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Bosso con variazioni di colore

di Maria Grazia Bellardi
  • Cura della pianta
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  • Vistoso arrossamento fogliare su di una pianta di bosso dovuto alla produzione anomala di corotenoidi.
  • Vistoso arrossamento fogliare su di una pianta di bosso dovuto alla produzione anomala di corotenoidi.
  • In questo caso, predominano il giallo e l’arancio.

Quando il bosso arrossisce…

Il bosso (Buxus sempervirens) è un arbusto talmente noto da costituire una presenza quasi irrinunciabile in ogni giardino. E’ bello sia piantato per formare una siepe, comunemente sagomata, sia lasciato in forma libera, ma anche come pianta da vaso da esterno o in appartamento. Non ha infatti molte esigenze: predilige terreni sassosi e ghiaiosi, sia aridi che freschi, basta solo che non vi sia costipamento superficiale.

Le sue foglie, piccole ed arrotondate, sono superiormente di un bel colore verde lucente; ma, sugli individui cresciuti all’aperto, durante la stagione fredda può verificarsi un cambiamento di colore anche assai appariscente: tutta o parte della chioma assume una colorazione gialla, arancio o rosso intenso.

 

Perché avvengono queste  “fluttuazioni di colore”?

Partiamo dalle nozioni più semplici: sappiamo che la colorazione rossa delle foglie di diverse specie in autunno o in inverno è dovuta alla sintesi di composti fenolici (come gli antociani), oppure di pigmenti noti col nome di carotenoidi. A dire il vero, la sintesi improvvisa di carotenoidi non è molto frequente: la si deve piuttosto intendere come una risposta immediata della pianta ad una situazione di stress luminoso. Proprio studiando il comportamento del bosso, ci si è accorti che la sintesi in inverno di questi pigmenti è una risposta di “fotoinibizione”.

Occorre infatti considerare che questa specie sempreverde, più di ogni altra, è diffusa a tutte le latitudini e cresce fino ai 2000 metri (la troviamo, ad esempio, anche sui Pirenei). Ciò significa che deve essere in grado di sopportare un’ampia gamma di fattori di stress, soprattutto relativamente all’intensità luminosa.

Nel caso di un eccesso di luminosità in concomitanza di basse temperature (cosa che da noi può verificarsi in inverno), all’interno delle cellule i cloroplasti intrappolano una quantità di energia luminosa tale da non potere essere poi sufficientemente “consumata” dai processi fotosintetici. Vista l’impossibilità di dissipare adeguatamente l’energia accumulata dai cloroplasti, occorre mettere in funzione un meccanismo ad hoc: le foglie iniziano a produrre carotenoidi (in quantità più o meno elevata secondo la necessità) in modo da “mascherare” i cloroplasti e diminuire di conseguenza la quantità di luce intercettata.

Se il bosso quindi arrossisce, sta solo difendendo le proprie foglie da un accumulo eccessivo di energia luminosa. Il fenomeno di fotoprotezione è del tutto reversibile.

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Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

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Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

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Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.