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Gerani erbacei

di Paolo Cottini
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Non ripeteremo la solita filastrocca e cioè che i Geranium sono cosa ben diversa dai Pelargonium, anche se entrambi i generi, appartenenti alla medesima famiglia, vengono chiamati “gerani”. Ci basta solo ricordare che i primi sono quasi tutti erbacei, mentre i secondi hanno fusti almeno in parte legnosi e succulenti; inoltre i Geranium sono assolutamente rustici, mentre i Pelargonium sono assai più delicati. E questo può bastare, perché si tratta di nozioni ormai ben note ad ognuno di noi. Un punto su cui invece dovremmo meditare è che, mentre i pelargoni sono originari del Sud Africa, i “veri” gerani – o “gerani rustici” – provengono da tutte le regioni temperate del mondo, così che ciascuna delle 300 specie sin qui registrate porta nei nostri giardini, terrazzi e contenitori vari non solo una sua storia, ma soprattutto un suo specifico valore ornamentale ed orticolo, a volte molto differente da quello delle altre sue compagne. Essi, infatti, vivono negli habitat e nei climi più disparati, dalle rive dei fiumi alle aree rocciose e aride, dalle pianure su su fino alle vette delle regioni himalayane o agli altipiani dell’Africa centrale. Per tradurre il discorso in pratica, ciò significa che non c’è zona d’Italia e non ci sono angoli di giardino per quanto “speciali” che non possano ospitare almeno un geranio rustico, perché per ogni situazione ambientale e climatica ecco pronto il geranio ideale. Oltre a regalarci sorprendenti fioriture, essi sono disponibili a tutto, non sono per nulla esigenti ed offrono mille soluzioni ai nostri problemi, ammesso che ne abbiamo. Ma di solito ne abbiamo, eccome!

 

Dodici stelle nel loro firmamento

Specie

Fiori: colore e diametro

Qualità e usi

Associazioni consigliate

G. cinereum

Bianco-rosa

Pianta alpina di 15 cm per giardino roccioso

Convolvulus mauritanicus

G. clarkei

Viola scuro o bianco, 5 cm

Fiori molto numerosi; si dissemina facilmente; bordure erbacee

Stachys lanata; Allium

G. himalayense

Azzurro-lavanda, 6 cm

Ha i fiori più grandi; rifiorisce spesso a fine estate; primo piano bordure

Euphorbia characias

G. macrorrhizum

Rosso scuro, 2 cm

Foglie ornamentali e aromatiche (menta); tappezzante da suolo nudo anche in ombra; colori autunnali (al sole)

Aceri giapponesi

G. maderense

Magenta scuro, 4-5 cm

Pianta di grande effetto, alta fino a 150 cm, poco rustica (fino a –1/2°C). Perenne di breve vita. Idonea per bordure miste o in vaso

Arbusti a fioritura estiva; Euphorbia characias

G. x oxonianum

Rosa intenso, 4 cm

Perfetto in mezz’ombra e nelle bordure miste; tappezzante in aiuole con bulbose; ottimo in cesti appesi

Artemisia ludoviciana; Centaurea

G. phaeum

Viola-nero, 3 cm

Ideale sotto arbusti e alberi; auto-disseminazione facile; foglie maculate di cioccolato; ottimo in ombra

Rose arbustive un po’ filate

G. platypetalum

Viola scuro, 4.5 cm

Foglie vellutate; bordure erbacee

Dianthus (al sole); Pulmonaria (mezz’ombra)

G. psilostemon

Magenta con centro nero, 3.5 cm

Grande effetto nelle bordure miste; molto rustico

Arbusti a foglia grigia-argento; graminacee

G. renardii

Violetto scuro, 2 cm

Grande fogliame vellutato; eccellente tappezzante da sottochioma (altezza: 20 cm), contenitori

Magnolia (fiori bianchi); Tulipa ‘Purissima’

G. sanguineum

Rosso-magenta, 4 cm

Eccellente tappezzante; lunga fioritura; bei colori autunnali

Epimedium, Lamium, Alchemilla

G. wallichianum

Rosa-violetto, 3.5 cm

Prostrato; fogliame ben colorato; si avvinghia alle piante vicine

Tulipa (fiori verdi); Senecio; Coreopsis ‘Moonbeam’

 

 

Coltiviamoli con Antonella Coccetti

Terreno. Tollerano qualunque tipo di suolo, a condizione che non sia totalmente arido o, viceversa, completamente inzuppato d’acqua. Gradiscono molto un terreno fertile (ma non troppo), umido e ben drenato

Esposizione. Dipende dalla specie, ma in generale essi accettano di vivere sia in pieno sole sia in mezz’ombra (come G. phaeum) e, in alcuni casi, anche in ombra assoluta (come G. nodosum). I migliori per ombra e mezz’ombra sono quelli che hanno fiori chiari. Quasi tutti sopportano temperature minime invernali fino a –12°C.

Cure. Le specie più alte – come G. x oxonianum e G. phaeum – necessitano talvolta di sostegni, specialmente se sono esposte ai venti e si trovano in ombra. Dopo la fioritura, si può tagliare i fusti alla base, così da stimolare una nuova produzione di foglie e fiori. Molto utile, in questo senso, è anche l’eliminazione graduale dei fiori appassiti. Se le piante si trovano al sole, occorre annaffiarle in modo continuo quando sono in fioritura.

Malattie. Non hanno nemici particolari, tanto che perfino le limacce li ignorano. Maggior attenzione va data all’oidio, che può attaccare alcune specie, come G. pratense: in questo caso, occorre tagliare alla base le foglie, che poi ricresceranno.

Moltiplicazione. Il metodo migliore è di dividere i rizomi, ma per le specie non rizomatose si suggerisce la semina. La divisione si effettua quando le piante sono sufficientemente grandi: in autunno, se il clima non è eccessivamente freddo, oppure in primavera, quando però i germogli sono ancora piccoli.

 

Generosi e versatili

In primo luogo i gerani erbacei sono attraenti per il loro fogliame. E’ vero che tutti noi – specialmente se siamo alle prime armi nell’avventura del giardinaggio – tendiamo a servirci di piante di grande effetto, ma occorre non scordare che molte di loro sono bellezze effimere (per es., i papaveri) o piuttosto esigenti (per es., le rose). Un bel giardino deve invece affidarsi anche alla “struttura” delle piante, così come alla consistenza e alla forma delle foglie, che possono durare per molti mesi, se non addirittura tutto l’anno. In questo caso i gerani, con i loro magnifici cuscini, sono fra i primi della lista, grazie al disegno delle foglie palmate e lobate, un po’ simili a quelle degli aceri, spesso anche profumate, intensamente colorate in autunno o, viceversa, semi-sempreverdi. Poi, come sappiamo, va apprezzata la loro incredibile versatilità. Ci sono gerani adatti per le bordure e altri che si rendono utili nel roccioso oppure ai margini di zone umide, mentre un nutrito gruppo di specie è indicato per tappezzare il suolo, spesso “nudo”, che si crea all’ombra di grandi arbusti ed alberi. Tuttavia, i più spettacolari sono i gerani che amano convivere in spazi aperti con altre specie perenni, oppure con le bulbose primaverili e le annuali. Per esempio, alcuni arbusti di gran pregio, come le rose e i lillà, appaiono ancor più piacevoli se i loro “piedi” sono avvolti da mantelli di gerani.

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

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Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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