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Giardini di Ainay-le-Vieil in Francia

di Patrizia Spinelli Napoletano
  • Giardini
  • Giardini da visitare
  • Il romantico paesaggio intorno ad uno dei padiglioni secenteschi arrampicato dalla rosa ‘Fèe de Neige’ (= ‘Iceberg’) affacciato sul canale delle ninfee
  • La parte centrale del grande bacino trapunto dalle ninfee e dalle rive bordate di salici piangenti, fonte d’irrigazione per l’intera tenuta, che affianca il castello e i padiglioni secenteschi
  • Di fronte ai padiglioni secenteschi fra lunghi getti di Perovskia blu, arbusti da fiore e da foglia e stagionali in bordura, una radura inizia la collezione delle rose, proseguita nel Roseto formale, delle più diverse specie – circa 180 esemplari - a cominciare dall’indigena la rose gallica a fiore semplice rosa intenso, per incroci spontanei le rose de Provins (Rosa gallica var. officinalis), le centifolia, le damascene, quelle al profumo del thé (Rosa thea), le R. indica con una seconda fioritura in estate, molto resistenti, antenate delle attuali rose da collezione; poi ottocentesche rose rampicanti orientali come R. multiflora, rose del Bengala, R. bancksiae e R. rugosa.
  • La sequenza di archi in successione che costituisce decoro e punto focale del viale centrale del Roseto trapunti di rose rampicanti.
  • L’intimità del piccolo gazebo posto all’inizio del percorso del Roseto.
  • Rose rustiche, rampicanti, arbusti da fiore e da foglia, bergenie e stagionali ornano uno degli archi che collegano le diverse “stanze” a cielo aperto delle Certose di Montreuil.
  • Attraverso gli archi di rose bordati al piede da lavande e rosmarini si percepisce il disegno delle grandi aiuole rettangolari con rose ad arbusto e a gambo da taglio che completano il paesaggio del Roseto formale
  • Nel parco, all’ombra delle catalpe, di fronte al canale un’antica carriola da fieno color verderame trasformata in comoda seduta per rilassarsi
  •  Una visione d’insieme del Giardino dei Semplici con i carré delle diverse erbe che descrive la semplicità familiare del luogo e dei materiali usati per progettarlo come il legno di castagno per panche, steccati, graticci che le intemperie e il calore rendono solo più bello e affettuoso.
  • L’altro lato dell’arcata di tigli porta all’interno del Giardino dei Semplici attraverso steccati e un albereto di pere a forma ortodossa.
  • Il Frutteto Scolpito è il primo dei giardini tematici che compongono la Certosa di Montreuil - 5 stanze a cielo aperto, collegate fra loro da archi, le cui mura di circa tre metri scaldate dal riverbero del calore solare favoriscono un microclima perfetto per alberi da frutto, ortaggi, legumi, aromatiche e fioriture -  gli archi-tutori di pere rampicanti sono la parte centrale della stanza dedicata agli alberi da frutto rampicanti su le più disparate forme tutrici. Bosso scolpito e rosmarino ornano la base degli archi mentre sul fondale di mele a tutore lavande bordano la fontana degli Hamamelis
  • Sempre nel Giardini dei Semplici ritorna, motivo dominante nei verzieri francesi, un melo i cui rami sono stati fatti crescere su un tutore con la deliziosa forma a palmetta trasformando, senza danno, così un comune albero da frutto in un elemento ornamentale del giardino secondo una tecnica sei-settecentesca elaborata in Francia e applicate anche per Luigi XIV nel Potager du Roi, il suo orto di Versailles divenuto l’archetipo di tutti gli orti.
  • Nella “stanza” assolata del Giardino dei Semplici contro le pareti foderate di gelsomini e di Rosa bancksie scorrono due arcate parallele di tigli in forma di cupola a circondare il paesaggio del giardino.
  • Un capanno intagliato nel cipresso e quattro parterre disegnati all’interno con camedrio scolpito vegliato da affreschi di San Francesco d’Assisi formano uno dei due Giardini della Meditazione amatissimi dagli uccelli.
  • Il fascino di stagno, antiche pietre, laterizi e bambù di varie specie che compongono il paesaggio intorno al secondo padiglione secentesco a guardia dei giardini tematici di Ainay-le-Vieil.
  • Il secondo Giardino della Meditazione centrato dalla fonte quadra con graminacee circondata dalla mezzombra delle quinconce di gelsi.
  • Salici, folto di bambù e stagionali lungo l’argine di uno dei rami del canale che costeggia e specchia i padiglioni.

Ainay-le-Vieil é un appassionante paesaggio da scoprire adagio, da studiare come un libro illustrato e da ricordare per le molte idee che le molteplici, suggestive architetture botaniche suggeriscono

 

Tenuta e castello rinascimentale appartengono dalla metà del ‘400 ad oggi ai discendenti della famiglia de Bigny che l’acquistò alla caduta in disgrazia di Jacques Coeur, grande tesoriere di Carlo VII. All’interno lo smisurato canale delle ninfee bordato di salici affianca il parco formale con secolari catalpe, cedri del Libano e cipressi e lambisce due padiglioni secenteschi in pietra e laterizi incorniciati di bambù e stagni gemelli. Da qui inizia la scoperta delle diversità segrete prima del Roseto e poi delle Certose di Montreuils.

 

Attraversati gli affascinanti intrecci, aiuole ed archi del Roseto, un romantico ponte di pietra traghetta alla deliziosa penisola rettangolare del Giardino dei Fiori, coperta di erbacee stagionali d’altezze differenti, coloratissimo tappeto attraverso cui s’imbocca la meraviglia golosa delle Certose.

 

L’ideazione di questo insolito paesaggio, probabilmente secentesco e rarissimo in Francia, si deve a Jean Baptiste de La Quintinie, sovrintendente dell’orto di Versailles – Potager du Roi – voluto dal Re Sole, nonché direttore dei giardini, frutteti e orti di tutte le case reali. La prima stanza è il Frutteto Scolpito con archi di pere rampicanti, colonnati di rose, lo stagno delle Hamamelis e una serie curiosa, allegrissima di tutori/spalliere per mele rampicanti.

 

Contemplativi i Giardini della Meditazione, uno con quattro parterre di bosso e camedrio inquadranti affreschi di San Francesco d’Assisi e l’altro con quinconce di gelsi intorno ad una fonte. In pieno sole è il Giardino dei Semplici contornato da un’arcata di tigli potati a cupola e centrato, fra sedute di castagno per riposare, osservare e odorare, da quattro carré con piante medicinali, da condimento, tintore e mellifere. Conclude la Certosa il Giardino dei Ricami, la broderie, disegnato con ricami di bosso intagliato davanti a quinte di treillage verderame intorno alla culla di un ninfeo e sfingi di pietra.

 

I Giardini d’Ainay-le-Vieil

Route Jacques Coeur – Ainay-le-Vieil (Cher)

Tel. 0033 48 63 50 67 – 48 63 50 03

Chiuso tutti martedi di gennaio, febbraio e marzo

A richiesta visita guidata di giardini e castello

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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