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Anemone di bosco

di Alessandro Mesini
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  • Anemone di bosco, Anemone nemorosa l’Anemone ranuncoloides, disegno di Gabriella Gallerani
  • Anemone nemorosa a fiori bianchi è fra i primi a ravvivare prati e giardini con la sua presenza discreta ed elegante
  • Crescono in colonie numerose nei boschi di latifoglie e nelle radure ricoprendo tutto il terreno
  • : Anemone nemorosa, alta fino a 20 cm, ha fiori grandi portati da un lungo stelo, eretti o reclinati
  • Le foglie sono di forma variabile, ma sempre riconducibile ad un modello di riferimento palmato, inciso e dentato, suddiviso in tre lobi
  • Anemone ranuncoloides, meno comune dell’anemone a fiori bianchi, ha fiori di un colore giallo oro deciso e forma più spesso piccoli gruppi anziché estese colonie

Anemone di bosco, Anemone nemorosa l’Anemone ranuncoloides
 
Discreti e poco vistosi, più diffusi nei boschi che nelle radure, sono spesso dimenticati a favore di viole, primule e margheritine, anche se il loro tocco supera in eleganza tutti gli altri e può essere affiancato a mughetti, bucaneve e campanellini d’inverno. Gli anemoni dei boschi più diffusi sono Anemone nemorosa, a fiori bianchi, e Anemone ranuncoloides, a fiori gialli.
 
Vento, bellezza e anima
Per il mito greco l’anemone è simbolo di amore e purezza. Sul corpo morente di Adone, il bello fra i belli, ucciso con l’inganno da Efesto, marito geloso, Afrodite, dea dell’Amore, piange. Le lacrime cadute fanno sbocciare dalla terra nuda fiori bianchi, belli e delicati.
 
Anemone nemorosa
L’Anemone nemorosa, spontaneo nel nostro paese, occupa un vastissimo areale che comprende l’Europa e l’Asia orientale. Ama i terreni freschi, non lavorati, come i boschi di latifoglie che a primavera sono luminosi pur senza essere esposti. Predilige substrati silicei o argilloso-silicei ed è per questo che rappresenta il fiore tipico dei castagneti dove forma folti tappeti fioriti. Si trova un po’ ovunque nei boschi del nord e del centro.
Alto dai 15 ai 20 cm, ha fiori bianchi, caratterizzati da grande variabilità per forma, dimensioni e colore, caratteristica questa utilizzata per dar vita a molte varietà da giardino.
Al colore bianco si affiancano il rosa, il blu stinto o il viola chiaro, non mancano le sfumature rosse esterne alla corolla.
I fiori solitari, eretti o reclinati, sono portati da uno stelo sottile. La corolla si compone di sei sepali.
Circa cinque centimetri sotto ai fiori si trova un colletto di tre-cinque foglie leggermente pubescenti, di forma palmata, profondamente incise e dentate, composte da tre segmenti. Le foglie basali, che si sviluppano appieno solo al termine della fioritura, hanno la stessa forma. Le radici rizomatose, sotterranee, di colore scuro, in condizioni favorevoli riescono a creare un ramificato reticolo che dà vita a colonie numerose. Fiorisce a partire da marzo.
 
Anemone ranuncoloides
A prima vista l’Anemone ranuncoloides e l’A. nemorosa potrebbero essere confusi se non fosse per il colore giallo deciso e brillante dei fiori. A complicare ulteriormente la situazione è la contemporaneità dell’epoca di fioritura e la presenza delle due specie nello stesso luogo. L’Anemone ranuncoloides ha foglie glabre e, mentre le foglie del colletto sono lungamente peduncolate, divise in due o tre segmenti, quelle basali presentano un margine molto irregolare.
I fiori non sempre sono solitari, ma il lungo stelo ne può portare anche due.
Il suo areale di diffusione occupa l’Europa, il Caucaso e si spinge sino alle fredde regioni della Siberia.
In condizioni ottimali raggiunge un’altezza superiore a quella dell’anemone bianco di circa 5-8 cm.
 
In giardino
Gli anemoni devono essere posti a gruppi monospecifici, o mescolati fra loro, in piccole macchie per ravvivare a primavera il giardino con una fioritura precoce. Richiedono luoghi tranquilli, non soggetti a calpestio, riparati dal vento che rovina la fioritura, luminosi, ma non assolati, al riparo della vegetazione una volta che questa avrà rimesso le foglie. Ideali per colonizzare le zone muscose dove poche altre piante da fiore riescono a prosperare.
L’esposizione che garantisce i migliori risultati è al margine di una fascia alberata, o di un boschetto, che riceve il sole solo di mattino.
 
Pratiche colturali
Le pratiche colturali per consentire agli anemoni di formare colonie stabili e numerose consistono nel ricreare le condizioni naturali. E’ necessario un terreno fresco che non vada soggetto a siccità perché questa causerebbe la perdita di tutte le piante, mantenuto sempre umido, posto in ombra per la maggior parte della giornata, sempre ricco di sostanza organica originatasi dalla decomposizione di foglie e altro materiale vegetale, tendenzialmente neutro. Tutte le concimazioni sono bandite, in particolar modo l’uso di letame che, invece di ottenere un maggiore rigoglio delle piante, ne minaccia la sopravvivenza.
Inutile tentare di coltivarli anche in terreni calcarei o terreni irrigati con acque molto dure (ricche di sali, in particolare carbonato di calcio) che nel tempo ne modificano le caratteristiche.
 
Come moltiplicarli
Per moltiplicare gli anemoni si dividono i rizomi alla fine dell’autunno quando le piante sono prossime ad entrare in riposo vegetativo. E’ importante procurarsi una cassetta da frutta bassa, o un contenitore simile, con uno strato di terriccio leggermente umido. Su questo andranno posti i rizomi rispettando la posizione che avevano nel terreno e nello stesso modo andranno collocati. E’ importante cercare di rispettare l’orientamento, la profondità e l’andamento dei rizomi per rendere meno traumatico possibile il trasloco. Si collocano ad una distanza di 25-40 cm.
In condizioni ottimali, si naturalizzano con facilità riproducendosi anche per seme.

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Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

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Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

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