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Aralda

di Alessandro Mesini
  • Piante
  • Piante spontanee
  • Aralda (Disegno di Gabriella Gallerani)
  • Prima di iniziare la fioritura vera e propria la pianta si presenta tutta in boccio, prima leggermente ripiegata e poi diritta
  • I fiori sono portati solo su un lato del racemo che appunto si dice unilaterale
  • La fioritura lungo il racemo è scalare ed inizia dal basso verso l’alto
  • Al termine della fioritura il racemo secco resiste in piedi fino all’arrivo dell’inverno
  • Digitalis lutea ha un’altezza variabile fra i 30 ed i 90 cm
  • I fiori sono portati quasi orizzontali, sono un ottimo rifugio per i piccoli insetti la notte e nei giorni di pioggia

Erba aralda (Digitalis lutea)
La digitale, considerata da molti alla stregua di pianta velenosa, non ha in realtà un illustre passato di pianta medicamentosa perché è citata come rimedio solo verso la fine del XVI° secolo. Teofrasto e Plinio, invece, ne lodavano già il carattere ornamentale e Columella l’annoverava fra le piante spontanee mangerecce insieme alla pastinaca, alla vitalba e gli asparagi selvatici.  
Il nome deriva dal latino “digitus”. La forma del fiore, che con la fusione completa dei cinque petali origina una struttura tubulosa, è quella di un ditale.  
Nel nostro paese sono presenti diverse specie spontanee: Digitalis purpurea, quella più diffusa come pianta da giardino e a volte rinaturalizzata, Digitalis ferruginea biennale e tipica dell’area meridionale dell’Europa, Digitalis grandiflora diffusa fino alle regioni del Caucaso, e Digitalis lutea, chiamata anche erba aralda, elegante e discreta pianta dei boschi. 
 
Digitalis lutea
Più rara della Digitalis grandiflora, Digitalis lutea è pianta protetta, facilmente riconoscibile per il colore uniforme del fiore che è sempre e solo giallo nelle declinazioni del pallido, del crema e dell’avorio. Solo molto raramente le corolle presentano leggere maculature. I fiori, lunghi 2-2,5 cm, si schiudono in modo scalare partendo dal basso. Sono raccolti in grandi racemi, densi ed unilaterali, dove i fiori sono portati quasi orizzontalmente. La fioritura inizia nel mese di maggio e si prolunga per circa quaranta giorni.
Non è pianta appariscente, tanto che ad un primo passaggio non sempre si individua, ma è di forme slanciate ed eleganti. Raggiunge un’altezza compresa fra i 30 ed i 90 cm. Il fusto è semplice e robusto, non necessita di sostegni e non si piega con il vento o la pioggia. Ha foglie lanceolate, lucide, con margine finemente seghettato. Foglie e picciolo sono quasi completamente glabri, elemento questo che permette di distinguerla da altre specie quando i fiori mancano.
 
Dove trovarla
L’erba aralda si trova allo stato spontaneo nei boschi della fascia montana e sub-montana, ma solo se luminosi e, soprattutto, freschi. Non vive nei luoghi aridi, ma preferisce le sponde esposte al sole del mattino e ombreggiate nelle ore più calde e nel pomeriggio. Ama i terreni ricchi di sostanza organica, originatisi dalla decomposizione delle foglie, acidi o sub-acidi, possibilmente profondi, e tendenzialmente umidi per buona parte dell’anno, ma non fradici ed asfittici, meglio se con una buona componente sabbiosa. Preferisce le ripe e gli argini ai terreni pianeggianti. Il suo areale di diffusione comprende oltre al nostro paese tutta l’Europa sud occidentale.
 
Come riprodurla
Digitalis lutea è specie protetta e come tale non può essere raccolta, né come fiore reciso, né come pianta intera. Questo secondo tentativo si rivela per lo più fallimentare perché le digitali spontanee trapiantate in giardino tendono a deperire rapidamente.
Nulla però vieta la raccolta dei semi che non danneggia la pianta perenne, può essere anche parziale e va effettuata solo laddove esista una colonia e non una pianta isolata.
I semi, molto piccoli, si spargono nel mese di maggio sul terreno ben lavorato ed affinato, si coprono con uno strato di circa mezzo centimetro di torba precedentemente inumidita che si provvede ad innaffiare con regolarità per facilitare la germinazione. Quando le piantine hanno raggiunto una dimensione tale da poterle maneggiare si trapiantano con tutto il pane di terra in vivaio ad una distanza di 15 cm una dall’altra. Si possono mettere a dimora nella primavera successiva ad una distanza doppia. 
Una volta messo a dimora un primo nucleo di piante, la disseminazione naturale è molto facile.
 
Dove porla in giardino
In giardino può essere impiegata in bordure o macchie se si dispone di un luogo fresco e soleggiato solo nelle prime ore della giornata. Sono perfette per disegnare un cammino lungo una zona poco frequentata e tranquilla, al limite di un parco o per la rinaturalizzazione di un’area boschiva. Lungo un argine, poste al di sopra del piano di camminamento, ad altezza d’uomo, consentono un’osservazione attenta e ravvicinata di tutti gli insetti che si nutrono di nettare, dalle api alle farfalle, ma anche di quelli più piccoli, ad esempio, le coccinelle che trovano riparo all’interno dei fiori, specie quando piove. La struttura del fiore, ad imbuto e profonda, consente di osservare l’insetto senza disturbarlo e senza causare reazioni di difesa.
Si accosta a tutte le altre piante spontanee del bosco: dalle fragole come tappezzanti, agli anemoni e la colombina, dagli ellebori alle orchidee spontanee.
Deve essere bagnata con regolarità nel periodo della fioritura e può essere concimata ogni due settimane impiegando un fertilizzante liquido per piante da fiore.
Non presenta malattie ricorrenti o attacchi di parassiti, teme soltanto i terreni ricchi di calcio che ne causano uno sviluppo stentato.

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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