Stocker_2012_forbici-segacci Psenner_2012 Bakker_2011 Verdeacolori_2011 Zarpellon_2011 VivBuffa_2011 Verdemax_2011 Cifo_2011 Bonfante_2011 Acquaform_2011
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
    • Singole Riviste
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Ambiente
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Carota

di Silvano Cristiani
  • Ortaggi
  • Piante
  • Carota (Foto Ermes Lasagni)
  • Coltivazione della carota
  • Foglia di pianta di carota
  • Fiore di pianta di carota
  • Fiore di pianta simile alla carota
  • Frutto di pianta di carota
  • La carota si può seminare a spaglio o a righe distanti 20-30 cm; sulla fila i semi vanno collocati alla distanza di circa 1-2 cm.
  • Per ridurre il periodo di germinazione, si possono tenere i semi in un tessuto inumidito col preparato biodinamico 500 per 24-48 ore e procedere quindi alla semina senza far asciugare troppo il seme.
  • Per facilitare la semina a spaglio si può mescolare il seme con sabbia fine e con 1/10 circa di semi di lattuga o ravanelli che, germinando prima, ombreggiano e proteggono la germinazione di quelli di carota; i semi vanno quindi ricoperti con circa 1 cm di terreno leggero, che va mantenuto costantemente umido fino alla germinazione.
  • È indispensabile diradare le piantine in due momenti successivi, fino ad avere un investimento di 40-100 piante a m2 nelle semine a file (4-8 cm tra una pianta e l’altra) e 200- 250 piante a m2 nella semina a spaglio.
  • La raccolta si effettua scalarmente quando i frutti hanno raggiunto la pezzatura giusta, senza lasciarli troppo nel terreno, per non provocare spaccature, inverdimento del colletto o emissioni di radici laterali.
  • Le malattie di natura fungina possono provocare disseccamenti fogliari, come nel caso dell’alternariosi (Alternaria dauci).
  • Sclerotinia (Sclerotinia sclerotiorum) produce un micelio cotonoso che si sviluppa sulla superficie dei tessuti infetti.
  • Tra le avversità, il pericolo maggiore deriva dalla mosca della carota (Psilla rosae) che depone le uova vicino al colletto, a pochi mm sotto terra; le larve, biancastre, scavano gallerie nelle radici, che tendono poi a biforcarsi e a contrarre marciumi.


 
La carota (Daucus carota) come il sedano ed il prezzemolo, è un’ombrellifera. E’ una pianta a ciclo biennale, che sviluppa nel primo anno una rosetta di foglie ed il fittone e nel secondo anno il fusto e lo scapo fiorale, caratterizzato da un’infiorescenza ad ombrella.
La radice, carnosa e ingrossata, può assumere forma, lunghezza e colore differenti e può raggiungere anche un metro di profondità.
Le foglie sono bipennatosette, mentre il fusto, eretto e ramificato, può arrivare fino a due metri di altezza; tutta la pianta presenta dei peli rigidi.
I fiori sono bianchi o rosei, mentre quello centrale è viola scuro: ciò permette di riconoscere la carota dalle piante simili.
I frutti sono degli acheni provvisti di uncini e spine. 
 
Esigenze agronimoche
Il terreno deve essere profondo, ben drenato, argilloso-sabbioso, di medio impasto o sciolto, senza sassi, con un elevato tenore di humus e pH sub alcalino (7,5).
Nei confronti del clima non ha particolari esigenze e si adatta senza problemi a tutte le zone a clima temperato.
 
Scelta varietale
Dal punto di vista orticolo le varietà più importanti sono quelle che producono radici di colore rosso o arancio. Per quanto riguarda la forma, vengono suddivise in corte, mezzane e lunghe. Altro carattere molto importante è l'epoca di maturazione, in base alla quale le varietà si distinguono in precoci, medie o tardive.
Le più importanti
‘Tonda di Parigi’: vecchia varietà rossa, molto precoce, di forma arrotondata
‘Nantese’: altra vecchia varietà, di forma cilindrica, semiprecoce, rossa
‘Di Albenga’: di colore rosso, con radice lunga, cilindrica e terminante a cono; il ciclo è tendenzialmente tardivo, adatto alla coltura estiva
‘Flakkee’ - tardiva, a radice lunga, molto grossa, cilindrico conica, di color arancio
 
Mezzane
‘Mezza Lunga di Nantes’: precoce
‘Rossa Mezzana d'Italia’: derivazione della ‘Mezza Lunga di Nantes’
 
Varietà a radici
‘Rossa Lunga di Napoli’
‘Lunga di st. Valery’
‘Comune di Napoli’
tutte a radici color arancio.
 
 
Tecniche colturali
 
Avvicendamento e consociazioni
Come coltura precedente hanno effetti positivi i fagioli e l’insalata. Buona la consociazione con cipolla, porri, e aglio, che fungono da repellente per la mosca.
 
Lavorazioni del terreno e concimazioni
La preparazione del terreno deve essere accurata, in modo da consentire uno sviluppo ottimale delle radici. La vangatura prima dell’inverno, e le successive zappature per sminuzzare le zolle, sono indispensabili, specie se i terreni sono argillosi. In questo caso può essere utile aggiungere sabbia al terreno prima delle lavorazioni principali. Le concimazioni organiche sono molto importanti, ma bisogna ricorrere esclusivamente a sostanza organica completamente humificata, per non provocare malformazioni nelle radici e fare da richiamo per la mosca, parassita molto pericoloso. Meglio distribuirla in abbondanza alla coltura che precede.
Volendo ricorrere alla concimazione chimica, si consiglia di distribuire, ogni 10 mq, 100-120 g di P2O5 e 120-150g di K2O alla lavorazione del terreno, e 100-150 g di N in copertura.
 
Semina
È l’operazione più delicata, la germinazione delle carote, infatti, è scarsa (non supera il 50%) e, quando le temperature sono basse, anche molto lenta: a 6°C sono necessari 35-40 gg, mentre a 20°C ne servono 12. Si effettua da gennaio a marzo con le varietà precoci, da aprile ad agosto per produzioni che vanno dalla fine dell’estate a tutto l’inverno. Nei climi più miti la carota può essere coltivata anche nel periodo autunno-primaverile.
Il letto di semina deve essere perfetto, soffice e privo di malerbe; non deve produrre crosta superficiale e deve essere costituito da terriccio molto fine. A tal fine si consiglia di miscelare la parte superficiale del terreno con della torba.
Si può seminare a spaglio o a righe distanti 20-30 cm; sulla fila i semi vanno collocati alla distanza di circa 1-2 cm.
Per ridurre il periodo di germinazione, si possono tenere i semi in un tessuto inumidito col preparato biodinamico 500 per 24-48 ore e procedere quindi alla semina senza far asciugare troppo il seme.
Per facilitare la semina a spaglio si può mescolare il seme con sabbia fine e con 1/10 circa di semi di lattuga o ravanelli che, germinando prima, ombreggiano e proteggono la germinazione di quelli di carota; i semi vanno quindi ricoperti con circa 1 cm di terreno leggero, che va mantenuto costantemente umido fino alla germinazione. Può essere utile, per non provocare ristagni, dilavamento dei semi o crosta superficiale, utilizzare un telo di iuta o di canapa da appoggiare sui seminativi ed innaffiare con regolarità; in questo modo il terreno manterrà la giusta dose di acqua, garantendo una germinazione regolare. E’ importante però controllare periodicamente l’emergenza delle piantine in modo da togliere subito il telo non appena questa si avvia.
Diradamento
È indispensabile diradare le piantine in due momenti successivi, fino ad avere un investimento di 40-100 piante a m2 nelle semine a file (4-8 cm tra una pianta e l’altra) e 200- 250 piante a m2 nella semina a spaglio. Il diradamento va fatto sempre con terreno umido, facendo attenzione a non scalzare le piantine rimaste e ripulendo il terreno dai resti di quelle asportate, che possono attirare la mosca.
Irrigazioni
L’acqua non deve mai mancare e deve essere somministrata con regolarità, dalla semina alla raccolta, senza eccedere.
Raccolta
La raccolta si effettua scalarmente quando i frutti hanno raggiunto la pezzatura giusta, senza lasciarli troppo nel terreno, per non provocare spaccature, inverdimento del colletto o emissioni di radici laterali. 
 
Avversità
Il pericolo maggiore deriva dalla mosca della carota (Psilla rosae) che depone le uova vicino al colletto, a pochi mm sotto terra; le larve, biancastre, scavano gallerie nelle radici, che tendono poi a biforcarsi e a contrarre marciumi.
Altre sono di natura fungina e possono provocare disseccamenti fogliari, come nel caso dell’alternariosi (Alternaria dauci).
O marciumi, come nel caso della sclerotinia (Sclerotinia sclerotiorum), che produce un micelio cotonoso che si sviluppa sulla superficie dei tessuti infetti.
 
Consigli di prevenzione
Evitare di bagnare le foglie durante le annaffiature o, se questo non è possibile, irrigare nelle prime ore del mattino, in modo che il sole possa asciugarle in fretta.
Limitare le concimazioni azotate.
Asportare i resti delle piante diradate.
Utilizzare rotazioni ampie tra le colture.
Non concimare direttamente con sostanza organica e, in ogni caso, utilizzare solo sostanza organica  ben compostata.
Consociare con porro o cipolla o aglio, che fungono da repellente per la mosca.
Trattamenti specifici
Contro la mosca è possibile prevedere dei trattamenti preventivi a base di olio di neem, alternati a trattamenti con oli essenziali, eseguiti a distanza di 15 gg, a partire da un mese dalla germinazione  
 
Coltivazione della carota e biodinamica
Effettuare le semine in luna calante (luna vecchia), scegliendo sempre i giorni di terra, anche per i diradamenti e la raccolta. Distribuire il preparato 500 alla sera, prima della lavorazione principale e delle eventuali sarchiature, in giorni di terra o acqua ed il preparato 501 dopo almeno 60 giorni dall’emergenza, effettuando due o tre trattamenti al mattino presto, con giornate soleggiate, in giorni di aria o fuoco, per migliorarne le caratteristiche organolettiche e la resistenza alle malattie.
 
(Disegni di Claudio Cristiani)

»
  • Share/Save

Ortaggi

  • Aglio
  • Asparago
  • Barbabietola
  • Basilico
  • Carota
  • Cavolo
  • Cetriolo
  • Cipolla
  • Fagiolo e fagiolino
  • Fava
  • Finocchio
  • Fragole
  • Insalate
  • Melanzana
  • Melone
  • Patata
  • Peperone
  • Pisello
  • Pomodoro
  • Porro
  • Prezzemolo
  • Ravanello
  • Sedano
  • Spinacio
  • Zucca
  • Zucchino

Newsletter di Giardini

Ricevi via email le ultime novità da Giardini.biz

Email

Conferma email

Cancellazione

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
compra la rivista in formato digitale

oppure acquista una copia singola

Contatta Giardini

contattaci Contattaci.

Per richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui.

Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui.

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

Oltre alla nostra rivista, puoi comprare online anche i nostri libri

Ora anche in formato digitale!