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Giardini-Ateliers di Drulon nel sud del Berry

di Patrizia Spinelli Napoletano
  • Giardini
  • Giardini da visitare
  • Hydrangea paniculata ‘Pink Diamond’, H. villosa ‘Blue Deckel’, azalee, felci e aceri giapponesi orlano il perimetro degli edifici tipici del Berry e riquadrano la corte del Giardino Segreto, mentre le mura sono tappezzate da Actinidia kolomikta, clématidi, Hydrangea petiolaris (rampicante) e rose ‘Kifsgate’ dallo sviluppo esuberante.
  • La scenografica peschiera centrale al Giardino Segreto posto all’interno della corte rimanda subito agli artisti presenti nel giardino con il gruppo di sculture affioranti.
  • Macchioni di cornus e rose ornano le spalle dell’antica scuderia in cui è inserito l’ingresso al giardino davanti al riquadro di prato scandito con simmetrie di Cydonia.
  • Un macchione di rose e un gruppo in bronzo dello scultore Karel Zijlstra sottolineano l’ingresso del Giardino dei Fiori, a sinistra della corte. Diviso in quindici scene vegetali, organizzate intorno alla rotondità della fontana, formate da infinite varietà botaniche e rose (antiche, botaniche, inglesi, ibridi moderni e rampicanti), ogni scenografia è pensata sul tema dei colori, da quelli freddi (bianco, verde, blu, violetto) fino alle tonalità più calde (rosa, rosso, arancio e giallo. Archi e ranghi di nashi, il pero giapponese (Pyrus pyrifolia), accentuano le prospettive e guidano lo sguardo nell’affascinante paesaggio del giardino.
  • Agapanthus, lavande, santoline, rosmarini, salvie e cineraria ritmano le tonalità argento e bluviola insieme ai rosa pallidi di rose rampicanti in una delle scene botaniche del Giardino dei Fiori.
  • La vasca rotonda della fontana centrale al Giardino dei Fiori circondata da bordure contro la prospettiva del secentesco castello di Drulon.
  • L’alternarsi di nashi (Pyrus pyrifolia), bordure giallo pallido e rose ad arbusto rosa carico formano una delle quindici scenografie, in tonalità più calde, del Giardino dei Fiori.
  • Seguendo il movimento circolare del Giardino dei Fiori, oltre una scultura metaforica in bronzo e rame di Zijlstra, si arriva ad un antico padiglione intorno al quale fra archi di nashi e felci si articola la bellissima collezione delle ortensie cercate fra le più rare e per le tonalità insolite.
  • Rose rampicanti corallo acceso incorniciano, sul fondo, la lunga pergola che dal Giardino dei Fiori accompagna al percorso tematico del Giardino delle Stanze.
  • Opere in legno e bronzo nel Giardino di Bacco, questo giardino circolare è formato da ghiotti filari di alberi da frutto (meli, peri, pruni, ciliegi, ecc..), vigne con quindici varietà di uva da tavola, che i visitatori possono assaporare nel periodo della fruttificazione, ed emerocallis una serie di prospettive botaniche lo prolunga e unisce al Giardino delle Peonie le cui bellissime fioriture sono affiancate da 60 specie di rose inglesi, collezioni di Hibiscus e graminacee.
  • L’affascinante assemblaggio di antiche pietre da forma alla peschiera delle ninfee nel Giardino delle Stanze
  • Un paesaggio intimo fra ortensie, uno stagno colmo di piante acquatiche e l’esilità di rose e rampicanti circonda la sorprendente scultura di Bergh.
  • Onirica, inquietante come una sorta di rappresentazione primordiale, la scultura “Cocoons” di Eric Bergh che gli Handricks hanno inserito in una antica cave interrata.
  • La Cave interrata immersa fre le felci e trapunta di edera che ospita nel suo interno l’opera di Bergh.
  • La bella simmetria della lunga pergola nel Giardino dei Fiori arrampicata di rose bianche e appoggiata su una straordinaria collezione di ortensie dalla fioritura biancoverde pallidissimo che immerge l’architettura in un’insolita luce d’acquario.
  • Mappa

Dieci anni fa Piet et Nanou Hendriks, appassionati d’arte e botanica, nonostante l’abbandono in cui vegetava, s’innamorarono e acquistarono un ampio territorio nel sud del Berry, perfetto per dare forma al sogno di un insolito, affascinante universo botanico in cui inserire, in un armonioso rapporto, opere d’artisti e far felici noi, curiosi viaggiatori di giardini, accogliendo e guidando, affettuosi e carissimi, con una passeggiata indimenticabile attraverso opere della natura e d’artista, queste distribuite a seconda di forme e tipologie nelle diverse espressioni del paesaggio.

 

Dopo l’accurato restauro delle mura di castello secentesco con colombaia e pertinenze quattrocentesche, nel passato intorno un casino di caccia, Piet e Nanou insieme agli artisti paesaggisti Alix de St Venant e J. Gerard dello studio Ginkgo si dedicarono alla ristrutturazione del vasto appezzamento circostante suddividendolo in siti incantevoli, semplici e affettuosi, un po’ magici, diversi fra loro e tutti da scoprire, ora considerato "Jardin Remarquable" di Francia dal Ministero della Cultura e della Comunicazione.

 

Un riquadro di prato scandito con simmetrie di Cydonia precedente l’ingresso posto nell’antica scuderia attraverso cui si sbuca nella corte d’onore, il Giardino Segreto, ornata da un grande bacino e circondata dal succedersi di costruzioni tipiche del Berry tettoie, cantina, il forno per il pane, deposito degli attrezzi da giardino e la colombaia, oggi sale d’esposizione. A destra della corte fra steccati e bordure si delinea l’allegria del Giardino di Bacco, a sinistra invece, allungato verso il bosco, che corre tutt’intorno alle spalle del castello, s’incontra subito il Giardino dei Fiori, un tempo il vecchio orto, diviso in radiose aiuole geometriche a raggiera, legate fra loro da romantici archi e ranghi di nashis, incrocio di peri e meli, intorno l’anello di una fontana esuberanti di collezioni tra cui rose e ortensie.

 

Segue l’affascinante, profumato e anche questo coloratissimo, Giardino delle Stanze. Suddivise da alte siepi le zone tematiche si succedono bellissime la “stanza” delle buddleja di ogni colore, quella delle Hydrangea, degli Hibiscus o il teatro di verzura scolpito nei sempreverdi, ed altre. L’avvicendarsi delle fioriture primaverili, estive e autunnali dei macchioni arbustivi, accompagnati da quelle delle vivaci e annuali iris, aster, solidago, verbéna, scabiosa, gaura ecc. mutano continuamente la fisionomia di queste camere vegetali mentre le lunghe canne dei bambù rosse, arancio e gialle colorano d’inverno il fondo verde scuro dei pini silvestri.

 

 

La libertà scapigliata e festosa delle Stanze anticipa l’intrigante percorso del Giardino Selvaggio ideato all’interno del bosco con sentieri di sotto bosco, da non dimenticare mai l’eleganza ornamentale dell’acanto, che ricordano l’antica via gallo-romana, il fascino misterioso dei tronchi centenari che creano vedute prospettiche sul grande stagno paludoso e le improvvise macchie di colore stagionali come rododendri, Amélanchier, meli, o aceri, sorbi, Nyssa sylvatica, Taxodium distichum che illuminano il verde circostante d’alberi e felci spontanee.

 

 

 Les Jardins Artistiques de Drulon – di Piet e Nanou Hendriks

18170  Loye–sur–Arnon -  à 55 km da Bourges - Tel 02 48 56 65 96 –

drulon@wanadoo.fr, http://www.drulon.com

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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