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Biacco

di Alessandro Mesini
  • Amici animali
Biacco (Disegno di Gabriella Gallerani)
Biacco (Disegno di Gabriella Gallerani)


Il giardino coltivato sempre più spesso con metodi e prodotti rispettosi della biodiversità e seguendo schemi informali, più ricchi di ripari e di cibo, favorisce il ritorno di molti animali che fino a pochi anni fa vivevano solo in aperta campagna. I primi a reinsediarsi negli spazi verdi della cinta urbana sono stati gli uccelli e gli insetti, seguiti dai mammiferi, e solo alla fine da rettili e anfibi.
Così mentre non impressiona più il ritorno delle cince, l’avvistamento di un falchetto, o la scorribanda di un riccio, la scoperta vicino casa di un grande serpente steso a crogiolarsi sotto i raggi del sole fa ancora gridare.
 
Distinguere i serpenti velenosi dagli innocui
I serpenti da sempre destano preoccupazione e paura, spesso immotivata, ma sostenuta con forza dalla generale ignoranza che li circonda e non ci permette di distinguerli uno dall’altro.
Prima di agire in modo inconsulto, sfidando il serpente con un randello o una zappa sforziamoci di osservarlo per capire di chi si tratta. Alcuni tratti distinguono i serpenti velenosi da quelli innocui: La postura dei serpenti innocui è rilassata, con la testa al centro delle spire o al suolo, il corpo non presenta strozzature che evidenziano la testa e la coda, la pupilla è rotonda. Le vipere hanno pupilla verticale di forma ellittica, la testa e la coda si staccano dal resto del corpo, la testa è tenuta sempre rialzata, in continua allerta, pronta a colpire.
Osservarli da vicino però non sempre è possibile, ma basta ascoltarne le modalità di fuga per capire di quale tipo abbiamo di fronte: quelli innocui si allontanano precipitosamente causando un gran rumore, le vipere scivolano via in modo silenzioso.
 
Coluber viridiflavus
Il biacco, Coluber viridiflavus, chiamato anche verdone, è serpente dai costumi prevalentemente arboricoli ed è facile osservarlo in giardino steso sui cespugli, specie quelli delle conifere basse e allargate che offrono un supporto denso e resistente, sempre asciutto.
Pur non essendo velenoso è un animale coraggioso, di carattere combattivo, che attaccato si difende, tanto da rivoltarsi e mordere. Il suo morso è paragonabile per forza e pericolosità a quello di un gatto. Si disinfetta il punto interessato e si osserva ogni giorno per rilevare segni di una possibile infezione.
Non ha paura dell’acqua dove nuota con forza e riesce a catturare pesci e rane. Si muove con agilità sia al suolo sia sulla vegetazione, arrampicandosi anche ad altezze elevate così da poter predare i piccoli nidiacei e le uova. E’ un abile cacciatore che, pur non disdegnando prede di piccole dimensioni, caccia attivamente ratti e altri serpenti, vipere in primis. 
La testa è piccola, gli occhi sono grandi con pupilla rotonda e nera, il corpo snello e forte, lungo da 120 a 150 cm, fino ai 200. I giovani hanno il corpo bruno con striature orizzontali verdi e macchie gialle. Dal terzo anno di età diventano neri sul dorso e chiari nella regione ventrale.
Si trova dal piano fino a 1500 metri di quota, in aperta campagna, ma anche in orti e giardini, vicino alle case.
 

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AcquistaGiardini di maggio'12 in edicola e on line!

 

Hypericum è la pianta vedette che Paolo Cottini ci propone in questo mese di maggio, non solo per la solarità del giallo dei suoi fiori anche per la grande diversificazione delle sue tante specie che ne permette l'impiego nelle situazioni più diverse.

La nostra collaborazione con Alice Galante ci ha permesso di trattare a fondo le piante del giardino acquatico, in questo numero è la volta del fior di loto, il bellissimo Nelumbo nella cultivar candida 'Alba Grandiflora' con un fiore di ben 25 cm o nell'orientale 'Hong Lin Jin' dai graziosissimi fiori color rosa-rosso, coltivabile anche sul terrazzo e fiorita, con l'altra tutta l'estate.

Non da meno in fatto di fioritura prolungata è il rampicante di Fabio Giani, ibrido di Lonicera, L. x brownii dai fiori piccoli di un colore scarlatto o giallo acceso a seconda della varietà.

Ovunque, in giardino o in terrazzo, è ortomania! Una hobby che prende già 18 milioni di italiani, come racconta Ottavia de Petri, una passione alla ricerca anche delle erbe della cucina tradizionale che ora in mancanza di un interesse commerciale vanno scomparendo.

Un'attenzione, quella rivolta alle piante autoctone dalla bellezza discreta, sempre più crescente, che ci fa apprezzare una rosa di campo, come la spinosissima Rosa pimpinellifolia di Valerio Gallerati che esprime il suo fascino proprio nella semplicità.

Per l'orto un ortaggio veramente insolito: la rapa 'Di Milano dal Colletto Rosa' descritta da Alessandro Mesini, dal gusto dolce con una punta di piccante, sicuramente da riscoprire. Mentre per il frutteto il suggerimento è di Ugo Fiorini: la susina 'Mirabella' la più apprezzata tra le damaschine, dalla polpa asciutta e succosa.

Ginkgo biloba è molto apprezzata per le foglie a ventaglio e la stupenda colorazione autunnale, ma le sue dimensioni la escludono da molti giardini, ora però Francesco Vignoli ci segnala la nuova varietà da poco sul mercato che non supera i 3 - 4 metri, è G. biloba 'Tubifolia', pianta rustica che vive praticamente in ogni clima.

Infine, segnalo il servizio di Fabiano Sodi che è stato per noi a Ostuni a fotografare i monumentali tronchi degli olivi secolari vere e proprie sculture della natura.