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Eryngium

di Paolo Cottini
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Da soli o in compagnia, sempre al top

E’ esperienza comune che il colore blu, all’interno del paesaggio vegetale e delle perenni in particolare, è merce piuttosto rara e, di conseguenza, preziosa. Non solo, ma in alcuni casi, anche quando finalmente si crede di aver raggiunto l’obiettivo, poi ci si accorge che la coltivazione di certe piante “blu” è tutt’altro che facile, per non dire impossibile, almeno nei nostri climi. Lo testimonia il magnifico ed irraggiungibile papavero himalayano, Meconopsis, che da noi spesso muore miseramente per il troppo caldo. La caccia al blu fra le erbacee perenni sarebbe circoscritta alle campanule, agli Agapanthus, ad alcune Iris e a poco altro, se non intervenisse anche l’esercito armato (di spine) degli Eryngium, i quali riescono ad accoppiare due grandi pregi: la rusticità e quella certa tonalità metallica, che nessun’altra pianta blu riesce a sfoggiare. Il blu-acciaio degli Eryngium, in apparenza un po’ freddo, non solo è un valore in sé a condizione che le piante siano coltivate in masse, ma quando viene adeguatamente accostato ad altre piante, le esalta al massimo grado. Come acutamente osserva la paesaggista inglese Penelope Hobhouse: “Il fogliame argenteo o grigio-blu di molti Eryngium mette bene in risalto i fiori blu acciaio o blu lavanda.... I cespi di questi cardi hanno un aspetto spettrale nelle bordure o fra i sassi e sono particolarmente decorativi al tramonto. Fateli crescere vicino agli Acanthus a foglie brillanti per ottenere un contrasto di fogliame o in una bordura argentata con dei colori pastello o dei bianchi sfumati”.

 

In breve

Tipo di pianta: Erbacea perenne, sempreverde o decidua

Famiglia: Apiaceae (Umbelliferae)

Parenti stretti: Angelica, Astrantia, Foeniculum 

Dimensioni massime: 70-120 (altezza) x 40-60 cm (una pianta)

Portamento: Cespi o rosette

Foglie: Basali, ovato-cordate e divise, oppure spadiformi; spinose

Colore foglie: Verde scuro, oppure grigie

Fiori: Capolini blu o bianchi, con brattee decorative, argentate o blu metallico

Fioritura: Abbastanza prolungata, estivo-autunnale

Rusticità in Italia: Buona

 

Un po’ di botanica

Gli Eryngium vivono in tutto il mondo, con circa 230 specie perenni, ma anche biennali e annuali, dalle forme e dai caratteri più diversi: fusti ascendenti e ramificati, oppure completamente assenti, addensati in rosette o cespi; foglie intere o pennate, rigide o coriacee, tutte più o meno dotate di spine; infiorescenze a capolini sferici o cilindrici, solitarie o in piccoli racemi. In ogni caso, gli Eryngium possiedono un richiamo di grande effetto: un involucro formato da brattee più o meno grandi e variamente colorate con tinte dai riflessi metallici.

 

 

Specie e varietà

Le piante di origine americana solitamente vivono in ambienti dal suolo umido o paludoso ed hanno foglie sempreverdi, acute e spadiformi con margini spinosi, molto simili a quelle della famiglia degli ananas (Bromeliaceae). Molte di queste specie si fanno prediligere per il ricco e insolito fogliame, spesso a forma di spada e sempreverde.

  • E. paniculatum (↑120 x →60). Forma cespi. Perenne con foglie lineari, spinose ai margini, lunghe anche 1 m. Fusti arcuati; ombrelle sferiche di fiori grigio-verdi.
  • E. proteiflorum (↑90 x →60). Forma rosette. Foglie basali grigio-verdi, lineari-lanceolate, spinose; foglie sup. alterne; capolini cilindrici azzurri; brattee argentee.  

 

Le piante euro-asiatiche e mediterranee, che vivono in ambienti asciutti e rocciosi, sono attraenti a motivo delle loro infiorescenze. Esse sono completamente erbacee e quindi scompaiono durante i mesi invernali; possiedono foglie con lamina non nastriforme ma arrotondata o lobata, spesso con evidenti venature in rilievo. Sono queste le piante che mettono in mostra infiorescenze dai riflessi metallici e che, perfettamente a proprio agio sotto il calore del sole estivo, da giugno in poi intensificano sempre più la loro luminescenza quasi irreale.

  • E. alpinum (↑70 x →50). Forma rosette. Fusti azzurri verso l’apice; foglie inf. persistenti e ovate, foglie sup. rotonde; 3-5 capolini blu-acciaio; brattee con spine soffici.
  • E. amethystinum (↑70 x →70). Forma cespi. Foglie basali pennate spinose, obovate e persistenti; foglie sup. palmate; capolini numerosi su fusti grigio-azzurri; fiori ametista.
  • E. bourgatii (↑20-50 x →30). Forma cespi con portamento tappezzante. Foglie inf. pennate, spinose e venate d’argento; infiorescenze azzurro-cielo e grigio, con fiori blu. 
  • E. creticum (↑60 x →50). Perenne, ma anche biennale, con fusti molto ramificati. Foglie inf. di breve vita; foglie sup. palmate, spinose, non picciolate. Capolini piccoli, numerosi, blu ceruleo.
  • E. giganteum (↑120 x →30). Perenne di alta taglia, molto appariscente, ma di vita breve. Forma rosette; foglie inf. cordate; foglie sup. ovate e dentate; fiori blu-acciaio e brattee argentee.
  • E. palmatum (↑80 x →50). Foglie basali piccole, persistenti, rotonde, seghettate, consistenti; infiorescenze verdi di 10 capolini semisferici; brattee piccole di 3-4 cm.
  • E. planum (↑70 x →50). Forma cespi. Foglie basali oblunghe, dentate, piccole; foglie sup. cordate, spinose; fusti azzurri; numerose ombrelle di fiori azzurri; brattee verde azzurro.
  • E. serbicum (↑70 x →50). Fusti sottili con sfumature azzurre; foglie basali palmate con segmenti sottili se spine soffici; foglie sup. senza picciolo; numerosi capolini semisferici.
  • E. spinalba (↑25-40 x →30). Pianta alpina che vive in rocce e fessure; foglie basali rotondeggianti a margini spinosi; fusti ridotti; piccoli capolini; fiori bianco-azzurri.
  • E. tricuspidatum (↑75 x →50). Foglie basali persistenti, ovate a margine intero, soffici; piccioli più lunghi delle foglie; infiorescenze semisferiche verdi; brattee spinose.
  • E. x tripartitum (↑80 x →50). Ibrido di origine ignota. Forma cespi; foglie basali strettamente ovate e trilobate; foglie sup. divise in tre; fiori blu metallico.
  • E. variifolium (↑40 x →30). Forma cespi ed è tappezzante. Foglie basali cordate, spinose, carnose, marmorizzate a vene bianche; ombrelle cilindriche con fiori grigio-azzurri; brattee argentee.
  • E. x zabelii (↑50-80 x →50). Ibrido di E. bourgatii x E. alpinum). Forma cespi. Semidecidua, ha foglie basali cordate e verde scuro; foglie sup. trilobate, fusti azzurri e capolini blu-violacei di lunga durata. Numerose cultivar.

 

 

In giardino

Gli E. sono fra le perenni migliori per le bordure miste ed erbacee, soprattutto quando si tratta di piante alte, mentre per quelle di dimensioni più modeste sono indicati i giardini rocciosi. Meno utile è l’impiego di esemplari isolati all’interno di un prato. Una loro caratteristica comune è una fioritura di lunga durata, che in taluni casi, partendo da maggio-giugno, arriva fino all’autunno, possibilmente in compagnia di altre erbacee estive e tardo-estive, come Solidago, Helenium, Rudbeckia, Lychnis, Echinacea. Anche l’associazione con erbe ornamentali (come Pennisetum o Milium) è di reciproco vantaggio. Il paesaggista Christopher Lloyd, nel suo straordinario giardino inglese di Great Dixter (West Sussex) accostava esemplari di Eryngium con Coreopsis verticillata, Crocosmia ‘Lucifer’ e Phlox paniculata ‘Frau Antonin Buchner’: un mix di colori solari e chiari per far risaltare il loro magnifico blu metallico. Gli E. si prestano ottimamente anche ad essere essiccati - tagliandoli e ponendoli all’aria aperta, in ombra, a testa in giù - per poi venire utilizzati in decorazioni invernali.

 

 

Coltivazione

Terreno. Gli E. sono erbacee poco esigenti, di facile coltivazione, che si adattano a qualunque terreno, anche calcareo, moderatamente fertile, non troppo pesante, che sia ben drenato soprattutto per le piante alpine da rock garden, ma che resti un po’ umido durante la stagione di crescita. Comunque è bene preparare il terreno con letame ben maturo.  

Esposizione e Temperature Meglio se in pieno sole. Le specie più comunemente coltivate sopportano temperature invernali fino a -15° C. Le specie americane tollerano “solo” i -10°C.

Moltiplicazione. Quella da seme è ottimale, raccogliendo facilmente il materiale dalle piante al termine dell’estate e conservandolo al fresco. Le varietà selezionate potranno essere moltiplicate in inverno mediante un accurato prelievo di talee radicali, che vanno interrate in cassoni da vivaio.

Irrigazione. Deve essere abbondante durante la fase delle crescita.

Cure. Nelle zone in cui prevalgono venti freddi invernali, è opportuno eliminare il fogliame morto per evitare marciumi; quando le pianticelle sono giovani, è importante procedere ad uno scrupoloso diserbo; la concimazione organica va rinnovata annualmente alla fine dell’inverno; le specie più alte (E. alpinum, E. planum, E. x tripartitum) traggono giovamento dall’aiuto di un tutore in giardino, soprattutto se sono piante isolate.

 

 

Dove acquistarli

L'Erbaio della Gorra - Casalborgone (TO), tel. 011 9174168 / 328 163281, www.gorraonline.it

Azienda Agricola Pier Luigi Priola - Treviso, tel. 0422 304096, info@priola.it; www.priola.it

Vivai Ferrari, Carpenedolo (BS), tel. 030 9697333; info@vivaiferrari.it ; www.vivaiferrari.it

Avondale Nursery, [solo uffici, il vivaio è altrove] 3 Avondale Road, Earlsdon, Coventry, Warwickshire, CV5 6DZ, Regno Unito, tel. / fax 0044 (0)24 76673662; enquiries@avondalenursery.co.uk  www.avondalenuresry.co.uk

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