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Cetriolo

di Silvano Cristiani
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  • La semina diretta si effettua quando la temperatura del terreno si é stabilizzata intorno a 15°C: da metà aprile ai primi di maggio a seconda dei luoghi. Si effettua in postarelle, disponendo per ogni buca due o tre semi a circa 2-3 cm di profondità.
  • Dopo l’emergenza, quando la pianta ha 2-3 foglie vere, si procede al diradamento lasciando una pianta per postarella.
  • L’allevamento in verticale può essere realizzato facendo arrampicare i cetrioli su canne di bambù o, meglio, su una rete di plastica a grande maglie, tesa tra pali infissi al suolo: in questo caso la distanza tra le piante può essere ridotta a 15-20 cm.
  • Quando le piantine hanno 5-6 foglie, si cimano sopra la quarta foglia. I getti che si formano potrebbero essere ancora cimati ad una o due foglie sopra il primo frutticino. Nei cetrioli allevati su tutori può essere eliminata l’operazione di cimatura.
  • La pacciamatura è sicuramente una pratica molto utile per il contenimento delle erbe infestanti, e consente anche un efficace risparmio di acqua. Può essere eseguita con film plastico, o in materiale biodegradabile e abbinata ad un impianto irriguo a goccia per ottimizzare e semplificare le operazioni di annaffiatura.
  • Durante la prima fase di vegetazione, specialmente per i cetrioli lasciati senza sostegno, si fanno accurate sarchiature, così che il terreno, successivamente coperto dalla pianta, rimanga ben pulito.
  • Il cetriolo va raccolto immaturo quando raggiunge le dimensioni giuste rispetto alle caratteristiche varietali, l’epidermide è di colore verde intenso, i semi sono immaturi e la polpa è soda. Inizia 40-60 giorni dopo l’impianto e prosegue per 1-3 mesi. Da ogni pianta si possono ottenere in media 15 frutti.
  • Le più comuni malattie crittogamiche sono la peronospora, il mal bianco e la sclerotinia, mentre tra i parassiti animali, gli afidi e il ragnetto rosso.
  • Le più comuni malattie crittogamiche sono la peronospora, il mal bianco e la sclerotinia, mentre tra i parassiti animali, gli afidi e il ragnetto rosso.


 
Il cetriolo (Cucumis sativus) appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee, come zucchino, melone e cocomero. Nei nostri climi è una pianta a ciclo annuale, con apparato radicale inizialmente fittonante, in seguito fascicolato.
Il fusto è erbaceo, cespuglioso o strisciante, flessibile, angoloso, con ramificazioni secondarie, munito di cirri ad ogni nodo a cominciare dal quarto.
Le foglie sono semplici, palmate, a cinque lobi, alterne opposte ai cirri, con picciolo lungo e provvisto di peli.
I fiori, di colore giallo, con piccolo calice tubuloso hanno cinque petali.
Il cetriolo è una specie per lo più monoica con fiori maschili e femminili portati separatamente sulla stessa pianta. I fiori maschili sono localizzati all’ascella delle foglie in gruppi di 3-5, quelli femminili, si sviluppano, in genere, sulle ramificazioni secondarie. La fioritura é scalare e inizia con la comparsa dei fiori maschili.
La specie è prevalentemente allogama, con impollinazione entomofila (api e bombi), che avviene generalmente nelle prime ore del mattino. Esistono anche cultivar a fruttificazione partenocarpica.
Il frutto è una bacca (peponide) di forma elissoidale o allungata, di lunghezza variabile tra 10 e 40 cm, che va raccolta immatura: presenta un’epidermide di colore dal bianco al verde scuro che diventa giallo o bruno a completa maturazione.
I semi sono di forma ovale-allungata, schiacciati, di colore bianco paglierino e di lunghezza variabile da 0,6 a 1 cm. Il peso di 1000 semi è di circa 25-33 g, cioè in un grammo ne sono contenuti 30-40.
 
Scelta varietale
Le varietà coltivate si differenziano per precocità, forma del frutto: frutto lungo (40-50 cm), medio (18-24 cm) e corto (6-7 cm), colore del frutto: verde chiaro o scuro, tipo di fruttificazione normale o partenocarpico.
Le tipologie più utilizzate in Italia sia in pieno campo che in serra, sono quelle a frutto medio, con colore verde scuro e quelle a frutto corto per la produzione di cetriolini da industria.
 
Cetrioli a frutto grosso
‘Verde Lungo delle Cascine’: cultivar molto produttiva, a frutto lunghissimo di ottima qualità. Precoce. 
‘Rollison’s Telegraph’: cultivar molto vigorosa a frutto lunghissimo di colore verde scuro, liscio. 
‘Corto Bianco’ o ‘Palla di neve’: a frutto bianco, precoce. 
‘Marketer’: cultivar vigorosa e produttiva di origine americana. Frutto di 19-20 cm, di colore verde scuro, leggermente papilloso. Maturazione medio precoce. 
‘Cubit’: altra cultivar di origine americana, a frutto medio corto cm 22. Precoce. 
‘Ashley’: è una delle cultivar più produttive che si presta anche per la coltivazione in serra. Precoce, vigorosa, resistente all’oidio. Frutti affusolati all’estremità, lunghi 20 cm. 
 
Cetrioli a frutto piccolo da sottaceto
‘Piccolo Verde di Parigi’: rustica e molto produttiva. 
‘Cetriolino Bianco da Sottaceti’: cultivar a frutto piccolo con polpa soda. 
 
Esigenze agronomiche
Il cetriolo, originario dell’India e della Birmania, ha elevate esigenze termiche ed idriche. Arresta l’attività vegetative a temperature inferiori ai 12°C, mentre temperature di pochi gradi sopra lo zero possono già essere letali.
Si adatta a diversi tipi di terreno, tuttavia predilige quelli di medio-impasto, profondi, di buona fertilità, con pH ottimale compreso tra 5,5 e 7,5.
 
 
Tecniche colturali
 
Avvicendamento e consociazione
E’ una tipica coltura da rinnovo, che precede o segue le colture orticole invernali quali cavolfiore, finocchio, lattuga, sedano. E’ sconsigliabile ripetere la coltura sullo stesso terreno prima di 3-4 anni o coltivarla dopo Solanacee (pomodoro, patata, peperone, melanzana), perché le piante andrebbero facilmente soggette ad attacchi di patogeni fungini (Fusarium spp. e Verticillium spp.), nematodi e insetti.
 
Lavorazioni del terreno e concimazioni.
Le lavorazioni devono essere molto accurate e le concimazioni abbondanti. Indispensabile quella organica a base di letame maturo o compost (da 4 a 6 kg/mq), da distribuire durante la preparazione del terreno. Volendo ricorrere alla concimazione chimica, si consiglia di distribuire, ogni 10 mq, 100-140 di P2O5 e 200-250g di K2O alla lavorazione del terreno, e 80-120 g di N in copertura.
 
Semina e trapianto
La semina può essere fatta direttamente sul campo o in semenzaio. La semina diretta offre il vantaggio di una migliore radicazione delle piante, di una minor sensibilità agli stress idrici, costi ridotti e una partenza più rapida, mentre la semina su semenzaio, se fatta in ambiente protetto e riscaldato, permette di anticipare di almeno15-20 giorni l’impianto.
La semina diretta si effettua quando la temperatura del terreno si é stabilizzata intorno a 15°C: da metà aprile ai primi di maggio a seconda dei luoghi. Si effettua in postarelle, disponendo per ogni buca due o tre semi a circa 2-3 cm di profondità.
Dopo l’emergenza, quando la pianta ha 2-3 foglie vere, si procede al diradamento lasciando una pianta per postarella.
Il trapianto si effettua nelle medesime condizioni ambientali, utilizzando una pianta per postarella. Il sesto d’impianto varia a seconda che la pianta sia fatta arrampicare su dei tutori o lasciata strisciante sul terreno. Nel secondo caso si consigliano distanze sulla fila di 40-50 cm e tra le file di circa un metro.
L’allevamento in verticale può essere realizzato facendo arrampicare i cetrioli su canne di bambù o, meglio, su una rete di plastica a grande maglie, tesa tra pali infissi al suolo: in questo caso la distanza tra le piante può essere ridotta a 15-20 cm.
Cimatura 
Quando le piantine hanno 5-6 foglie, si cimano sopra la quarta foglia. I getti che si formano potrebbero essere ancora cimati ad una o due foglie sopra il primo frutticino. Nei cetrioli allevati su tutori può essere eliminata l’operazione di cimatura.
Sarchiatura
Durante la prima fase di vegetazione, specialmente per i cetrioli lasciati senza sostegno, si fanno accurate sarchiature, così che il terreno, successivamente coperto dalla pianta, rimanga ben pulito.
Pacciamatura
E’ sicuramente una pratica molto utile per il contenimento delle erbe infestanti, e consente anche un efficace risparmio di acqua. Può essere eseguita con film plastico, o in materiale biodegradabile e abbinata ad un impianto irriguo a goccia per ottimizzare e semplificare le operazioni di annaffiatura.
Irrigazione
Determinante per una buona riuscita della coltura, l’acqua non deve mai mancare, ma bisogna evitare che si formino ristagni superficiali o profondi e che vengano bagnate le foglie.
Raccolta
Il cetriolo va raccolto immaturo quando raggiunge le dimensioni giuste rispetto alle caratteristiche varietali, l’epidermide è di colore verde intenso, i semi sono immaturi e la polpa è soda. Inizia 40-60 giorni dopo l’impianto e prosegue per 1-3 mesi. Da ogni pianta si possono ottenere in media 15 frutti.
 
Avversità
Le più comuni malattie crittogamiche sono la peronospora, il mal bianco e la sclerotinia, mentre tra i parassiti animali ricordiamo gli afidi e il ragnetto rosso. Come altre cucurbitacee anche il cetriolo è sensibile a diversi virus: in caso d’infezione si consiglia di estirpare le piante e di bruciarle.
E’ possibile prevedere dei trattamenti per il controllo delle malattie fungine a base di zolfo o con decotto di equiseto, macerato di aglio e cipolla, propoli ed oli essenziali.
 
Coltivazione del cetriolo e biodinamica
Effettuare le semine in luna crescente (luna nuova), i trapianti  in luna discendente (tempo di piantagione), scegliendo comunque sempre i giorni di calore, anche per la raccolta. Distribuire il preparato 500  prima della lavorazione principale e delle eventuali sarchiature ed il preparato 501 dalla formazione dei primi frutticini, effettuando due o tre trattamenti al mattino presto, con giornate soleggiate, in giorni di aria o calore, per migliorarne  le caratteristiche organolettiche e la resistenza alle malattie.
 
(Disegni di Claudio Cristiani)

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