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Geranio

di Alessandro Mesini
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Geranio (Geranium)
 
I Geranium sono per lo più di piante largamente diffuse, non troppo appariscenti, che ad un osservatore distratto o frettoloso paiono poco significative, ma apprezzate per la fioritura abbondante e prolungata che ci accompagna dalla tarda primavera fino all’autunno.
La famiglia delle Geraniaceae è diffusa in tutti i continenti del pianeta e conta oltre 20 generi che raggruppano circa 600 specie. La distinzione fra una e l’altra non è sempre facile anche per un certo polimorfismo che mostra ogni singola specie e per l’elevata influenza che possono avere le condizioni ambientali o la fase di crescita su alcuni caratteri come il colore dei petali. Nel nostro paese sono presenti tre generi con 43 specie censite.
 
Geranium robertianum 
Noto con i nomi popolari di robeziana o cimicina, Geranium robertianum è pianta comune, di larga diffusione, facile da individuare. Cresce spontanea dal piano fino a 1700 metri di quota nelle regioni temperate di tutto il globo. E’ pianta tipica della prima fascia alberata dei boschi o delle radure perché ama i terreni soffici, luminosi, ma senza diretta esposizione al sole, specie nelle ore più calde. Predilige terreni umidi o freschi, ma non intrisi d’acqua o con ristagni, ricchi di sostanza organica e con buona fertilità. 
Grazie alla sua rusticità e alla sua versatilità si insedia con facilità anche su terreni di risulta, scarpate, nei crepacci delle rocce dove si accumula un poco di terra, fra le piante colonizzatrici dei muri a secco abbandonati.
Il fusto, di colore tendente al rosso, ha portamento eretto o ascendente. Le piante con uno sviluppo limitato tendono ad essere erette, i soggetti che sviluppano un fusto ramoso e una gran massa di vegetazione, rapportata all’esiguo diametro del fusto erbaceo, assumono un portamento ascendente. L’altezza varia da dieci a quaranta centimetri. Le foglie sono opposte, a contorno poligonale, palmatosette con un numero variabile da tre a cinque foglioline. Il margine è inciso e dentato. Sono portate da un picciolo sottile.
Fusto e foglie sono ricoperte di peluria ed emanano un odore poco gradevole, se strofinate o rotte, simile a quello della cimice.
I fiori, di circa un centimetro di diametro, si aprono a partire da aprile, in modo scalare secondo la fascia altimetrica e l’esposizione, fino a novembre al sopraggiungere del freddo e di precipitazioni intense. I fiori sono di colore dal rosa al violaceo, passando per il rossastro. Il calice è formato da cinque petali e cinque sepali. I sepali, esterni, sono di forma ovale terminante a punta di lancia, convessi e carenati sul dorso. I petali, interni, hanno forma di cuneo con la parte terminale arrotondata.
E’ pianta annuale o biennale.
 
Geranium pratense
Altrettanto noto è il Geranium pratense, più alto del primo, con fioritura più ritardata, circa un mese, ma corolle assai più grandi, fino a 4 cm di diametro.
Predilige i terreni calcarei, fertili, ben concimati, freschi. Per questa ragione è più frequenti nei terreni a margine dei coltivi, al margine delle strade, lungo i fossi e nei prati sul fondo di valli.
I fiori formano una corolla continua senza la divisione fra un petalo e l’altro assai comune nel caso del Geranium robertianum. Il colore va dal lillà chiaro, talvolta così tenue da sembrare trasparente e da far risaltare le venature più scure, al viola deciso, quasi blu. Le foglie, portate da lunghi piccioli, sono divise in sette lobi di forma assai variabile, sempre molto incisa e ricoperti di una corta peluria ben evidente.
Presenta la particolarità di portare i peduncoli fiorali eretti in fase di fioritura, ripiegati dopo la sfioritura e di nuovo eretti quando il seme è formato e pronto per essere diffuso nel terreno circostante.
E’ pianta perenne.
 
In giardino
I Geranium sono dotati di grande vigoria, si sviluppano rapidamente formando macchie che nel tempo si allargano e si diffondono. Ricoprono il terreno a disposizione e sono capaci di sfruttare anche piccoli spazi come quelli fra una lastra di sasso e l’altra di un camminamento o fra le pietre di un giardino roccioso.
 
Coltivazione
Predilige un’esposizione al sole limitata a qualche ora il giorno, meglio se di mattino, con ombra diffusa o parziale. Si adattano a quasi tutti i tipi di terreno purché siano ben drenati, l’ideale è un terreno sciolto, profondo, ben lavorato anche in profondità e fertile per consentire lo sviluppo completo dell’apparato radicale. Bagnare, specie nei mesi estivi, così da mantenere un certo grado di umidità del terreno, di norma garantito dalla sistemazione non in pieno sole.
Evitare un’abbondante distribuzione di letame, anche maturo, perché favorisce la crescita della parte verde a discapito della fioritura. Distribuire alla fine dell’inverno un prodotto granulare a lenta cessione ed un fertilizzante liquido nel periodo della fioritura.
In autunno o in primavera separare i cespi più folti senza estirparli separando la porzione più esterna ben radicata.
I semi, raccolti a maturazione, a primavera si pongono nel terreno o in cassone con sabbia e torba per un successivo trapianto.

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.