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Corylus avellana 'Red Majestic'

di Francesco Vignoli
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  • Corylus avellana ‘Red Majestic’
  • Corylus avellana ‘Red Majestic’

 

 

I noccioli ornamentali da piantare in giardino sono due e ognuno ha una virtù e un difetto:

Corylus avellana ‘Contorta’ è il nocciolo a rami tortuosi, conosciuto da tempo dagli appassionati di giardinaggio. La sua scoperta risale, infatti, al lontano 1863, avvenuta in un vivaio inglese. E’ un grande arbusto bello in inverno quando perde le foglie e scopre i suoi rami curiosamente tortuosi e zigzaganti, talvolta addirittura annodati su loro stessi. Il difetto è che in estate la rigogliosità del fogliame nasconde i rami e la pianta assomiglia a un comune nocciolo di seme.

Corylus maxima ‘Purpurea’ è il nocciolo a foglie rosse, bello in primavera e in estate per il fogliame ampio color rosso intenso. Le branche crescono dritte e robuste e in giardino crea una bella macchia di colore, ma in inverno, perdute le foglie, la sua ornamentalità si annulla e sembra un comune nocciolo di seme.

 

La nuova cultivar

Il Corylus avellana ‘Red Majestic’ è una nuova varietà che unisce le caratteristiche ornamentali positive dei due noccioli sopra descritti. Ha i rami tortuosi del Corylus avellana ‘Contorta’ e le foglie rosso porpora del Corylus maxima ‘Purpurea’. E’ una novità recentissima, presentata per la prima volta dal prestigioso vivaio inglese Notcuts, al Chelsea Flowers Schow del 2003, dove ebbe un successo tale da meritarsi le prime pagine delle riviste inglesi specializzate nel settore.

 

Bello tutto l’anno

È un grande arbusto che può crescere sino a due metri e mezzo d’altezza, elegante e ornamentale in tutte le stagioni dell’anno. Lo è anche all’inizio della primavera, quando si aprono i fiori maschili (amenti) di color rosa, pieni di polline e lo è in autunno, quando dalle piante adulte si possono cogliere i frutti, nocciole rosse, non certo paragonabili come grossezza e bontà alle varietà da frutto, ma comunque buone da mangiare. Questo nuovo arbusto si può veramente definire una pianta per tutte le stagioni.

 

Facile da coltivare

Il Corylus avellana ‘Red Majestic’ come tutti i noccioli è una delle piante più rustiche che possiamo inserire nei nostri giardini, si adatta praticamente a tutti i terreni e a tutti i climi. Non ha bisogno di nessuna cura particolare e non ha nessuna malattia importante. Ama il sole, ma vive anche a mezz’ombra.

 

Potature

Non è necessario fare potature se non per rinnovare la vegetazione o togliere rami vecchi o seccati. Importante, invece, togliere accuratamente i polloni selvatici che si originano dal portainnesto. Si riconoscono bene perché nascono al livello del terreno o addirittura sotto, crescono dritti e con le foglie verdi. Se non si fa questa semplice operazione almeno due volte l’anno, questi polloni prenderanno il sopravvento vegetativo e finiremmo col trovarci in giardino con un nocciolo selvatico.

 

Un consiglio per allungare all’infinito la vita della pianta

Per limitare o eliminare l’inselvatichimento della pianta, c’è un piccolo trucco da sfruttare soprattutto con una pianta giovane: al momento della piantagione bisogna interrare il punto d’innesto profondo almeno 20 cm.

Questo consiglio è in disaccordo con le regole di buon giardinaggio che dicono che il “colletto” (cioè il punto fra la parte radicale e la parte aerea) deve essere a filo con il terreno, cosi come era posizionato nella pianta cresciuta in vivaio. Ma il nocciolo è in grado di radicare alla base dei suoi rami, se essi sono interrati e, con un po’ di fortuna, dopo 2-3 anni cesserà l’emissione dei polloni selvatici e inizierà quella del “gentile”, cioè di polloni contorti e a foglie rosse.

I noccioli sono piante pollonifere che vivono molti anni proprio grazie ai nuovi polloni e questa operazione, se riesce, è importante perché nel tempo potremo allungare all’infinito la vita della pianta, riallevando polloni giovani che rinnovano e ringiovaniscono la pianta ed eliminando via via i rami ormai troppo vecchi.

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Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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