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Apocynaceae rampicanti

di Fabiano Sodi
  • Piante
  • Rampicanti
  • A torto sottovalutato, Trachelospermum asiaticum, è più rustica della specie sorella e può essere coltivata all’aperto anche nell’Italia del nord. Ha fiori di colore giallo crema ed è originaria della Corea e del Giappone.
  • Mandevilla eximia: Specie molto rara, spontanea in Brasile. Nota in coltura solo in alcune prestigiose collezioni.
  • Anche se coltivate in vaso le Allamanda producono con facilità cime fiorite di grandi fiori campanulati a condizione che siano collocate in una posizione luminosa ed abbiano raggiunto una dimensione adeguata. I fiori sono grandi e campanulati, di colore giallo brillante con striature bianche o gialle nella gola.
  • Vigoroso e rapido nella crescita, il rincospermo, Trachelospermum jasminoides, spesso confuso con il gelsomino, è molto adatto per ricoprire muri e recinzioni. Risulta abbastanza rustico ma è consigliabile difendere il piede dal gelo con una pacciamatura. Originario dell’Indocina, dov’è specie invadente, è stato importato in Europa nel 1846 da Shangai. Il fiore ha la forma tipica di molte Apocynaceae, con il calice inciso in cinque lobi ed i lembi in parte retroflessi tutti nella stessa direzione, così da assumere l’aspetto di un’elica.
  • Mandevilla boliviensis: rampicante non molto vigoroso adatto per essere coltivato in contenitori.
  • Un altro vigoroso rampicante con fiori spettacolari, di colore bianco brillante, molto vistosi e profumati, lunghi fino a 15 centimetri, è Beaumontia grandiflora ma si tratta purtroppo di pianta non facile da gestire: è ancora più esigente di Allamanda e non ama essere allevata in vaso.
  • Rustica e facile da reperire è Allamanda schotti, un basso cespuglio compatto di aspetto modesto. Anche questa specie ha bisogno di essere ricoverata in serra durante l’inverno.
  • Mandevilla laxa: fu Sir H.J. Mandeville, ministro inglese in Argentina, ad inviare nel 1837 i primi esemplari in Inghilterra.
  • Allamanda blanchetii si distingue per i fiore di colore violetto e per il portamento più modesto.
  • Mandevilla ×amabilis ‘Alice Du Pont’: bellissimo ibrido di Mandevilla splendens ottenuto negli anni ’70. Ha grandi foglie rugose di colore verde scuro e fusto legnoso che può raggiungere i dieci metri di lunghezza.
  • Allamanda ‘Stansill's Double’ è una varietà a fiori doppi apparsa per la prima volta in Florida nel 1950 nel giardino della signora Stansill a Samoset.

 

 

Alla famiglia delle Apocynaceae appartengono molte piante dalle proprietà tossiche. Il nome stesso, che letteralmente può essere tradotto con “lontano dal cane”, si riferisce appunto a questa loro caratteristica e ricorda che l’ingestione delle foglie, i semi o altre parti della pianta, soprattutto il lattice che sgorga dalle ferite, possono essere dannosi per la salute d’animali e persone. Nella maggior parte dei casi l’ingestione accidentale non è causa di gravi avvelenamenti, generalmente provoca leggeri disturbi gastrointestinali che non necessitano neppure di un trattamento medico. Alcune specie contengono però sostanze alcaloidi estremamente nocive che, addirittura, possono anche risultare letali. L’oleandro (Nerium oleander), ad esempio, tipico rappresentante di questa famiglia, con le sue innumerevoli varietà è una delle specie vegetali più comuni che ornano i giardini, anche pubblici, ma rappresenta pure una fra le piante velenose più a rischio con le quali, quotidianamente, esiste il pericolo di venire a contatto. L’oleandro è bellissimo, ha poche pretese e immancabilmente ogni anno ripaga delle cure ricevute con abbondanti e appariscenti fioriture; per questo è una pianta ornamentale tanto apprezzata e diffusa e lo stesso si può dire di tante altre Apocynaceae. Chi lo desidera non deve rinunciare a coltivare soggetti così attraenti ma semplicemente avere la consapevolezza di ciò che si appresta ad accogliere nella propria casa ed eventualmente, se la situazione lo richiede, assumere accorgimenti utili ad evitare possibili incidenti.

 

Fra le Apocynaceae più belle ci sono senz’altro le Allamanda che sono rampicanti più o meno grandi originari delle Americhe, con rami allungati e stretti. La più nota è Allamanda cathartica che, con i suoi grandi fiori campanulati di colore giallo brillante, è stata la prima ad arrivare in Europa nel XIX secolo. Si tratta di un vigoroso rampicante che può raggiungere anche i sedici metri d’altezza, con grandi foglie giallastre raccolte in verticilli. In natura vive nelle paludi a mangrovie e lungo le rive dei fiumi dell’America meridionale, dalla Guyana alle coste nord orientali. Simili, ma con un portamento più modesto, sono anche Allamanda blanchetii, a fiori da violetti a rosa porporino, ed Allamanda schotti. Tutte piante da serra calda che tollerano con difficoltà temperature che scendono sotto ai 10 °C, ma crescono bene e regalano splendide fioriture anche se tenute in vaso.

 

Piante volubili molto eleganti sono poi le specie del genere Mandevilla, originarie dei boschi dell’America centrale e meridionale. Queste hanno fiori imbutiformi, appariscenti, con una varietà cromatica che spazia tra il bianco, il giallo ed il violetto. Sono molto adatte per rivestire un pergolato o un graticcio che in estate inevitabilmente ricoprono con i loro fiori. Mandevilla mal sopporta temperature minime al di sotto dei 7 °C, tuttavia alcune varietà sono in grado di sopravvivere anche in climi più freddi perdendo completamente la parte aerea e ricacciando nuovi getti nella primavera successiva. La più conosciuta è Mandevilla laxa, nota anche con il nome di gelsomino del Cile, che è stata la prima ad essere introdotta in Europa dall’Argentina. Ha fiori bianco candidi ed è quella che tollera meglio di altre le basse temperature. 

 

Numerose Apocynaceae sono piante ornamentali eccellenti ma senz’altro la specie che ha riscosso maggior successo, soprattutto negli ultimi anni, è il rincospermo (Trachelospermum jasminoides), un rampicante molto versatile e generoso, insensibile a qualsiasi maltrattamento. Questa pianta non teme né siccità né malattie, solo il freddo troppo intenso. È sufficiente collocarla in una posizione riparata a ridosso di un muro e ben presto, senza particolari cure, ricopre la parete con il suo denso fogliame sempreverde ed a questo farà poi seguito una cascata di bianchi fiori intensamente profumati. A buon diritto il rincospermo ha conquistato il suo spazio in ogni giardino, in ogni terrazzo e anche sul più piccolo dei balconi. L’unico difetto, se un difetto lo dobbiamo trovare, è proprio questa sua eccessiva popolarità che purtroppo ha finito per renderlo banale. 

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Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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