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Avvizzimenti da virus su lupino

di Maria Grazia Bellardi
  • Cura della pianta
  • Lavori e consigli
  • I sintomi indotti da TSWV sono molto gravi ed interessano quasi tutte le foglie
  • Le macchie clorotiche sulle foglie malformate di lupino con il tempo diventano rossicce
  • Le macchie clorotiche sulle foglie malformate di lupino con il tempo diventano rossicce
  • A volte le macchie necrotiche sono di colore bruno scuro
  • Gli avvizzimenti indotti da TSWV possono essere erroneamente interpretati come sintomi dovuti a patogeni fungini

La notorietà del lupino è collegata all’importanza che questa pianta ha avuto nei secoli come alimento. Basti ricordare che si hanno notizie di coltivazioni egizie risalenti al 2000 a.C. Ma per noi che amiamo circondarci di piante fiorite multicolori, il lupino costituisce una splendida ornamentale, annuale e/o perenne, facilmente utilizzabile per l’allestimento di aiuole e bordure, in giardini sia di ampie che di modeste dimensioni. Fra le specie perenni, la più nota ed utilizzata è Lupinus polyphyllus Lidl., originaria della zona compresa fra la Columbia Britannica e la California, i cui racemi fiorali, lungi fino a 60 cm, sfoggiano (nei diversi ibridi) svariate colorazioni: si va dal bianco puro fino al blu-nerastro, attraverso i colori pastello di giallo, albicocca, rosa e arancione, senza dimenticare i più comuni toni di rosso, azzurro, lilla e viola.

 

Per quanto riguarda le avversità, mentre le specie annuali solitamente sono poco suscettibili agli attacchi da patogeni infettivi, quelle perenni e gli ibridi, invece, sono spesso soggette a marciumi del colletto o delle radici (da Thielaviopsis basicola) e a malattie fogliari, prime fra tutte il “Mal bianco” e la maculatura da Pleiochaeta setosa. Forse, però, i danni maggiori sono dovuti all’infezione di virus molto frequenti sulle specie orticole leguminose (fagiolo, fava, pisello, ecc.), trasmessi da afidi, a cui se ne aggiungono altri, i Tospovirus, trasmessi invece da tripidi. Un virus in particolare, quello dell’avvizzimento maculato del pomodoro (TSWV), sta causando attualmente gravi problemi in molti impianti di lupino ornamentale del nostro Paese, soprattutto in Liguria.

 

Virus dell’avvizzimento maculato del pomodoro (TSWV)

I sintomi della malattia consistono, inizialmente, in macchie clorotiche rotondeggianti e malformazione del lembo; successivamente, appaiono delle aree necrotiche bruno/rossicce (“spots”), vistosi avvizzimenti e disseccamenti delle foglie. Non di rado, gli avvizzimenti delle foglie vengono “confusi” con sintomi dovuti a patogeni fungini, il che porta ad interventi fitoiatrici errati, ossia ad inutili somministrazioni di prodotti chimici di sintesi.

Se perciò notiamo sui nostri lupini sintomi simili a quelli descritti e rappresentati nelle illustrazioni allegate, ricordiamo che potrebbe (purtroppo) trattarsi di una virosi… per cui dobbiamo tempestivamente provvedere all’eliminazione delle piante infette.

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Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

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Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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