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Cince

di Alessandro Mesini
  • Amici animali
La carica della cince
La carica della cince


 
Sul finire dell’autunno, quando le piante si spogliano e le fioriture giungono al termine, le cince divengono protagoniste del giardino entrando in città e avvicinandosi alle case, in un continuo andirivieni di piccoli voli alla ricerca di cibo. Allegre, colorate, sempre all’erta, ma disposte, se non disturbate, a lasciarsi osservare.
 
Al freddo, sempre affamate
Nei mesi invernali le cince per sopravvivere devono trovare semi in peso pari ad un terzo del loro peso corporeo e per questo non possono fermarsi mai. Si calcola che i nove decimi del tempo di luce delle giornate invernali sono impiegati nella ricerca del cibo. La loro presenza può essere incoraggiata mettendo a disposizione cibo in modo costante. Maggiore sarà il cibo offerto, più numerose saranno le cince che accorreranno nel nostro giardino. Una mangiatoia classica posta su un palo con uno spazio coperto è la scelta migliore. Semi per uccellini granivori, insieme a briciole di pane e dolci, noci, girasole, nocciole, pinoli, formaggio, burro, pezzetti di lardo e carne andranno benissimo. Anche le più semplici collane, o le reticelle appese di noccioline sono molto gradite alle cince. Tutti cibi ad alto contenuto calorico. Le mele, o altra frutta fresca, invece, saranno becchettate distrattamente.
In primavera ed in estate le cince sono meno visibili, perché il loro regime alimentare è completamente diverso. Si nutrono di insetti quali imenotteri, ditteri, coleotteri, e afidi che cacciano in buona parte sugli alberi. Durante l’allevamento dei piccoli, cacciano in preferenza bruchi di lepidotteri svolgendo una preziosa azione di controllo su questi animaletti defogliatori destinati a trasformarsi in farfalle.
 
Le cince sono gli uccelli ideali per avvicinarsi al birdwatching, perché colonizzano con facilità i nidi artificiali e in primavera fanno la gara a contendersi il cotone messo a disposizione.
 
La cinciallegra
È la cincia per eccellenza, quella che tutti conosciamo. Ha le parti inferiori di colore giallo e quelle superiori verde grigio. La testa e la gola sono nere e formano con le guance bianche una mascherina facilmente riconoscibile. E’ la più grande del gruppo, circa 14 cm di lunghezza, e s'incontra con facilità nei giardini, nei parchi, fra le piante di frutto, negli oliveti e nei boschi. E’ presente quasi ovunque nel nostro paese, dal piano fino all’alta montagna.
 
La cinciarella
Anch’essa molto diffusa, è gialla nelle parti inferiore, e azzurra su dorso, testa e ali. Frequenta giardini e parchi con alberi d’alto fusto, e predilige i boschi di quercia. Entra più timidamente nelle cinte urbane.
 
La cincia mora
Ha la stessa mascherina bianca e nera della cinciallegra, ma tutto il resto del corpo è grigio più o meno scuro. Vive nei boschi di conifere e al sopraggiungere dell’inverno scende dal nord e dalle montagne per avvicinarsi alle città.
 
La cincia bigia
Preferisce i boschi di latifoglie come castagno, carpino, faggio e nocciolo di collina e montagna. La testa è nera, le guance sono bianche, il corpo è grigio. E’ la più difficile da incontrare nei nostri giardini.
 
(Disegno di Gabriella Gallerani)

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AcquistaGiardini di maggio'12 in edicola e on line!

 

Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.