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Giardini Ferme du Bois Richeux (Francia)

di Ermes Lasagni and Eliana Contri
  • Giardini
  • Giardini da visitare
  • Una panoramica del jardin-potager, cioè dell’orto-giardino con le aiuole nelle forme quadrate o tonde, tipiche del Medioevo.
  • Le aiuole degli ortaggi sono racchiuse da giunchi intrecciati o da semplici blocchi di pietra.
  • Primo piano sull’intreccio di giunchi che trattiene la terra dell’aiuola sopraelevata e ne consente l’arieggiamento.
  • Davanti alla casa padronale, le aiuole di bosso potate a cupola, portano al centro delle eleganti spirali di tasso.
  • Il giardino delle aromatiche con le aiuole di bosso arrotondato che si alternano ai riquadri chiusi da pietre.
  • In piena estate le lavande, le santoline, i rosmarini, le salvie, riempiono l’aria di profumi.
  • La severa facciata della casa, con il vecchio tetto e gli abbaini, e il suo elegante parterre di aiuole.
  • Ai piedi dell’antica colombaia completamente ricoperta di verde, le belle aiuole racchiuse dalle siepi di bosso.
  • Nell’erbario, ad ogni erba che viene utilizzata da sola, viene dedicata in particolare un’aiuola.
  • Accanto alle spighe profumatissime della Salvia sclarea, fioriscono semplici Cosmos e bocche di leone.
  • L’odoroso issopo, immancabile erba dell’orto dei semplici, attira sempre le farfalle.
  • Tra le erbe aromatiche, i fiori luminosi di Inula helenium dai petali filiformi.

Un giardino chiuso tra le mura

Nella valle attraversata dal fiume Eure, in Borgogna, a circa 70 Km da Parigi, si trova la Ferme du Bois Richeux, una delle più antiche ed affascinanti fattorie di Francia, corredata da un piccolo ma bellissimo orto

 

Certo non si tratta di un luogo trionfante e sfarzoso, niente a che fare ad esempio con il vicino castello di Maintenon che sfoggia una ricchezza sfacciata, ma quanto di più vicino possiamo immaginare ad un Hortus conclusus, uno di quei giardini segreti, densi di simbologie mistiche, che sorsero nel Medioevo.

La storia di questo luogo, la cui fondazione pare risalire addirittura all’epoca celtica, è confermata da documenti storici che ne fissano le tappe principali, si sa ad esempio che nel 1178, diventata di proprietà del Capitolo di Chartres, accolse i primi contadini che affrancati dalla servitù, diventarono liberi. Più avanti fu trasformata in fattoria fortificata finché, alcuni secoli dopo (era il 1674), fu acquistata da Madame de Maintenon, la favorita di Luigi XIV, il Re Sole. Poi seguirono anni ed anni di abbandono e soltanto una decina d’anni fa, fu acquistata da due parigini, Alix ed Hubert Mourot, che hanno voluto riportarla a nuova vita, e dedicare in particolare le loro attenzioni e le loro cure al giardino medioevale.

 

Un gioiello tra i campi

 Per raggiungere Bois Richeux si deve lasciare la strada che collega alla vicina Chartres e inoltrarsi per una viuzza che procede tortuosa, tra vasti campi che a giugno sono vestiti da un mare di senape bionda e sembrano perdersi all’infinito, finché ci si trova davanti a mura alte ed un gran portone. Dentro, protetta dagli sguardi e dai venti, ecco la fattoria con la casa padronale, la cappella, il meraviglioso granaio che risale al 12° secolo, la colombaia ed ecco il suo splendido giardino.

Composto da aiuole dalla forma rotonda o quadrata com’era in uso nel medioevo, che voleva rappresentare con il quadrato la terra e con il cerchio la volta del cielo, il giardino è suddiviso in tre settori: quello delle piante officinali o giardino dei semplici, quello delle erbe aromatiche ed infine il jardin-potager nel quale si coltivano le verdure per la tavola.

Le aiuole quadrate o rotonde del giardino dei semplici e delle erbe aromatiche sono racchiuse da bellissime siepi di bosso potate in forme arrotondate e sono dedicate ad essenze come la menta balsamica, la salvia officinale, la salvia purpurea, il giunco, il timo, la borragine, l’issopo, la pulmonaria, l’angelica… Erbe che erano sempre presenti in un giardino medioevale per le loro virtù  considerate terapeutiche. E tra le varie erbe non mancano i fiori, gli stessi che ornavano l’Hortus conclusus, gigli, malve, peonie, iris… perché, come spiega Alix Mourot, le piante sono state scelte con cura e dopo ricerche compiute in archivi su documenti del 12° e del 13° secolo.  

 

A dimostrare che un orto può essere bello quanto e più di un giardino, ci sono le sedici aiuole quadrate dedicate agli ortaggi: sono elevate rispetto al suolo e racchiuse da siepi di giunco intrecciato che oltre a trattenere la terra, consentono di arieggiarla.

Bellissimo poi è il pergolato formato da rami di castagno intrecciati a caldo: il suo disegno, ricavato da una miniatura del 14° secolo, si compone di linee irregolari che sottolineano la raffinata semplicità della struttura eseguita a mano.

Si passa da un’aiuola all’altra e c’è sempre qualcosa che cattura l’attenzione, un profumo da decifrare o un colore, un’erba, una forma da scoprire.

 

Notizie utili

La Ferme du Bois Richeux si trova nella Vallée de l’Eure a 3 Km a Sud-ovest da Maintenon, tra Chartres e Dreux. Il giardino è aperto al pubblico dal 1° Maggio al 1° Ottobre in giorni che variano di mese in mese, per questo conviene chiedere informazioni telefonando al n. 0033. (0)6. 11 88 20 20, contact@boisricheux.com, www.boisricheux.com

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.