Stocker_2012_forbici-segacci Psenner_2012 Bakker_2011 Verdeacolori_2011 Zarpellon_2011 VivBuffa_2011 Verdemax_2011 Cifo_2011 Bonfante_2011 Acquaform_2011
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
    • Singole Riviste
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Ambiente
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Barbabietola

di Silvano Cristiani
  • Ortaggi
  • Piante
  • La varietà da radici, Beta vulgaris var. cruenta, presenta a maturità una radice ingrossata, di color rosso, con forma variabile, più o meno globosa, che termina poi con una radichetta sottile
  • Beta vulgaris var. cycla  varietà da taglio (erbette)
  • Beta vulgaris var. cycla  varietà da costa
  • Lo scapo fiorale è angoloso e ramificato, i fiori piccoli, verdastri e sessili sono riuniti in glomeruli di 3-5 spighe fogliacee, a loro volta riunite in pannocchie; l'impollinazione è anemofila e la fecondazione è spesso incrociata; la fioritura avviene in primavera-estate e la raccolta del seme in luglio-agosto
  • Il frutto è un glomerulo legnoso grinzoso indeiscente, da marrone chiaro a scuro, contenente 3-5 semi
  • Nelle varietà da taglio si può seminare a spaglio e diradare successivamente, quando le piante hanno raggiunto lo sviluppo completo, fino a lasciare 20-30 piante/mq. Le varietà da coste richiedono un investimento minore, per permettere lo sviluppo appropriato delle piante: la densità finale ottimale varia tra 5 e 15 piante/mq
  • Molto utile è il bagno al seme con preparato biodinamico 500 o con semplice acqua, lasciando i glomeruli immersi in ovatta umida per 4 o 5 giorni
  • Nelle varietà da foglia si può avere dopo 40-60 gg dalla semina e si protrae per tutto il periodo di coltivazione, tagliando le foglie esterne ben formate
  • La raccolta di quelle da radice va effettuata con la vanga, su terreno asciutto, dopo 70-150 gg dalla semina, in relazione alla precocità della varietà. Nel caso di consumo immediato, si effettua quando hanno raggiunto la dimensione definitiva, mentre, nel caso di radici da conservare, si effettua quando le piante hanno completato lo sviluppo e le foglie iniziano ad appassire
  • Le varietà da foglia si conservano solo qualche giorno in ambiente refrigerato e vanno pertanto raccolte al momento del consumo. Le radici, invece, possono essere conservate due o tre mesi, in ambienti con una temperatura compresa tra 5 e 10°, in cumuli ricoperti con sabbia o con torba e mantenute umide per tutto il periodo di conservazione
  • Cercospora bieticola, pungo parassita che provoca una vaiolatura alle foglie che in seguito si perforano e tendono a disseccarsi e la Peronospora. Tra gli agenti che provocano marciumi alle radici ed al colletto nelle prime fasi di crescita si ricordano il Mal del piede (Phoma betae), Pythium e Rhizoctonia spp
  • Tra i parassiti animal, i più pericolosi sono le Altiche, piccoli insetti molto mobili, che creano delle perforazioni nelle foglie e che inibiscono lo sviluppo delle giovani piantine

 
La barbabietola (Beta vulgaris) appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee, come gli spinaci. E' una pianta biennale, coltivata nell'orto sia per la produzioni di radici, che di foglie.
 
La varietà da radici, Beta vulgaris var. cruenta, presenta a maturità una radice ingrossata, di color rosso, con forma variabile, più o meno globosa, che termina poi con una radichetta sottile.  
Le foglie, provviste di un lungo picciolo, hanno il lembo  liscio, spatoliforme, di colore verde o verde sfumato di rosso. 
 
Di Beta vulgaris var. cycla, si consumano invece le foglie e i piccioli fogliari: la pianta presenta una radice fittonante carnosa di 2-4 cm di diametro e 20-30 cm di lunghezza; le foglie basali sono riunite a rosetta ed hanno un lembo spatolato o lanceolato, liscio o bolloso, sorretto da un picciolo sottile e allungato nelle varietà da taglio (erbette) o carnoso ed appiattito di color bianco argento, nelle varietà da costa.  
Lo scapo fiorale è angoloso e ramificato, i fiori piccoli, verdastri e sessili sono riuniti in glomeruli di 3-5 spighe fogliacee, a loro volta riunite in pannocchie; l'impollinazione è anemofila e la fecondazione è spesso incrociata; la fioritura avviene in primavera-estate e la raccolta del seme in luglio-agosto.
Il frutto è un glomerulo legnoso grinzoso indeiscente, da marrone chiaro a scuro, contenente 3-5 semi. 
 
Esigenze ambientali
Ha basse esigenze termiche e tollera bene anche temperature di qualche grado sotto lo zero. Preferisce terreni profondi, freschi, ben drenati e ben dotati di sostanza organica, con pH neutro o subalcalino; tollera bene elevati gradi di salinità, mentre rifugge i terreni acidi.
E' molto esigente invece per quello che riguarda il fabbisogno idrico, che deve essere regolare senza provocare ristagni, per garantire foglie tenere e ben sviluppate.
 
Varietà coltivate
Tra le varietà da radice ricordiamo:

  • ‘Chioggia’, con radice rotonda, rosso chiara, polpa dolce, rosa chiara zonata di rosso, fogliame ridotto; molto precoce
  • ‘Nera di Milano’, con radice grossa, rotonda, rosso-violacea e polpa molto scura; tardiva
  • ‘Detroit’, varietà precoce con radice globosa rosso scura e polpa rosso intensa ed uniforme
  • ‘Nera d'Egitto’, varietà precoce con radice schiacciata di color rosso intenso e polpa rosso-nerastra

Le varietà da foglia si distinguono in quelle da taglio, caratterizzate da un picciolo stretto di color verde o rosso, e quelle da costa, caratterizzate da un picciolo carnoso e appiattito, color bianco-argenteo e dimensioni variabile:

  • ‘Bionda di Lione’, con foglie lunghe, ampie, bionde, a costa larga e appiattita, resistente al freddo
  • ‘Verde Riccia di Ginevra’, detta anche ‘A Coste d'Argento’, varietà di color verde scuro a coste ampie carnose e molto lunghe
  • ‘Bionda da Taglio Triestina’, con foglie medio corte, lisce, giallo chiaro, a costa stretta, bianca.

 
Tecnica colturale
Avvicendamento e consociazione
È opportuno garantire una rotazione almeno triennale. Si può consociare con cavoli rapa, lattuga e ravanelli.
Semina
La semina può essere eseguita direttamente sul campo a spaglio o a file, a partire dal mese di marzo nei climi più miti, o in cassetta mettendo le piantine a dimora a partire dal mese di aprile. Sono da evitare le esposizioni delle giovani piantine al gelo perché possono indurre la fioritura anticipata.
Nelle varietà da taglio si può seminare a spaglio e diradare successivamente, quando le piante hanno raggiunto lo sviluppo completo, fino a lasciare 20-30 piante/mq. Le varietà da coste richiedono un investimento minore, per permettere lo sviluppo appropriato delle piante: la densità finale ottimale varia tra 5 e 15 piante/mq. 
Nella varietà da radice l'investimento ottimale è intermedio tra i precedenti: in linea generale, ad un basso investimento, fa riscontro una maggior pezzatura delle radici, mentre a semine più fitte, radici più piccole.  La profondità di semina è di un cm o due al massimo, la distanza tra le file di 30-50 cm, sulla fila 15-30 cm.  Nel caso di semina in semenzaio il trapianto andrà eseguito quando le piante avranno sviluppato 7-8 foglioline.
Molto utile è il bagno al seme con preparato biodinamico 500 o con semplice acqua, lasciando i glomeruli immersi in ovatta umida per 4 o 5 giorni. 
Concimazione
Il terreno deve essere ben lavorato e concimato in modo da garantire una buon drenaggio e sostanze nutritive prontamente assimilabili. Molto importanti le concimazioni organiche effettuate con letame ben maturo, circa una carriola ogni 10 mq (30-40 kg); l'azoto va somministrato con prudenza ed in modo scalare: in generale sono sufficienti 80-100 g. di azoto (100-140 per le bietole da costa), 80-120 g di P2O5 e 50-100 g di K2O ogni 10 mq.
Irrigazioni
Devono essere abbondanti e regolari e possono essere effettuate sia a goccia che per aspersione.
Sarchiature
Sono indispensabili per mantenere il terreno sgombro dalle infestanti.
 
Coltivazione della barbabietola e calendario biodinamico
Effettuare le semine in luna calante, i trapianti, le sarchiature e le rincalzature in luna discendente (tempo di piantagione), scegliendo i giorni di acqua per le varietà da foglia e quelli di terra per quelle da radice. Il preparato 500 irrorato prima della lavorazione principale e delle sarchiature da un valido contributo ad una crescita sana e abbondante. Attenzione all’uso del 501 che potrebbe stimolare la fioritura anticipata.
 
Raccolta
Nelle varietà da foglia si può avere dopo 40-60 gg dalla semina e si protrae per tutto il periodo di coltivazione, tagliando le foglie esterne ben formate.  
La raccolta di quelle da radice va effettuata con la vanga, su terreno asciutto, dopo 70-150 gg dalla semina, in relazione alla precocità della varietà. Nel caso di consumo immediato, si effettua quando hanno raggiunto la dimensione definitiva, mentre, nel caso di radici da conservare, si effettua quando le piante hanno completato lo sviluppo e le foglie iniziano ad appassire. 
 
Conservazione del prodotto
Le varietà da foglia si conservano solo qualche giorno in ambiente refrigerato e vanno pertanto raccolte al momento del consumo. Le radici, invece, possono essere conservate due o tre mesi, in ambienti con una temperatura compresa tra 5 e 10°, in cumuli ricoperti con sabbia o con torba e mantenute umide per tutto il periodo di conservazione. 
 
Le  avversità
Diversi sono i parassiti animali e vegetali che attaccano le barbabietole.
Tra i funghi si ricorda Cercospora bieticola, che provoca una vaiolatura alle foglie che in seguito si perforano e tendono a disseccarsi e la Peronospora. Tra gli agenti che provocano marciumi alle radici ed al colletto nelle prime fasi di crescita si ricordano il Mal del piede (Phoma betae), Pythium e Rhizoctonia spp.
Tra gli animali, i più pericolosi sono le Altiche, piccoli insetti molto mobili, che creano delle perforazioni nelle foglie e che inibiscono lo sviluppo delle giovani piantine. 
 
Per il loro controllo valgono alcune considerazioni generali:

  • effettuare una rotazione adeguata tra le colture
  • effettuare concimazioni azotate equilibrate, evitare ristagni idrici e scarso drenaggio
  • evitare le semine troppo fitte
  • irrigare regolarmente e i modo localizzato
  • asportare e distruggere le foglie malate

Eventuali trattamenti possono essere effettuati all’occorrenza con propoli ed oli essenziali o con macerato di equiseto per il controllo dei marciumi e della cercospora. Macerati di aglio e cipolla, macerato di ortica, sapone liquido di Marsiglia diluito in acqua (5-10 %), olio di Neem o piretro possono essere utilizzati contro gli insetti. (Vedi Giardini n.213 e 214, usciti a novembre e a dicembre  2005)
 
(Disegni di Claudio Cristiani)

»
  • Share/Save

Ortaggi

  • Aglio
  • Asparago
  • Barbabietola
  • Basilico
  • Carota
  • Cavolo
  • Cetriolo
  • Cipolla
  • Fagiolo e fagiolino
  • Fava
  • Finocchio
  • Fragole
  • Insalate
  • Melanzana
  • Melone
  • Patata
  • Peperone
  • Pisello
  • Pomodoro
  • Porro
  • Prezzemolo
  • Ravanello
  • Sedano
  • Spinacio
  • Zucca
  • Zucchino

Newsletter di Giardini

Ricevi via email le ultime novità da Giardini.biz

Email

Conferma email

Cancellazione

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
compra la rivista in formato digitale

oppure acquista una copia singola

Contatta Giardini

contattaci Contattaci.

Per richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui.

Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui.

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

Oltre alla nostra rivista, puoi comprare online anche i nostri libri

Ora anche in formato digitale!