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Giardini Coronini Cronberg a Gorizia

di Eraldo Antonini
  • Giardini da visitare
  • Il palazzo Coronini Cronberg (a destra) e la doppia loggia che lo collega alla cappella privata costruita intorno alla metà del Seicento dagli Strassoldo
  • Aiuola sottostante la loggia
  • L’ampio prato, posto a lato del palazzo, ai bordi del quale si affaccia l’Ecate triformis
  • La statua di Giovan Battista Coronini collocata al centro del piazzale antistante il palazzo e punto terminale del viale d’accesso principale. La statua fu commissionata da Rodolfo Coronini conte di Cronberg allo scultore Marco Chiereghin, e fu collocata, nel 1774, nel giardino di Quisca
  • L’Ecate triformis portata a Gorizia nel secondo dopoguerra dal conte Guglielmo. Ecate è divinità psicopompa (cioè in grado di traghettare i morti nell’aldilà) greca e romana, ma di probabile origine indoeuropea, che spesso veniva rappresentata, come in questo caso, con tre corpi (da cui “triformis”)
  • La ricca ed esotica vegetazione che ancora caratterizza il giardino, tra cui yucche, evonimi, palme e lecci
  • La scala, posta vicino l’ingresso principale del giardino, conduce al pergolato cui segue la terrazza belvedere. Le palme che compaiono sulla destra sono state piantate, indicativamente, negli anni ’30 del Novecento
  • La balaustra che, dal grande prato, permette di affacciarsi sulla valletta del torrente Corno (ora coperto), in direzione del centro di Gorizia sovrastato dal castello. In primo piano, al centro, si osserva il fusto della quercia da sughero
  • La terrazza belvedere, un tempo non soffocata dalla vegetazione, era un punto panoramico da cui osservare il paesaggio circostante
  • La terrazza belvedere, un tempo non soffocata dalla vegetazione, era un punto panoramico da cui osservare il paesaggio circostante
  • Il viale centrale è contornato da una ricca vegetazione in parte tenuta in forma obbligata
  • Una delle statue scolpite dal vicentino Orazio Marinali e portate in giardino dal conte Alfredo intorno al 1885
  • Il tempietto era il punto panoramico di osservazione a cui si accede mediante percorsi interni ad andamento irregolare
  • Il tempietto fu lievemente danneggiato durante la prima guerra mondiale e, in seguito, venne restaurato dai conti Coronini. Nei giardini di Gorizia sono presenti tempietti neoclassici, come accade, ad esempio nel giardino di palazzo Attems Santacroce, ora sede comunale
  • Tra il folto della vegetazione si scorge a fatica il tempietto monoptero costruito nel 1914 su una montagnola artificiale
  • Una seduta in pietra locale che s’incontra lungo il sentiero che conduce al tempietto
  • Il castello di Gorizia visto dal giardino Coronini Cronberg
  • CIl grande prato posto nel tratto terminale del giardino, sotto il “giardino delle rocce”, in direzione del centro di Gorizia. In quest’area, probabilmente, il conte Alfredo avrebbe voluto realizzare un laghetto artificiale

Il Giardino Coronini Cronberg è il più rappresentativo giardino storico che Gorizia vanta in quanto non pesantemente alterato dagli eventi bellici e dalle edificazioni successive. Il suo aspetto attuale è dovuto alla trasformazione ed ampliamento del preesistente giardino formale appartenuto agli Strassoldo. Nel 1820 la proprietà venne acquistata all’asta dal conte Michele Coronini e pochi anni dopo, il 20 ottobre 1836 villa e giardino ospitarono l’esule Carlo X di Borbone, re di Francia, che morì di lì a poco. Nel 1852 altri ospiti illustri abitarono il palazzo Coronini: l’arciduchessa Sofia, madre dell’imperatore Francesco Giuseppe, con il figlio, l’arciduca Lodovico Vittore.   La trasformazione del giardino fu realizzata e voluta dal nipote di Michele, il conte Alfredo Coronini Cronberg che intorno ai primi anni ’80 dell’Ottocento diede avvio ai lavori di ampliamento. Venne realizzato un nuovo ingresso principale, quello che tutt’oggi si osserva, che collega il palazzo a via Ponte Nuovo (ora XX Settembre) attraversando il giardino. Questo ingresso, sorprendentemente, non aveva un cancello di accesso per cui vi si poteva liberamente entrare, il che fa supporre una apertura al pubblico di almeno una parte del giardino. Al termine del viale, nei pressi del palazzo, il conte Alfredo fece collocare il monumento dell’avo Giovan Battista Coronini Cronberg che a 21 anni, si distinse, nel 1594, al comando di 100 corazze austriache, nell’assedio e conquista della piazzaforte di Petrin, in Croazia, in mano ai Turchi. La statua era collocata, sin dal 1774, nel castello di Quisca, già proprietà dei Coronini, fino a quando non fu acquistata, nel 1883, dal conte Alfredo.   Il nuovo aspetto paesaggistico del giardino fu ottenuto anche grazie a sapienti movimentazioni di terreno, furono realizzati nuovi percorsi interni, un pergolato, una scalinata d’accesso al pergolato e, alla conclusione di queste, una terrazza belvedere. Fu anche realizzato un muro di sostegno corredato da nicchie in cui, intorno al 1885, il conte Alfredo fece collocare alcune statue del celebre scultore vicentino Orazio Marinali. Sulla parte retrostante la villa, nella scarpata che guarda verso Gorizia, fu realizzato il ”giardino delle rocce”, costituito da grossi macigni tra i quali furono piantate specie esotiche tipiche del clima mediterraneo quali agavi, yucche e mirti che purtroppo sono oggi scomparse. La vegetazione prevalente del resto del giardino era costituita da molte specie sempreverdi di tipo mediterraneo, che ancor oggi si possono osservare, quali lecci (Quercus ilex), palme (Chamaerops humilis e Trachicarpus fortunei), pini (Pinus pinea, Pinus halepensis), allori, ed anche qualche quercia da sughero (Quercus suber) di cui un esemplare è ancora esistente. Il conte completò l’interevento con la realizzazione, avvenuta nel 1914, di un tempietto neoclassico progettato dall’architetto Girolamo Luzzato e posto su una montagnola artificiale che domina, per altezza, l’intero giardino, realizzata con 23.00 metri cubi di terra provenienti dalla vicina Cronberg.   La proprietà subì gravi danni durante la prima guerra mondiale in quanto Gorizia, e la zona circostante, era teatro di furiosi combattimenti tra italiani e austriaci. Nel 1944 il palazzo fu sede di un comando tedesco che impose di realizzare un cancello per meglio proteggere l’accesso alla proprietà e una piscina per il diletto degli ufficiali. Il conte Guglielmo, nipote di Alfredo, al fine di esaudire le richieste, fece collocare un portale prelevato da villa Attems Petzestein nella vicina Piedimonte, distrutta durante la grande guerra, e disegnò personalmente la piscina. Nel secondo dopoguerra il conte collocò in giardino l’Ecate triformis del II secolo d.C., proveniente, molto probabilmente, dal castello di Cronberg confiscato dalla Yugoslavia insieme ai terreni agricoli della famiglia Coronini Cronberg. Il conte Guglielmo, deceduto nel 1990, dispose l’istituzione di una Fondazione (Fondazione Palazzo Coronini Cronberg) che attualmente gestisce la proprietà.   Il giardino è aperto al pubblico e visitabile gratuitamente mentre il palazzo, che ospita le collezioni d’arte dei Coronini, è visitabile a pagamento. E’ possibile effettuare visite guidate del giardino.   Info: Fondazione Palazzo Coronini Cronberg Viale XX Settembre, 14 Gorizia www.coronini.it, info@coronini.it

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