Ingegnoli2012 Compo_2012 VivBuffa_2011 Stocker_2012_forbici-segacci PisPecchini_2011 Susigarden_2011 Bakker_2011 Zarpellon_2011 Franciacorta2012 BayerGarden_2012 Acquaform_2011 Verdeacolori_2011 Psenner_2012 Gardena2012 McCulloch2012 Erba2012 PiscCastiglione_2011 Guercio2012 Bonfante_2011 VivaiDelleCommande2012_1 Orticolario_2012 Perugia_2012 Stihl2012 Kubota2012 Viking2012 Verdemax_2011 VillaDaSchio_2012 Cifo_2011 Candelo2012i
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
    • Singole Riviste
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Ambiente
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Fragola di bosco

di Alessandro Mesini
  • Piante
  • Piante spontanee
  • Fragole di bosco (Disegno di Gabriella Gallerani)
  • Coltivare le fragole di bosco in un angolo del giardino o dell’orto non è impresa impossibile.
  • Raccogliamo le fragole di bosco solo quando sono a completa maturazione per gustarne a pieno il sapore. (Foto Ermes Lasagni)
  • Il confronto con le fragole domestiche è inevitabile, ma se le dimensioni sono minori il sapore è di gran lunga più intenso.
  • Le piantine nate in semensaio si trapiantano a primavera in terreno ben lavorato. (Disegno di Daniela Baldoni)
  • Le piantine si possono propagare sfruttando i loro stoloni (Disegno di Daniela Baldoni)
  • Le piantine si possono propagare sfruttando i loro stoloni (Disegno di Daniela Baldoni)
  • Le piantine si possono propagare sfruttando i loro stoloni (Disegno di Daniela Baldoni)
  • Le piantine nate in semensaio si trapiantano a primavera in terreno ben lavorato. (Disegno di Daniela Baldoni)

Fragola di bosco (Fragraria vesca)
 
Il nome deriva dal latino “fragrare” che vuol dire profumare perché, oltre ad essere considerate una prelibatezza, i popoli antichi tenevano in gran conto le fragole come ingrediente per preparati di cosmesi. Indirettamente, come scherzo sagace, il grande valore che veniva tributato a questo frutto spontaneo ci è confermato dall’insuperato fumetto di Asterix e Obelix: uno degli ingredienti della pozione magica che dona forza sono, appunto, le fragoline di bosco.
 
Piccola, ma tenace
La fragola, Fragraria vesca, famiglia Rosaceae, è pianta perenne, erbacea, diffusa in tutto il territorio del nostro paese dove si spinge fin verso i 2000 m. s.l.m.
Facilmente riconoscibile, come miniatura delle piante coltivate, di cui è progenitrice, ha foglie lungamente picciolate e composte da tre foglioline con bordi dentati. Il fiore bianco, che si apre da primavera fino all’autunno, ha 5 petali bianchi. Si diffonde per seme, ma anche grazie agli stoloni che emette così da allargarsi sul terreno formando dense colonie quando trova le condizioni ideali.
 
Non “rubiamo” le piante al bosco
Oggi non è necessario depauperare il patrimonio naturale con tentativi non sempre riusciti di trapianti in giardino di soggetti selvatici. A giocare contro di noi in questo caso sono, nella maggior parte dei casi, il tempo, la distanza e l’inadeguatezza dei mezzi adottati. Il tempo e la distanza sono facilmente comprensibili: spesso le piante di fragoline si trovano lontano dal nostro giardino ed è facile arrivare a casa con soggetti afflosciati e appassiti. L’inadeguatezza è spiegabile con l’estemporaneità del nostro intento e quindi con la mancanza di contenitori, palette, e quanto altro occorre. Non si parte da casa per “raccogliere” le piante di fragole, ma l’idea ci può cogliere improvvisa.
 
Coltiviamole a partire dal seme
Sul mercato, con una certa facilità, si possono trovare semi di fragoline di bosco ad un costo elevato, se paragonato ai semi delle orticole, ma non proibitivo. Poco superiore ai quattro Euro per busta. In una cassetta prepariamo terriccio e torba, in ragione del 60% il primo, del 40% la seconda, inumidiamo prima della semina, e seminiamo. La cassetta deve essere mantenuta in casa, non in piena luce, sotto un tavolo andrà benissimo, ad una temperatura di circa 18°C. Le scale o una cantina sarebbero troppo fredde e in ogni caso è meglio tenerle sollevate dal pavimento perché la temperatura a questo livello è sempre molto più bassa. La cassetta deve essere coperta con materiale trasparente, è più sicura la plastica del vetro, per fare passare la luce ed evitare un’eccessiva perdita d’umidità. Diradiamo le piantine prima dell’emissione della quinta foglia mettendo quelle in esubero nelle stesse condizioni delle altre.
 
Dove in giardino
A metà primavera trapiantiamo in pieno campo, in un angolo del giardino poco frequentato e non soggetto a calpestio. Tutto il terreno dell’area d’impianto deve essere ben lavorato con anticipo, in zona ombreggiata per buona parte della giornata.
La distanza fra le varie piante è piuttosto soggettiva e quella consigliata di trenta centimetri può essere ridotta per ottenere un maggiore effetto di copertura del terreno. Cerchiamo, per salvaguardare un aspetto naturale, di evitare schematismi rigidi e disposizioni troppo ordinate. Si prestano bene anche per terreni declivi, margini di strade e vialetti, bordi di pinete o di siepi, terreni difficili con scheletro purché non argillosi.
Temono la siccità ed in estate può essere necessario soccorrerle con irrigazioni mirate.
 
Fragole e poco altro
Le macedonie di frutti di bosco, la panna cotta, il gelato, la panna montata, e ogni altra commistione di gusti pur raggiungendo livelli elevati finiscono per svilire la semplice ed incredibile bontà delle fragole selvatiche. Si gustano direttamente dalla pianta oppure, come raccomandano i puristi, con poco zucchero (magari anche un goccio di aceto balsamico) da lasciare il tempo necessario a far rilasciare il sugo, infine si può aggiungere un’ombra di pepe subito prima di servire.

»
  • Share this

Piante Spontanee

  • Acero montano
  • Alloro
  • Anemone di bosco
  • Aquilegia
  • Aralda
  • Arnica
  • Arum
  • Assenzio
  • Azzeruolo
  • Biancospino
  • Boccaleone
  • Calendula
  • Campanellino
  • Cappero
  • Cardo mariano
  • Carpino nero
  • Cicoria selvatica
  • Ciliegio selvatico
  • Cipollaccio dal fiocco, Lampascione
  • Colombina
  • Corniolo
  • Corydalis
  • Cotogno
  • Croco o Zafferano maggiore
  • Doronico
  • Elleboro
  • Equiseto o Coda cavallina
  • Erba moscatella
  • Falsa ortica
  • Farfaraccio
  • Favagello
  • Finocchio selvatico
  • Fragola di bosco
  • Frassino maggiore
  • Geranio
  • Giglio di San Giovanni
  • Giglio martagone
  • Ginepro
  • Ginestra dei carbonai
  • Girasole
  • Lamium maculatum
  • Lampone
  • Lantana
  • Laurotino o Lentaggine
  • Leucojum vernum
  • Levistico o Sedano di monte
  • Lisimachia
  • Melissa
  • Melograno
  • Menta
  • Mirtillo nero
  • Mora di rovo
  • Nespolo
  • Nocciolo
  • Noce
  • Olivello spinoso
  • Orchidee selvatiche
  • Orniello
  • Panace comune
  • Papavero
  • Pero corvino
  • Pratolina o Margheritina
  • Primula
  • Ribes rosso
  • Rosa selvarica, Rosa di macchia
  • Rosmarino
  • Ruta
  • Salvia dei prati
  • Salvia sclarea
  • Sambuco nero
  • Sambuco rosso
  • Saponaria
  • Sempervivum
  • Serenella o Lillà
  • Sigillo di Salomone
  • Sorbo dell'uccellatore
  • Sorbo montano
  • Tarassaco o Dente di leone
  • Timo
  • Topinambur
  • Verbena officinale
  • Vescicaria maggiore o Alisso utriculato
  • Vitalba

Newsletter di Giardini

Ricevi via email le ultime novità da Giardini.biz

Email

Conferma email

Cancellazione

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
compra la rivista in formato digitale

oppure acquista una copia singola

Contatta Giardini

contattaci Contattaci.

Per richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui.

Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui.

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

AcquistaGiardini di maggio'12 in edicola e on line!

 

Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.