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Civetta

di Alessandro Mesini
  • Amici animali
Civetta (Disegno di Gabriella Gallerani)
Civetta (Disegno di Gabriella Gallerani)

 
 
Udire nel buio del giardino il verso della civetta, che sempre pare lontano, aggiunge alla notte un tocco di mistero. Inconfondibile il richiamo a una, due o tre note, un prolungato "ghuk", un sincopato “kuitt – kuitt” o un sequenziale “kiff – kiff – kiff”, che la civetta ripropone, non vista, ad intervalli regolari.
 
Volendo attrezzarci per un birdwatching notturno dobbiamo attendere che abbia inizio il canto dell’usignolo, solo dopo è il momento del volo delle civette. Escono dai buchi nei tronchi d’albero, ai margini del bosco, lungo i viali alberati, nei parchi, dove si sono rifugiate durante il giorno, ma anche dai tetti delle vecchie case, da un buco in un muro a secco o da una fenditura nella roccia, e si portano sul posatoio pronte a planare, veloci e silenziose, sulle prede incaute.
 
La civetta dopo essere stata eletta a simbolo di saggezza nell’antica Grecia, sempre al fianco di Atena (il nome scientifico è Athene noctua), è stata relegata ad uccello di dubbio augurio. Il caratteristico verso notturno ripetuto ad intervalli quasi costanti, anche per ore intere, da molti non è ben accetto perché ritenuto foriero di tristi presagi. In passato gli uccelli che facevano nido vicino alle case erano scacciati o soppressi, come testimoniano molti animali impagliati. Queste credenze popolari hanno perso di forza grazie all’avanzare di una maggior coscienza ambientale e negli ultimi venti anni i rapaci, compresi quelli notturni, hanno ottenuto di nuovo il rispetto che meritano. In quanto predatori rappresentano un insostituibile anello nella catena alimentare e da uccelli classificati come nocivi, cioè dannosi e concorrenti dell’uomo nell’attività venatoria, sono oggi considerati un indicatore della qualità ambientale.
 
La civetta è un animale di grande utilità. Nel suo habitat, al di fuori dell’uomo e degli animali che, come lo scoiattolo o la martora, sono in grado di raggiungere i nidi e far razzia di uova e piccoli, non ha molti nemici.Con un’attiva ed instancabile predazione, effettuata durante tutti i mesi dell’anno, la civetta mantiene sotto controllo il numero dei piccoli mammiferi, in particolare roditori, e non solo quelli selvatici che popolano le campagne, ma anche quelli che più si avvicinano agli insediamenti umani: i topi. La civetta, infatti, fra gli uccelli notturni, non teme la vicinanza con l’uomo. La dieta comprende anche insetti e coleotteri così da risultare utile anche per l’agricoltura ed il giardinaggio.
 
Trovato un riparo confortevole, dove costruiranno il nido, le civette assumono costumi di vita sedentaria e per diversi anni non lo abbandonano più. Altri esemplari, all’opposto, sono da ritenersi erratici, capaci di compiere grandi spostamenti dal luogo di inanellamento, anche 200 km.
 
Le civette non sono molto grandi: alte poco più di 20 cm raggiungono un’apertura alare di 50-60 cm, ed un peso compreso fra i 100 ed i 200 grammi. Hanno un volo leggerissimo, grandi occhi per facilitare la visione notturna ed un udito finissimo. Soltanto durante la fase di allevamento dei piccoli, che dura circa da cinque a otto settimane, si mostrano di giorno cacciando per procurare tutto il cibo necessario ai nidiacei.
 
Per maggiori notizie: www.digilander.libero.it, www.animalinelmondo.com, www.in-valgrande.it

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

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Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

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Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.