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Calabrone

di Alessandro Mesini
  • Amici animali
Pericoloso calabrone
Pericoloso calabrone

 
Nel mondo, secondi solo ai coccodrilli, gli insetti della famiglia degli Imenotteri (quindi, api, vespe e calabroni) sono gli animali che provocano il maggior numero di morti. Sono pericolosi non tanto per il quantitativo di veleno iniettato, ma perché la puntura può causare shock anafilattico, spesso con esito letale. La loro presenza in giardino non deve mai essere sottovalutata, specie riguardo al calabrone (Vespa crabro), più grosso (arriva a misurare 4 cm) e più aggressivo. Può essere una presenza casuale e trattarsi soltanto di un volo di esplorazione, ma, quando compare più volte, e non nella stessa giornata l’allarme deve essere immediato.
 
Come si affronata
La prima avvertenza è quella di non attaccare l’animale a meno di non essere assolutamente certi di ucciderlo, e siccome questa certezza non esiste è meglio limitarsi ad osservarlo da lontano. Un attacco fallito, specie se ripetuto (provare un primo ed un secondo colpo in successione), può causare una reazione di attacco da parte dell’insetto. In questo caso è consigliabile tentare la fuga, tenendo il capo basso, e agitando le mani sopra la testa. La fuga a volte risulta inefficace, perché con troppa facilità si pensa di aver distanziato il calabrone, e solo dopo una decina di metri si abbandona un atteggiamento difensivo, rialzandosi e fermandosi. I calabroni sono inseguitori assai più tenaci delle api, possono compiere grandi distanze e piombarci nuovamente addosso appena abbassiamo le difese.
Molto meglio non infastidirlo e allontanare bambini, anziani, persone in costume e cani che potrebbero avere la malaugurata idea di catturarlo al volo come spesso succede con le fastidiose mosche.
Osserviamo dove si posa, se è stato attratto ad esempio dal cibo, dalla frutta, o da una bevanda zuccherata, e seguiamo il suo volo successivo per cercare di localizzare un eventuale favo. La colonia inizialmente può essere anche piccola, ad esempio si vedono svolazzare di tanto in tanto tre-cinque calabroni che fanno fuori e dentro da una crepa di un muro, dal comignolo, dalle imposte di una finestra chiusa da tempo o da una pignatta rotta del tetto, ma presto potrebbero formare uno sciame intero.
 
La trappola
Se il rifugio è lontano dalle attività umane si può approntare una trappola, di preparazione casalinga, ma molto efficace. Si prende una bottiglia di aranciata, per la mia esperienza quella classica a marchio “Fanta” è la migliore, se ne vuota il contenuto in una caraffa, si taglia la bottiglia poco sopra la strozzatura e si infila la parte superiore, capovolta verso il basso, nella base. Con alcuni punti metallici si fissano fra loro le due parti. Si versa all’interno parte del liquido, in modo che sul fondo ve ne siano circa quattro dita e tutto “l’imbuto” sia stato bagnato così da esercitare un’azione di richiamo. I calabroni cadranno all’interno della trappola e difficilmente troveranno il modo di uscire. La trappola va messa in un luogo vicino al favo, ben esposto al sole per tutta la giornata e solo con il buio potrà essere rimossa. Di notte, infatti, i calabroni non volano. La resistenza e la forza di questi insetti è tale che mentre una vespa non supera le due ore di ammollo i calabroni resistono vivi e vitali anche più di dodici ore.
 
Per distruggere il favo
Occorre impiegare un prodotto specifico, esistono insetticidi “a lunga gittata” che permettono di agire mantenendo una distanza di sicurezza.
 
Per saperne di più:
www.naturamediterraneo.com
www.wikipedia.org
www.protezione-animali.ch
 
(Disegno di Gabriella Gallerani)

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Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

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Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.