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Evonimi spoglianti

di Paolo Cottini
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  • Euonimus bungeanus 'Dart's Pride'

 

Chissà per quale motivo il botanico greco Teofrasto (IV sec. a. C.) ebbe il coraggio di battezzare questi arbusti con un nome che gli attribuiva la virtù di essere “di buon auspicio”, quando invece la loro tossicità era nota fin da quei tempi? E’ pur vero che gli antichi, proprio per esorcizzare il “nemico” erano soliti blandirlo con appellativi gentili, ma qui si sfiora il paradosso. Nessuno, viceversa, avrebbe potuto disapprovare Teofrasto se la denominazione avesse alluso all’indiscutibile potere ornamentale degli evonimi a foglia caduca, che nei nostri giardini vivono una vita molto particolare. Da gennaio a settembre, li sfiori e quasi non li noti: se ne stanno pressoché nascosti, dando l’impressione di volersi confondere nella folla in modo anonimo senza destare sospetti. Di norma hanno foglie opposte, semplici, a margine intero o lievemente seghettato e niente più, molto simili a quelle d’altri arbusti comuni che popolano le nostre boscaglie. I fiori, poi, sono perlopiù piccoli o insignificanti, con petali dai colori verdastri o giallognoli, notevolmente inferiori a quelli delle specie più “nobili”. Insomma: sembrano spie ben camuffate, pronte però ad agire al momento opportuno, quando cioè arriva l’inizio dell’autunno e la loro vera natura si smaschera con un’esplosione di colori incredibili. Le foglie che sembravano “normali” diventano gialle, rosse, fucsia, amaranto, brune, mentre i fiorellini “banali” lasciano il posto a frutti dalle forme più insolite e dai colori più scintillanti. Gli altri arbusti, che prima li guardavano con tanta arroganza, ora ne sono quasi intimiditi: c’è poco da fare, i signori dell’autunno sono loro, gli evonimi decidui.

 

Un poker d’assi

Denominazione

Caratteristiche

Coltivazione

Doti ornamentali

Impiego e associazioni

E. alatus

*Altezza max: 3 m. Più largo che alto.

* I rami presentano ‘ali’ sugherose di bell’effetto, assenti nella var. apterus.

* Fiori insignificanti 

* Foglie strettamente ovali di 3-6 cm

* Posizione al sole o in mezz’ombra

* E’ rustico fino a – 25° C.

* Tollera qualunque terreno

* Annaffiature regolari, ma non abbondanti

* Nessuna potatura, fatta salva quella per allevarlo ad arbusto o ad alberello

* Ali sugherose, belle anche d’inverno

* Foglie autunnali di un brillante scarlatto-arancione

* Frutti piccoli, ovoidali, rosso-vermiglio

* Ha un grande effetto decorativo se collocato da solo in mezzo a un’area erbosa

* Sta bene nelle bordure arbustive, con Hydrangea macrophylla e Sorbus vilmorinii

* Con questa specie si fanno anche siepi (distanza fra le piante: 60 cm)

 

Coltivazione: norme generali

Gli evonimi decidui sono piante davvero poco esigenti, rustiche e robuste. Di norma gradiscono le esposizioni molto soleggiate, dove assumono le migliori colorazioni, ma tollerano bene anche la mezz’ombra. In ombra piena, invece, la produzione di frutti cala notevolmente. Il terreno normale da giardino va benissimo, anche se essi sono disposti a tollerare suoli d’ogni genere: calcareo (anche in notevole misura), acido, torboso, sabbioso o argilloso. Non necessitano di potature, fatta eccezione per quelle che mirano ad ottenere un alberello piuttosto che un arbusto. A tal proposito, va ricordato che, poiché essi fruttificano da gemme nate l’anno precedente, ogni potatura effettuata in epoca successiva rischia di pregiudicare uno dei loro migliori effetti ornamentali. Di conseguenza, vanno praticate solo leggere spuntature. Dal momento che si tratta di piante che si auto-fecondano, possono vivere anche in solitudine, ma si ottiene un risultato migliore se vi sono più esemplari. Per quanto concerne l’acqua, essi tollerano bene anche la siccità prolungata, quindi è inutile esagerare con le annaffiature. La moltiplicazione si effettua con talee erbacee, semi-legnose e anche legnose, così come mediante propaggine.

 

 

Denominazione

Caratteristiche

Coltivazione

Doti ornamentali

Impiego e associazioni

E. bungeanus

* Altezza fino a 4 m

* Rami sottili come aste, ma arcuati

* Fiori abbondanti, gialli, fino a 1 cm

* Foglie ovato-ellittiche, molto acuminate, fino a 10 cm

* Posizione soleggiata

* E’ una specie di montagna (Cina) e sopporta bene il gelo, ma le foglie primaverili temono i freddi tardivi

* Qualunque terreno

* Poca acqua

* Nessuna potatura, se non è necessaria

* Portamento pendulo molto attraente

* Foglie verde chiaro d’estate, poi giallo limone o paglia rosato

* Frutti di 12 mm giallo-rosa, in armonia con le foglie

* Il suo portamento molto elegante va sfruttato anche in posizione solitaria

* Fra gli arbusti, sta bene in compagnia di viburni ed altri evonimi

 

 

Denominazione

Caratteristiche

Coltivazione

Doti ornamentali

Impiego e associazioni

E. hamiltonianus

* Arriva a 4-5 m d’altezza

* Foglie spesse, oblungo-lanceolate, fino a 14 cm, secondo le sottospecie

* Fiori bianchi con sfumature rosse

* Pieno sole o mezz’ombra

* Tollera il freddo fino a – 15° C

* Qualunque terreno, anche il più ostico

* Poca acqua, tollera la siccità

* Nessuna potatura

* Foglie autunnali con sfumature gialle, rosa e rosse

* Frutti rosa intenso, con semi rosso sangue di grande effetto

* Se allevato ad alberello, è molto attraente anche isolato

* Nelle bordure arbustive si accompagna bene con altre specie, come Rosa glauca

 

I loro nemici

Alcuni evonimi decidui sono soggetti a poche malattie fungine e ad attacchi di parassiti animali: un’eccezione è il sempre sano E. alatus. Fra le prime, occorre fare attenzione al marciume radicale e all’oidio. In qualche caso i bruchi distruggono le giovani foglie di E. europaeus, richiedendo così l’impiego di un insetticida da contatto. Altri insetti nocivi sono le tignole, le cocciniglie e gli afidi. Nell’Italia del nord, queste specie possono essere attaccate anche dalla processionaria, che di norma predilige le conifere.

 

Denominazione

Caratteristiche

Coltivazione

Doti ornamentali

Impiego e associazioni

E. europaeus

* Comune anche da noi, tocca i 4 m d’altezza e larghezza

* Foglie strettamente ovali fino a 9 cm

* Fiori tardo-primaverili giallo-verdi e insignificanti

* Posizione al sole o in mezz’ombra

* E’ rustico fino a – 25° C.

* Tollera qualunque tipo di terreno, anche con gesso

* Annaffiature regolari

* Nessuna potatura

* Le foglie autunnali si colorano di rosso solo in certe varietà, come ‘Red Cascade’

* Frutti abbondanti e spettacolari, con capsula rossa e semi arancione

* Ha un portamento irregolare, ma sta bene anche da solo in un’area erbosa

* Perfetto per le bordure arbustive, con ortensie e Viburnum opulus

 

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

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Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

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... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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