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Cimice verde

di Alessandro Mesini
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Cimice verde (Disegno di Gabriella Gallerani
Cimice verde (Disegno di Gabriella Gallerani


Un insetto considerato da tutti repellente, per il suo aspetto, il suo modo di muoversi circospetto, per il rumore del volo che irrompe improvviso nel silenzio delle stanze segnalandone la presenza e, infine, per l'odore inconfondibile
 
Palomena viridissima, è questo il nome della cimice verde delle piante, per chi ama il giardinaggio e coltiva l’orto, è un nemico di prim’ordine da combattere attivamente. Presente ovunque nell’Europa meridionale e centrale, ma diffusa anche in Asia, è comune negli orti, nei frutteti, nei giardini, nei viali alberati. Spesso è confusa con altre specie di cimice che possono avere colore simile (P. prasina) o più scure.
Si nutre della linfa delle piante pungendole con il rostro che serve per lacerare la cuticola. Raggiunge i tessuti più interni dove circola la linfa e la aspira. Il primo danno è la ferita, il secondo è la suzione di linfa, il terzo è la propagazione potenziale da una pianta all’altra di virus, funghi e batteri. I danni della cimice sono più evidenti in autunno quando i loro attacchi, in mancanza di tessuti giovani e ricchi di linfa, si concentrano sui frutti dalla polpa zuccherina e sugli ortaggi, specie i pomodori.
 
La cimice verde, lunga poco meno di 1,5 cm, è un insetto che si muove di giorno restando fermo e al riparo durante la notte. In ogni caso si muove con lentezza e non copre mai grandi distanze, spostandosi camminando ed impiegando il volo soltanto quando è disturbato e deve allontanarsi precipitosamente. Il colore verde, l’aspetto appiattito, e la scarsa mobilità contribuiscono a rendere poco visibile un insetto che riesce a mimetizzarsi con facilità. Nel momento del volo la cimice rialza le ali copritrici (emielitre), semirigide, formate da chitina, che proteggono il dorso, e utilizza le ali membranose sottostanti. Il volo della cimice però, al confronto di altri insetti, come api e mosche, è lento, pesante, ed approssimativo nella capacità di cambiare direzione all’improvviso.
Infastidita la cimice secerne dalle ghiandole repugnatorie, che sfociano all’esterno da fessure poste ai lati del torace, un liquido odoroso repellente. Lo stesso con cui può imbrattare ortaggi e frutti di cui si è cibato.
 
Riproduzione
Le cimici in estate depongono uova opercolate che si schiuderanno facendo sgusciare delle neanidi, piccolissime copie degli adulti, prive di ali. Di muta in muta, le neanidi si trasformano in ninfe, con i primi abbozzi delle ali, di volta in volta sempre più simili ai soggetti adulti completamente formati. Dalle forme larvali all’adulto le cimici si nutrono sempre di linfa.
Gli adulti che si formano dalle uova, all’approssimarsi dell’autunno, mutano aspetto diventando da verde chiaro e brillante a bruno, grigio o marrone.
 
Con i primi freddi le cimici cercano riparo per proteggersi dal freddo e superare l’inverno. Le case, specie lo spazio fra i doppi vetri, o le fessure degli infissi, sono un rifugio ambito. Quando si risvegliano sono attratte dalla luce delle lampade, dove vanno a posarsi. L’unico modo per combatterle è la cattura e l’eliminazione degli adulti una volta individuati, contro le forme giovanili quando presenti in gran numero si impiega un insetticida generico oppure acqua e sapone, o acqua d’infusione del tabacco.
 

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.