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Apocynaceae

di Fabiano Sodi
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  • A torto sottovalutato, Trachelospermum asiaticum, è più rustica della specie sorella e può essere coltivata all’aperto anche nell’Italia del nord. Ha fiori di colore giallo crema ed è originaria della Corea e del Giappone.
  • Mandevilla eximia: Specie molto rara, spontanea in Brasile. Nota in coltura solo in alcune prestigiose collezioni.
  • Vinca major La pervinca è una pianta erbacea strisciante con fiori di colore violetto tenue, spontanea anche nel nostro paese. Alcune specie sono coltivate nei giardini per creare fitti tappeti impenetrabili, sulle rocce, sui muri o nel sottobosco.
  • Acokanthera oblongifolia è un arbusto di aspetto gradevole, adoperata talora anche come pianta da appartamento. Si tratta però di una specie vegetale estremamente velenosa, in Somalia dov’è chiamata “uabaio”, è utilizzata per avvelenare le frecce.
  • Pchypodium lamerei produce grandi fiori bianchi con il centro sfumato di giallo.
  • In Italia, almeno fino a qualche anno fa, Plumeria rubra era immancabile sui terrazzi di alcune città siciliane dove, per fornire una protezione dal freddo, veniva collocato un guscio d’uovo a copertura degli apici vegetativi.
  • Vinca minor La pervinca è una pianta erbacea strisciante con fiori di colore violetto tenue, spontanea anche nel nostro paese. Alcune specie sono coltivate nei giardini per creare fitti tappeti impenetrabili, sulle rocce, sui muri o nel sottobosco.
  • Anche se coltivate in vaso le Allamanda producono con facilità cime fiorite di grandi fiori campanulati a condizione che siano collocate in una posizione luminosa ed abbiano raggiunto una dimensione adeguata.
  • Vigoroso e rapido nella crescita, il rincospermo, Trachelospermum jasminoides, spesso confuso con il gelsomino, è molto adatto per ricoprire muri e recinzioni. Risulta abbastanza rustico ma è consigliabile difendere il piede dal gelo con una pacciamatura.
  • I fiori di Adenium sono molto belli ma in varietà come ad esempio Adenium obesum subsp. multiflorum sono stupendi e possono ricoprire interamente la pianta.
  • Mandevilla boliviensis: rampicante non molto vigoroso adatto per essere coltivato in contenitori.
  • Plumeria rubra var. acutifolia è la più rustica e facile da coltivare. In inverno va riparata dal freddo e all’asciutto, in estate ha bisogno di una posizione luminosa e di un concime ricco di potassio.
  • Molte sono le Apocynaceae con frutti di aspetto attraente ma velenosi. Una di queste è Ochrosia elliptica, una pianta del Queensland inselvatichita in diversi paesi tropicali e talora anche coltivata per l’aspetto del frutto.
  • Carissa macrocarpa produce frutti commestibili con un gusto simile a quello del mirtillo e, nei luoghi di origine, è molto ricercata per la preparazione di macedonie. La carissa ha fiori molto eleganti ed è un’ottima pianta da appartamento.
  • Un altro vigoroso rampicante con fiori spettacolari, di colore bianco brillante, molto vistosi e profumati, lunghi fino a 15 centimetri, è Beaumontia grandiflora ma si tratta purtroppo di pianta non facile da gestire.
  • Rustica e facile da reperire è Allamanda schotti, un basso cespuglio compatto di aspetto modesto. Anche questa specie ha bisogno di essere ricoverata in serra durante l’inverno.
  • Le bacche di Acokanthera, prima rossastre e poi di un bel colore nero porporino, hanno un aspetto invitante ma in realtà sono estremamente pericolose, soprattutto i semi.
  • L’oleandro è specie spontanea dalle regioni mediterranee fino alla Cina. Oggi è coltivato in tutto il mondo. I fiori, nelle diverse varietà, hanno una gamma di colori che vanno dal bianco, al rosa, al rosso, all’arancio fino al giallo pallido.
  • Varietà di oleandro a fiori doppi molto appariscenti ma la corolla rimane attaccata alla pianta per lungo tempo anche dopo essere appassita.
  • Lunghe spine che ricoprono il fusto di Pchypodium lamerei.
  • Ochrosia elliptica ha fiori piccoli e poco appariscenti.
  • Adenium obesum è associato spesso alle piante succulente ed è allevato come tale. In condizioni ideali è pianta potenzialmente sempreverde che può fiorire anche in inverno.
  • Mandevilla laxa: fu Sir H.J. Mandeville, ministro inglese in Argentina, ad inviare nel 1837 i primi esemplari in Inghilterra.
  • Allamanda blanchetii si distingue per i fiore di colore violetto e per il portamento più modesto.
  • Mandevilla × amabilis ‘Alice Du Pont’: bellissimo ibrido di Mandevilla splendens ottenuto negli anni ’70. Ha grandi foglie rugose di colore verde scuro e fusto legnoso che può raggiungere i dieci metri di lunghezza.
  • Allamanda ‘Stansill's Double’ è una varietà a fiori doppi apparsa per la prima volta in Florida nel 1950 nel giardino della signora Stansill a Samoset.
  • Plumeria ‘Aztec Gold’: Questa varietà orticola, probabilmente, deve essere identificata con Plumeria rubra var. lutea, la forma prevalente che vive in Messico e Centro America.
  • Plumeria ‘Japanase Lantern’: cultivar di Plumeria rubra dalla caratteristica infiorescenza pendula ed i fiori di uno squillante color porpora.
  • Thevetia peruviana, anch’essa è pianta molto tossica, si dice che poche foglie o qualche seme possano uccidere un cavallo.
  • Simile all’oleandro è anche Thevetia peruviana, un arbusto originario del Messico e delle Antille facile da coltivare in vaso.

 

 

Alla famiglia delle Apocynaceae appartengono molte piante dalle proprietà tossiche. Il nome stesso, che letteralmente può essere tradotto con “lontano dal cane”, si riferisce appunto a questa loro caratteristica e ricorda che l’ingestione delle foglie, i semi o altre parti della pianta, soprattutto il lattice che sgorga dalle ferite, possono essere dannosi per la salute d’animali e persone. Nella maggior parte dei casi l’ingestione accidentale non è causa di gravi avvelenamenti, generalmente provoca leggeri disturbi gastrointestinali che non necessitano neppure di un trattamento medico. Alcune specie contengono però sostanze alcaloidi estremamente nocive che, addirittura, possono anche risultare letali. L’oleandro (Nerium oleander), ad esempio, tipico rappresentante di questa famiglia, con le sue innumerevoli varietà è una delle specie vegetali più comuni che ornano i giardini, anche pubblici, ma rappresenta pure una fra le piante velenose più a rischio con le quali, quotidianamente, esiste il pericolo di venire a contatto. L’oleandro è bellissimo, ha poche pretese e immancabilmente ogni anno ripaga delle cure ricevute con abbondanti e appariscenti fioriture; per questo è una pianta ornamentale tanto apprezzata e diffusa e lo stesso si può dire di tante altre Apocynaceae. Chi lo desidera non deve rinunciare a coltivare soggetti così attraenti ma semplicemente avere la consapevolezza di ciò che si appresta ad accogliere nella propria casa ed eventualmente, se la situazione lo richiede, assumere accorgimenti utili ad evitare possibili incidenti.

 

Fra le Apocynaceae più belle ci sono senz’altro le Allamanda che sono arbusti più o meno grandi originari delle Americhe, con rami allungati e stretti. La più nota è Allamanda cathartica che, con i suoi grandi fiori campanulati di colore giallo brillante, è stata la prima ad arrivare in Europa nel XIX secolo. Si tratta di un vigoroso rampicante che può raggiungere anche i sedici metri d’altezza, con grandi foglie giallastre raccolte in verticilli. In natura vive nelle paludi a mangrovie e lungo le rive dei fiumi dell’America meridionale, dalla Guyana alle coste nord orientali. Simili, ma con un portamento più modesto, sono anche Allamanda blanchetii, a fiori da violetti a rosa porporino, ed Allamanda schotti. Tutte piante da serra calda che tollerano con difficoltà temperature che scendono sotto ai 10 °C, ma crescono bene e regalano splendide fioriture anche se tenute in vaso.

 

Piante volubili molto eleganti sono poi le specie del genere Mandevilla, originarie dei boschi dell’America centrale e meridionale. Queste hanno fiori imbutiformi, appariscenti, con una varietà cromatica che spazia tra il bianco, il giallo ed il violetto. Sono molto adatte per rivestire un pergolato o un graticcio che in estate inevitabilmente ricoprono con i loro fiori. Mandevilla mal sopporta temperature minime al di sotto dei 7 °C, tuttavia alcune varietà sono in grado di sopravvivere anche in climi più freddi perdendo completamente la parte aerea e ricacciando nuovi getti nella primavera successiva. La più conosciuta è Mandevilla laxa, nota anche con il nome di gelsomino del Cile, che è stata la prima ad essere introdotta in Europa dall’Argentina. Ha fiori bianco candidi ed è quella che tollera meglio di altre le basse temperature. 

 

Numerose Apocynaceae sono piante ornamentali eccellenti ma senz’altro la specie che ha riscosso maggior successo, soprattutto negli ultimi anni, è il rincospermo (Trachelospermum jasminoides), un rampicante molto versatile e generoso, insensibile a qualsiasi maltrattamento. Questa pianta non teme né siccità né malattie, solo il freddo troppo intenso. È sufficiente collocarla in una posizione riparata a ridosso di un muro e ben presto, senza particolari cure, ricopre la parete con il suo denso fogliame sempreverde ed a questo farà poi seguito una cascata di bianchi fiori intensamente profumati. A buon diritto il rincospermo ha conquistato il suo spazio in ogni giardino, in ogni terrazzo e anche sul più piccolo dei balconi. L’unico difetto, se un difetto lo dobbiamo trovare, è proprio questa sua eccessiva popolarità che purtroppo ha finito per renderlo banale. 

 

Generalmente tra le ornamentali si trova inclusa anche Acokanthera oblongifolia, un arbusto originario dei boschi aridi dell’Africa meridionale. Questo piccolo alberello ha un aspetto gradevole, con dense infiorescenze di piccoli fiori bianchi e produce invitanti bacche rosso-nerastre della grandezza di un oliva, ma in realtà si tratta di una pianta molto velenosa. Nei luoghi di origine, dalle radici e dai semi dell’Acocantera, viene estratta una linfa lattiginosa che, mischiata al latice di altre piante, serve a preparare veleni estremamente potenti, utilizzati per intingere le frecce adoperate nella caccia. Molteplici sono i principi attivi che caratterizzano gli alcaloidi contenuti nelle Apocynaceae e quindi diversi sono gli effetti che queste sostanze possono avere sull’organismo. La loro proprietà più nota, tuttavia, è quella di avere un’azione cardiotonica e proprio per questo motivo, specie tanto micidiali: è il caso ad esempio dello  Strophanthus, trovano un utile impiego in medicina.

 

Alla luce di quanto è stato appena detto potrà apparire inverosimile ma alle Apocynaceae appartengono anche piante dai frutti commestibili. La più nota è Carissa macrocarpa, un arbusto spinoso originario del Sudafrica che, allo stesso modo di altre specie del suo genere, produce bacche di forma ovoide, con polpa e buccia di colore rosso scuro e dal gusto acidulo. La carissa è anche una pianta di aspetto gradevole, con fiori bianchi molto graziosi che non sfigura affatto come pianta da appartamento.

 

A questa famiglia appartengono vegetali dal portamento e dalle forme più diverse, vi sono inclusi alberi, arbusti, rampicanti ed erbe, ma indubbiamente le forme più insolite fanno parte delle cosiddette specie succulente. Una di queste è Adenium obesum che possiede un fusto molto caratteristico, ingrossato e talora contorto alla base che si ramifica e assottiglia gradualmente verso l’alto. Questa pianta possiede fiori splendidi che possono raggiungere i sei centimetri di diametro e possiedono colori che spaziano tra il rosso, il rosa ed il bianco. Succulente sono anche i Pachypodium, un genere formato da grossi arbusti nativi dell’Africa sud occidentale e del Madagascar. Fra questi la specie più facile da reperire in coltura è Pachypodium lamerei, una pianta dallo strano fusto ingrossato a bottiglia, ramificato in alto e completamente ricoperto da lunghe spine riunite in fascetti di tre, dalle quali, verso l’apice, emergono ciuffi di foglie lanceolate e cime di grandi fiori bianchi.

 

Tra le numerose Apocynaceae che meriterebbero ancora di essere rammentate è doveroso fare almeno un accenno ad una delle piante più inusuali e seducenti di questa famiglia: la Plumeria, un fiore che inevitabilmente fa innamorare. Si tratta di curiosi alberelli dall’aspetto spoglio ed il fusto grassetto. Tutti originari del Centro e del Sud America ma, ormai, coltivati e spesso anche naturalizzati in tutte le regioni tropicali del mondo. I loro fiori sono irresistibili, esotici e famigliari allo stesso tempo, di consistenza carnosa e profumati da delicate fragranze, con una corolla dipinta a tinte luminose e leggere sfumature di colori contrastanti. Non a caso con tali gioielli sono realizzate le bellissime collane che accolgono tradizionalmente gli ospiti nelle isole Hawaii e, in India, le corolle fragranti di profumo, costituiscono la più frequente e spontanea tra le offerte votive per le divinità.

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