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Giardini di cardinale a villa Balbianello

di Patrizia Spinelli Napoletano
  • Giardini
  • Giardini da visitare
  • L’ampia radura del grande belvedere affacciata sul lago di Como sottostante la murata posteriore, trapunta di Ficus repens, della straordinaria loggia
  • Villa Balbianello
  • Il raffinato interno della loggia a colonnato che fa corpo unico con le due stanze della biblioteca e del cartografo
  • Particolare della spirale di Ficus repens, un unico ceppo è servito a formare l’intero disegno del rampicante, potato intorno a una delle colonne della loggia
  • La parte frontale della loggia, con le volte a botte, ricamata di Ficus repens, sovrastata dallo stemma del cardinale Durini e recinta dal ricamo della balaustra settentesca
  • Putti e stemmi di marmo formano il disegno traforato di una delle incantevoli balaustre che cintano le sponde del giardino affacciato sul lago
  • Sotto la loggia, roccia, macchia mediterranea e viali di cipressi compongono il fascino selvaggio e romantico della discesa al lago di una delle fiancate del giardino
  • Una delle tante statue che popolano il giardino si staglia come sospesa sull’orizzonte
  • All’ingresso, da terra, del Balbianello accolgono filari di cipressi alternati a ortensie e limoni in conca con lo stemma del cardinale Durini
  • Uno degli angoli romantici e segreti tra la roccia e il lago recinti di marmo e anfore accese di pelargoni, fascinose ed emozionanti scoperte di questo luogo unico

Sul lago di Como, mosso e blu come un mare diverso, le rive alte e rocciose allungano sull’acqua il fascino radioso e romantico del giardino del Balbianello, settecentesco gioiello botanico del cardinale Durini

Dall’acqua, con l’ausilio di un motoscafo, viene incontro come un’isola incredibile, zattera di pietra su cui poggiano le terrazze a giardino della villa spinte nel centro del panorama lacustre, da terra l’emozione del luogo prende lentamente, scoperta dopo scoperta, nell’armonioso discendere fra statue e angoli botanici.

Il complesso del “Balbiano” dei Giovio, alla fine del ‘700 fu acquistato insieme al promontorio del “Dosso di Laveno” dal cardinale milanese Angelo Maria Durini. Affascinato dal panorama mozzafiato che circondava la piccola penisola a picco sull’acqua, affacciata sia sulla Tramezzina sia sul bacino di Comacina, Durini modificò la tenuta, edificò la villa dove sorgeva un antico convento francescano con la chiesetta di San Giovanni e creò il giardino, capolavoro del luogo, aggrappato alla roccia e disegnato in funzione del lago e del movimento delle coste.

La dimora del Balbianello, oggi del FAI per donazione dell’ultimo proprietario, il conte-esploratore Giacomo Monzino, costituita da vari corpi, ha il suo punto focale nell’elegantissima loggia-belvedere. Posta nel punto più alto del promontorio, é suddivisa in due stanze chiuse la biblioteca e l’antica sala musica, con al centro l’apertura del loggiato a tre arcate e colonne arrampicate dalla spirale potata, di un imponente Ficus repens. Come un fantastico nido d’aquila attraversato di luce, oltre il ricamo delle settecentesche balaustre in pietra, domina l’intero giardino ed entrambe le vedute lariane.
 
Il precipitare irregolare a terrazze scoscese, la forma stretta e molto spinta dentro il lago della piccola penisola, inadatte a un giardino all’italiana o all’inglese, hanno favorito un incantevole paesaggio, assolutamente originale, unico, tutto da scoprire. Sulla pietra che trapela il tappeto erboso copre la quasi totalità del territorio intersecato solo dai viali d’imbrecciata e bordure di alloro e bosso intagliate che recingono le continue sorprese dei diversi angoli.

Lungo le sponde e i vari belvedere che declinano all’acqua, intorno alla simmetria di balaustre traforate, urne e anfore di pelargoni e statue che paiono sospese sull’orizzonte, platani, magnolie e lecci disegnano finestre ed archi di vedute, cipressi e tassi invece contro l’azzurro intenso di lago e cielo formano scenografie, colonnati vegetali, quinte dense intorno a ortensie e limoni in conca, viburni, rododendri, azalee, geometrie accese di ciclamini. Palmizi e fragrante macchia mediterranea colmano il precipitare delle fiancate rocciose del dosso mentre una collezione di agavi, dracene e yucche esposte al sole precedono il campanile della chiesetta di San Giovanni e si affacciano sulla penombra dolce dell’imbarcadero.

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.