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Basilico

di Silvano Cristiani
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  • Il basilico, Ocymum basilicum, è una pianta aromatica di origine esotica, ormai diffusa in tutta l’area mediterranea, che si presta ad essere coltivata senza problemi, oltre che nell’orto familiare, anche in vaso, su terrazzi e balconi.
  • Le foglie sono ovali-lanceolate, a volte bollose, di 2-5 centimetri di lunghezza; il loro colore  varia dal verde pallido al verde intenso, fino a virare al viola o porpora in alcune varietà.
  • I fiori sono piccoli, bianchi o rosati, riuniti in spighette apicali.
  • I frutti sono degli acheni appiattiti di color bruno a maturità; i semi sono bruni o neri lunghi circa 1 mm.
  • La semina si può effettuare in pieno campo, quando la temperatura media è superiore ai 15°C (aprile e maggio), seminando a file larghe 30 - 35 cm, ad una profondità di 0,5-1 cm. Sulla fila i semi andranno deposti a 5 – 10 cm.
  • Si può seminare anche in vasetto,  inserendo 2-3 semi per ogni vaso e trapiantando poi le piantine  a dimora alla distanza di 20 -30 cm l’una dall’altra
  • Si può seminare anche  in semenzaio, trapiantando poi le piantine quando avranno formato la quarta foglia.
  • Per mantenere umido il terreno dopo la semina senza provocare ristagni, dilavamento dei semi o crosta superficiale, si può utilizzare un telo di iuta o di canapa da appoggiare sui seminati ed innaffiare con regolarità; in questo modo il terreno manterrà la giusta dose di acqua, garantendo una germinazione regolare. E’ importante però controllare periodicamente l’emergenza delle piantine in modo da togliere subito il telo non appena questa si avvia.
  • Nella semina diretta in pieno campo, risulta necessario il diradamento delle piantine, da eseguire sempre con terreno umido, quando queste hanno almeno 4-5 foglie, per conseguire un investimento finale di 9-15 piante/m2.
  • E’ l’operazione più importante in grado di garantire una produzione costante per tutta l’estate. Le cime fiorite vanno regolarmente asportate, man mano che si formano. In questo modo la pianta viene stimolata a ricacciare dalle gemme ascellari e a produrre nuovi germogli.
  • Scerbature e sarchiature sono indispensabili per mantenere il terreno pulito dalle infestanti, arieggiare e rompere l’eventuale crosta superficiale.
  • La raccolta si effettua scalarmene, recidendo gli steli o le singole foglie.


 
Il basilico, Ocymum basilicum, è una pianta aromatica di origine esotica, ormai diffusa in tutta l’area mediterranea, che si presta ad essere coltivata senza problemi, oltre che nell’orto familiare, anche in vaso, su terrazzi e balconi.
Appartiene alla famiglia delle Labiatae, come la maggior parte delle piante aromatiche, quali menta, timo, origano, santoreggia ecc.
E’ una pianta erbacea annuale, caratterizzata da fusti eretti e ramificati, alti fino a 50-60 cm, di sezione quadrata, che hanno la tendenza a divenire legnosi a fine ciclo.
Le foglie sono ovali-lanceolate, a volte bollose, di 2-5 centimetri di lunghezza; il loro colore  varia dal verde pallido al verde intenso, fino a virare al viola o porpora in alcune varietà.
I fiori sono piccoli, bianchi o rosati, riuniti in spighette apicali.
I frutti sono degli acheni appiattiti di color bruno a maturità; i semi sono bruni o neri lunghi circa 1 mm.
 
Le varietà coltivate (cultivar)
Le cultivar di basilico sono una quarantina, quelle coltivate tradizionalmente in Italia sono le seguenti:

  • ‘Genovese’ -  pianta riglogliosa, a foglie medio grandi, verde chiaro, molto aromatiche, senza odor di menta
  • ‘Napoletano’ – pianta alta, a foglie grandi e bollose di color verde chiaro
  • ‘Foglia di Lattuga’ – pianta rigogliosa, con foglie larghe, bollose di color verde e aspetto lucente
  • ‘Fino verde’ – pianta nana, con foglie piccole, verdi, lucenti, molto aromatiche
  • ‘Minimum’ - detto anche basilico greco, è un cespuglio compatto con foglie piccole, verdi, ovali e appuntite; tollera climi più freddi rispetto al basilico usuale

 
Esisitono poi varietà esotiche interessanti quali:

  • ‘Cinnamon’ - originario del Messico, presenta fiori rosa-malva e steli porpora-bruni, con foglie di colore variabile da oliva a verde-marrone, con superficie lucente, ovali, appuntite, leggermente dentate, con un sapore molto speziato; le foglie hanno un profumo simile alla cannella
  • ‘Dark Opal’ – i suoi fiori hanno un colore rosa-malva, gli steli viola chiaro con foglie appuntite e ovali viola scuro dal un sapore molto speziato
  • ‘Purple Ruffles’ – caratterizzato da steli rosso-viola scuro, come le foglie, che sono piegate lungo la nervatura centrale e presentano margine dentellato; può essere usato come il basilico normale in particolare per contorni colorati e aromatici

 
Tecniche colturali
Esigenze
Molto sensibile al freddo, predilige terreni sciolti, di medio impasto, con un buon tenore di sostanza organica e pH compreso tra 6,5 e 7. Richiede irrigazioni frequenti, specie nel periodo estivo, ma è sensibile ai marciumi radicali, per cui necessita  di terreni ben drenati. L’esposizione deve essere soleggiata o a mezz’ombra, per garantire uno sviluppo migliore della pianta e delle sue caratteristiche organolettiche.
Lavorazioni del terreno e concimazioni
Oltre alle normali lavorazioni di preparazione del terreno, quali la vangatura e/o la zappatura, è da predisporre un accurato letto di semina, se si prevede di eseguire la semina diretta in pieno campo.
La sostanza organica ben compostata va somministrata durante le lavorazioni del terreno, in ragione di 2 – 3 kg/mq.
Volendo ricorrere alla concimazione chimica, si consiglia di distribuire, ogni metro quadrato, 6-10 g di P2O5 e 5-10g di K2O durante le lavorazioni del terreno e 5-10 g di N, in copertura.
Nel caso di terreni pesanti si consiglia di realizzare delle aiuole rialzate, per garantire uno sgrondo ottimale delle acque in eccesso.
Semina
Si può effettuare in pieno campo, quando la temperatura media è superiore ai 15°C (aprile e maggio), seminando a file larghe 30 - 35 cm, ad una profondità di 0,5-1 cm. Sulla fila i semi andranno deposti a 5 – 10 cm.
Si può seminare anche in vasetto,  inserendo 2-3 semi per ogni vaso e trapiantando poi le piantine  a dimora alla distanza di 20 -30 cm l’una dall’altra,
o in semenzaio, trapiantando poi le piantine quando avranno formato la quarta foglia.  
Il quantitativo di 0,5-1 g di seme, è sufficiente per 1 m2 di semenzaio o per un’aiuola di 10 m2.
Volendo optare per la semina diretta è necessario predisporre un letto di semina soffice e privo di malerbe, costituito da terriccio molto fine, ma che non crei crosta superficiale. A tal fine si consiglia di miscelare la parte superficiale del terreno con della torba o con del compost molto maturo; i semi vanno quindi ricoperti con circa 1 cm di terreno leggero, che va mantenuto costantemente umido fino alla germinazione.
Per facilitare questa operazione senza provocare ristagni, dilavamento dei semi o crosta superficiale, si può utilizzare un telo di iuta o di canapa da appoggiare sui seminati ed innaffiare con regolarità; in questo modo il terreno manterrà la giusta dose di acqua, garantendo una germinazione regolare. E’ importante però controllare periodicamente l’emergenza delle piantine in modo da togliere subito il telo non appena questa si avvia.
 
Diradamento
Nella semina diretta in pieno campo, risulta necessario il diradamento delle piantine, da eseguire sempre con terreno umido, quando queste hanno almeno 4-5 foglie, per conseguire un investimento finale di 9-15 piante/m2.
Cimatura
E’ l’operazione più importante in grado di garantire una produzione costante per tutta l’estate. Le cime fiorite vanno regolarmente asportate, man mano che si formano. In questo modo la pianta viene stimolata a ricacciare dalle gemme ascellari e a produrre nuovi germogli.
Scerbature e sarchiature
Sono indispensabili per mantenere il terreno pulito dalle infestanti, arieggiare il terreno e rompere l’eventuale crosta superficiale.
Irrigazioni
L’acqua non deve mai mancare e deve essere somministrata con regolarità, dalla semina alla raccolta, senza eccedere.
Raccolta
Si effettua scalarmene, recidendo gli steli o le singole foglie. 
Conservazione
Il basilico una volta lavato e asciugato può essere anche facilmente conservato in freezer, sott’olio o essiccato.
 
Avversità
Non sono molte le avversità che possono comprometterne la coltivazione: quelle più temibili sono i  marciumi del colletto e delle radici, di natura crittogamica, gli afidi e le lumache.
Se non si eccede nelle concimazioni azotate, si garantisce almeno una rotazione biennale, l’assenza di ristagni idrici, il basilico risulta essere una coltura robusta e di facile coltivazione e non risultano pertanto necessari, di norma, interventi di controllo. 
 
La coltivazione del basilico ed il calendario biodinamico
Le semine in luna crescente (luna nuova) e in giorni di calore, favoriranno la formazione dell’aroma e le qualità organolettiche. Scegliere per questo motivo i giorni di calore anche per i diradamenti, le sarchiature e la raccolta. Distribuire il preparato 500 alla sera, prima della lavorazione principale e delle eventuali sarchiature, in giorni di terra o acqua ed il preparato 501 dopo almeno 60 giorni dall’emergenza, effettuando due o tre trattamenti al mattino presto, con giornate soleggiate, in giorni di aria o fuoco, per migliorarne le caratteristiche organolettiche e la resistenza alle malattie.
 
(Disegni di Claudio Cristiani)

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