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Alloro

di Alessandro Mesini
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  • Piante spontanee
  • Alloro (Laurus nobilis) disegno di Gabriella Gallerani
  • Le giovani foglie dell’alloro, specie se si tratta di polloni, possono presentare una colorazione decisamente rossastra
  • La pagina inferiore della foglia è opaca, di colore più chiaro con venature in rilievo
  • La pagina inferiore della foglia è opaca, di colore più chiaro con venature in rilievo
  • La nuova vegetazione è ricca, fogliosa, caratterizzata da internodi corti
  • La nuova vegetazione è ricca, fogliosa, caratterizzata da internodi corti
  • La colorazione rossastra delle giovani foglie si perde crescendo in modo progressivo e prima di scomparire del tutto resta un sottile filo rosso al margine
  • La colorazione rossastra delle giovani foglie si perde crescendo in modo progressivo e prima di scomparire del tutto resta un sottile filo rosso al margine

Alloro (Laurus nobilis)
 
Arbusto, alberello o albero di medie dimensioni l’alloro, Laurus nobilis, famiglia Lauraceae, può assumere forme assai diverse: mediamente alto circa tre metri, può raggiungere anche dodici metri.
La chioma assume una forma piramidale e compatta con rami lunghi ed esili rivolti verso l’alto.
La corteccia dei soggetti giovani è sottile, liscia e verde; nei soggetti adulti diventa grigio cenere con placche più chiare.
Le foglie possono avere, anche sulla stessa pianta, forma diversa in base all’età e sono lanceolate o ovoidali-allungate, di consistenza coriacea, con margine ondulato, lucenti e scure nella pagina superiore, più chiare in quella inferiore.
L’alloro, pianta dioica, fiorisce da marzo a maggio. I fiori di colore giallognolo sono riuniti in ombrelle riunite all’ascella delle foglie. I fiori maschili hanno un numero di stami variabile da 8 a 12, i fiori femminili un unico pistillo.
Il frutto è una bacca di forma ovale nera e lucente. All’interno c’è un grosso seme marmorizzato.
 
In vaso
Originario dell’area mediterranea l’alloro può resistere fino a temperature di dodici gradi sotto zero. L’apparato radicale resiste all’azione del gelo e la pianta è in grado di produrre nuovi ricacci, ma la ripresa è lenta e non sempre ha esito positivo.
Per questa ragione nei climi più freddi meglio coltivarlo in vaso, contenendone le dimensioni con adeguate potature, così da essere ricoverato all’interno nella stagione invernale.
 
Habitat Allo stato spontaneo è presente in Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata, coste del Lazio e della Toscana. Nelle altre zone si considera che la sua presenza sia dovuta, almeno inizialmente, all’azione dell’uomo. La macchia mediterranea, le colline litoranee non troppo aride sono il suo habitat naturale. Nella zona dei grandi laghi si è rinaturalizzato con successo. 
 
Coltivazione
Le piante di alloro di piccole dimensioni si acquistano in vaso e si mettono a dimora fra marzo e aprile in posizione soleggiata, riparate dai venti freddi, in terreno ricco, umido, ma ben drenato.
La potatura, indispensabile per le piante in vaso, si fa due volte all’anno, per contenere lo sviluppo e pareggiare la chioma. Le stesse indicazioni valgono per l’alloro utilizzato a siepe; in questo caso la distanza d’impianto non deve essere inferiore a 120 cm. Nei soggetti in piena terra che si vogliono allevare ad albero la potatura non è necessaria fino a quando la pianta non avrà raggiunto e superato di 15 cm l’altezza desiderata. Allora si provvederà a cimarla e a potare i germogli laterali per dare forma alla chioma. La crescita dell’alloro è lenta e le sue dimensioni aumentano di circa 20 cm ogni anno.
 
Come si riproduce
La riproduzione dell’alloro è abbastanza facile. All’inizio di settembre si prelevano dai germogli laterali talee semilegnose lunghe circa 10 cm con una porzione di ramo portante. Si mettono in cassone freddo in un miscuglio di torba e sabbia. Per aumentare la percentuale di successo si può ricorrere al cassone riscaldato con substrato molto umido.
A primavera, le talee radicate dovranno poi essere trapiantate e allevate in vaso per due anni prima di essere messe a dimora. Da fine estate fino al tardo autunno l’alloro si può riprodurre anche con la tecnica della propaggine.
 
Proprietà aromatiche
La medicina antica riconosceva all’alloro molto virtù terapeutiche oggi assai ridimensionate. L’acqua d’alloro, una semplice tisana fatta con foglie grandi di alloro, acqua e miele, è buona e digestiva. Lo stesso impiego aromatico delle foglie in arrosti, pesce, e primi piatti si giustifica anche per il buon potere digestivo dell’alloro.
 

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Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

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Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

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Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

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... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

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Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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