Carpinus betulus (carpino bianco)C’era un tempo in cui un alberello di nome carpino era guardato come il parente povero del faggio e tanto poco considerato che nei giardini non vi faceva quasi capolino, forse perché era così diffuso in natura che appariva poco sofisticato. Un bel giorno qualcuno scoprì che quel tronco non perfetto, un po’ irregolare, conferiva vivacità alla pianta, che quelle foglie talmente lucide e profondamente incise dalle nervature avevano qualcosa di speciale e che si poteva continuare a infierire su di lui, a tagliare e a potare e a capitozzare, che lui con un’ostinazione tutta particolare proseguiva a ricacciare nuovi germogli e nuove foglie sempre più vigorosi e belli. E il carpino entrò trionfante nei giardini, diventando una delle specie più diffuse proprio a formare siepi anche topiate che fino a quel momento gli venivano negate, preferendogli specie all’apparenza più nobili o esotiche. In realtà le ville del ‘600 - ‘700 italiane ancor oggi sono adornate da lunghe siepi di carpino, ma nella progettazione del verde più moderna i carpini la fanno da padroni da non molti anni, forse da quando si è scoperto il fascino della stagionalità e si è valorizzata la naturalità. |
Alberi
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