto. Questa pergola si raggiunge attraverso il fascino barocco di una scala in pietra a doppia rampa posta di fronte agli ingressi posteriori della villa, che corre parallela ai giardini. Tra le due rampe e fioriture di azalee in vaso, s’innesta una grotta con fontana a spugne sovrastata da una Venere in nicchia, ai cui lati si aprono due pareti decorate a mosaico in ciottoli, con quattro medaglioni ad altorilievo, raffiguranti busti, uno dei quali è l'autoritratto di Pinsent.

Nel 1979 la figlia di Strong, la marchesa Margaret Rockefeller de Cuevas de Lorain, per rispettare le ultime volontà del padre di farla rimanere un centro di cultura, regalò la villa alla Georgetown University che da allora vi ospita i suoi studenti durante la loro permanenza di studi in Italia.

 

Info

Villa Le Balze, Via Vecchia Fiesolana, 26, Fiesole, tel: 055 592 08  www.villalebalze.org

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.